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1971,
Fusion,
Hard Bop,
Jazz,
Joe Zawinul,
Soul Jazz
Il riconosciuto capolavoro del pianista austriaco: un disco sentito e sofferto (His Last Journey è un commosso addio al padre appena scomparso), che si colloca come un luminoso satellite orbitante intorno alla galassia dei capolavori del primo Davis elettrico. Un momento magico, che lo stesso Zawinul in seguito non ha più saputo ritrovare.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel includes: Joe Zawinul (piano, Fender Rhodes).
Tracks:
1 Double Image
2 Doctor Honoris Causa
3 In a Silent Way
4 Arrival in New York
5 His Last Journey
Il riconosciuto capolavoro del pianista austriaco: un disco sentito e sofferto (His Last Journey è un commosso addio al padre appena scomparso), che si colloca come un luminoso satellite orbitante intorno alla galassia dei capolavori del primo Davis elettrico. Un momento magico, che lo stesso Zawinul in seguito non ha più saputo ritrovare.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
His Last Journey
Personnel includes: Joe Zawinul (piano, Fender Rhodes).
Tracks:
1 Double Image
2 Doctor Honoris Causa
3 In a Silent Way
4 Arrival in New York
5 His Last Journey
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/270129516/ZAWINUL.rar
1960,
Bobby Timmons,
Hard Bop,
Jazz,
Piano Jazz,
Soul Jazz
Personnel: Bobby Timmons (piano); Sam Jones (bass); Jimmy Cobb (drums).
Tracks:
1 This here
2 Moanin'
3 Lush Life
4 The Party's Over
5 Prelude To a Kiss
6 Dat Dere
7 My Funny Valentine
8 Come Rain Or Come Shine
9 Joy Ride
La fama di Bobby Timmons è legata per lo più al periodo trascorso con i Jazz Messengers di Art Blakey. Come membro dei Messengers (1958-59), con cui è stato in tournée in Europa, Timmons è diventato famoso per la sua composizione Moanin’. Dal 1959 al 1960 Timmons ha lavorato con Cannonball Adderley e ha registrato altri due successi: This Here” (anche noto come “Dis Here”) e “Dat Dere”. Si è riunito a Blakey nel 1960, ma in seguito la sua carriera ha iniziato un rapido declino anche a causa del suo alcolismo. Timmons è morto di cirrosi a New York, il 1° Marzo 1974, a soli 38 anni. Oltre a realizzare numerosi album come sideman, durante la sua breve carriera Timmons ha anche inciso alcuni eccellenti lavori a suo nome come: In This Here Is Bobby Timmons del 1960. Registrato in trio con Sam Jones al basso e Jimmy Cobb alla batteria questa incisione contiene i suoi tre brani più famosi, This here, Moanin' e Dat Dere, suonati senza strumenti a fiato si fanno apprezzare ancor più che nelle versioni dei Jazz Messengers.
Moanin'
Personnel: Bobby Timmons (piano); Sam Jones (bass); Jimmy Cobb (drums).
Tracks:
1 This here
2 Moanin'
3 Lush Life
4 The Party's Over
5 Prelude To a Kiss
6 Dat Dere
7 My Funny Valentine
8 Come Rain Or Come Shine
9 Joy Ride
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/205966136/This_Here_Is_Bobby_Timmons.zip
1961,
Crossover Jazz,
feautered,
Herbie Mann,
Jazz,
Soul Jazz
Herbert Jay Solomon, meglio noto come Herbie Mann (Brooklyn, 16 aprile 1930 – 1 luglio 2003), è stato uno dei più grandi flautisti nel campo jazzistico, nonché un importante pioniere nel campo della world music. In questo live del 1961 lo possiamo ascoltare in uno dei suoi più grandi successi "Comin' Home Baby" e in due classici di Gershwin "Summertime" e "It Ain't Necessarily So", eseguiti magistralmente con il suo inconfondibile stile.
Herbert Jay Solomon, meglio noto come Herbie Mann (Brooklyn, 16 aprile 1930 – 1 luglio 2003), è stato uno dei più grandi flautisti nel campo jazzistico, nonché un importante pioniere nel campo della world music. In questo live del 1961 lo possiamo ascoltare in uno dei suoi più grandi successi "Comin' Home Baby" e in due classici di Gershwin "Summertime" e "It Ain't Necessarily So", eseguiti magistralmente con il suo inconfondibile stile.Comin' Home Baby
Personnel:
Herbie Mann (Flutes)
Hagood Hardy (Vibraharp)
Ahmad Abdul-Malik (Double Bass)
Ray Mantilla (Congas and Percussion)
Chief Bey (African Drum and Percussion)
Rudy Collins (Drums)
Ben Tucker (Double Bass) - on 1st track only
Tracks:
1. Comin' Home Baby (Ben Tucker/Bob Dorough) 8:39
2. Summertime (Duboise Heyward/George Gershwin/Ira Gershwin) 10:24
3. It Ain't Necessarily So (George Gershwin/Ira Gershwin) 19:55
Recorded live 17, Novemberm 1961 in At Village Gate (New York City)
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=OZHXLMM5
pass: sergingus
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1966,
Cannonball Adderley,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz,
Soul Jazz
Il sassofonista Julial Edwin Adderley, devoto “ parkeriano “ e fratello del più famoso Nat, maturò la propria espressività jazzistica nei gruppi di Miles Davis e , a partire dagli anni cinquanta, pubblicò numerosi dischi da solita molto validi avvalendosi delle importanti collaborazioni del fratello, di Bobby Timmons, Yusef Lateef , Joe Zawinul. Julian fu soprannominato dapprima “ Cannibal “ perché vinse una sfida in un bar ingurgitando svariati piatti di lardo , uova, altro ancora. Poi però il soprannome fu tramutato in “ Cannonball “ in quanto quell’appetito insaziabile l’aveva nel tempo fatto così ingrassare da assomigliare ad una “ palla “ . Per la cronaca il sassofonista prese anche un altro soprannome, quello di “ Cannonbird “ in onore al suo mito Charlie Parker. Questo lavoro è stato il suo più fortunato a livello commerciale ed ha una storia particolare. Il “ Club De Lisa “ era uno storico locale di Chicago, punto di riferimento per almeno trent’anni di tutto il jazz americano. In quel posto, promosso e animato dal dee Jay E. Rodney Jones , l’altosassofonista di Tampa suonava il suo jazz caldo, esuberante e comunicativo con il suo quintetto che vedeva al pianoforte il nuovo entrato l’austriaco Joe Zawinul. Nell’estate del 1966 Adderley registrò lì una serie di scintillanti brani , tra cui “ Fun “, “ Sticks “ e soprattutto “ Mercy, Mercy, Mercy “ di Zawinul, con un sound strepitoso dove il jazz si stemperava magistralmente con altri elementi della musica nera come il soul, il gospel e il blues. Tornati a Los Angeles con le registrazioni, constatarono però che in quel disco dal vivo che doveva essere l’omaggio al mitico locale vi era poca partecipazione da parte del pubblico, poca reattività e così , sotto la direzione del produttore David Axelrod, registrarono nell’immensa hall degli studi Capitol, adibita per l’occasione in una sala da concerto, le nuove incisioni, stavolta supportate da un audience appassionata , festosa, trascinata dalle presentazioni del solito E. Rodney Jones. E' un lavoro di grande importanza testimone di un periodo dove i jazzmen si propongono come autori del repertorio lasciandosi alle spalle le improvvisiazioni sui giri armonici degli standard di Tin Pan Alley. Un giusto connubio tra fruibilità e tecnica per sei tracce di modern jazz così efficace e trascinante capace di arrivare al grande pubblico del mainstream.
Mauro Ronconi
Musicians: Cannonball Adderley (alto sax), Nat Adderley (cornet), Joe Zawinul (electric piano), Victor Gaskin (bass), Roy McCurdy (drums). Composed by Joe Zawinul.
Tracks: 1. Fun 2. Games 3. Mercy, Mercy, Mercy 4. Sticks 5. Hippodelphia 6. Sack O' Woe
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/328556619/Julian_Cannonball_ADDERLEY
_Quintet_-_Mercy_Mercy_Mercy__Live_At_The_Club_1967.rar
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1964,
George Benson,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Soul Jazz
George Benson è uno dei migliori chitarristi jazz di tutti i tempi, ma è anche un musicista straordinarialmente versatile. Può suonare praticamente qualsiasi cosa – dallo swing al bop dal R&B al pop – non solo Benson è anche un ottimo cantante dalla voce vellutata e sensuale. Potrebbe essere considerato l’equivalente di ciò che fu Nat King Cole – un pianista fantastico, la cui stupenda voce alla fine ha eclissato la sua abilità strumentale - ma a differenza di Cole, Benson, dopo aver scalato le classifiche pop, ha avuto il tempo per riaffermare le sue credenziali nel jazz. The New Boss Guitar è il primo album inciso da Benson come leader, il chitarrista aveva 21 anni e non era ancora un grande nome del jazz, ma questo disco mostra chiari indizi della sua futura grandezza; il fraseggio soul, e un incredibile senso del groove.
George Benson è uno dei migliori chitarristi jazz di tutti i tempi, ma è anche un musicista straordinarialmente versatile. Può suonare praticamente qualsiasi cosa – dallo swing al bop dal R&B al pop – non solo Benson è anche un ottimo cantante dalla voce vellutata e sensuale. Potrebbe essere considerato l’equivalente di ciò che fu Nat King Cole – un pianista fantastico, la cui stupenda voce alla fine ha eclissato la sua abilità strumentale - ma a differenza di Cole, Benson, dopo aver scalato le classifiche pop, ha avuto il tempo per riaffermare le sue credenziali nel jazz. The New Boss Guitar è il primo album inciso da Benson come leader, il chitarrista aveva 21 anni e non era ancora un grande nome del jazz, ma questo disco mostra chiari indizi della sua futura grandezza; il fraseggio soul, e un incredibile senso del groove.Will You Still Be Mine? A
Personnel: George Benson (guitar); Red Holloway (tenor saxophone); Jack McDuff (piano, organ); Ronnie Boykins (bass); Montego Joe, Joe Dukes (drums).
Tracks:
1 Shadow Dancers
2 The Sweet Alice Blues
3 I Don't Know
4 Just Another Sunday
5 Will You Still Be Mine? A
6 Easy Living
7 Rock-A-Bye
8 My Three Sons
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=T15AC7E0
pas: sergingus
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Grant Green,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Hot Topic,
Jazz,
Soul Jazz
Grant Green è uno dei grandi eroi non celebrati della chitarra jazz. Ispirato da Charlie Christian - come la maggior parte dei chitarristi della sua generazione - Green praticava uno stile più diretto, più vigoroso del suo modello. Dopo un rodaggio in orchestre di rhythm and blues e di jazz, agli inizi degli anni '60 si trasferisce a New york e convince la casa discografica Blue Note a incidere la sua musica. Per la Blue Note incide numerosissimi album di qualità, tra cui, "Born To Be Blue", un magnifico album di chitarra jazz dove i suoi soli in If I Should Lose You e My One And Only Love, rasentano la perfezione.
Personnel: Grant Green (guitar); Ike Quebec (tenor saxophone); Sonny Clark (piano); Sam Jones (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks:
1. Someday My Prince Will Come (Frank Churchill/Larry Morey)
2. Born To Be Blue (Mel Tormé/Robert Wells)
3. Born To Be Blue (Alternate Take) (Mel Tormé/Robert Wells)
4. If I Should Lose You (Ralph Rainger/Leo Robin)
5. Back In Your Own Back Yard (Dave Dreyer/Al Jolson/Billy Rose)
6. My One And Only Love (Robert Mellin/Guy Wood)
7. Count Every Star (Bruno Coquatrix/Sammy Gallop)
8. Cool Blues (Charlie Parker)
9. Outer Space (Grant Green)
Grant Green è uno dei grandi eroi non celebrati della chitarra jazz. Ispirato da Charlie Christian - come la maggior parte dei chitarristi della sua generazione - Green praticava uno stile più diretto, più vigoroso del suo modello. Dopo un rodaggio in orchestre di rhythm and blues e di jazz, agli inizi degli anni '60 si trasferisce a New york e convince la casa discografica Blue Note a incidere la sua musica. Per la Blue Note incide numerosissimi album di qualità, tra cui, "Born To Be Blue", un magnifico album di chitarra jazz dove i suoi soli in If I Should Lose You e My One And Only Love, rasentano la perfezione.
If I Should Lose You
Personnel: Grant Green (guitar); Ike Quebec (tenor saxophone); Sonny Clark (piano); Sam Jones (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks:
1. Someday My Prince Will Come (Frank Churchill/Larry Morey)
2. Born To Be Blue (Mel Tormé/Robert Wells)
3. Born To Be Blue (Alternate Take) (Mel Tormé/Robert Wells)
4. If I Should Lose You (Ralph Rainger/Leo Robin)
5. Back In Your Own Back Yard (Dave Dreyer/Al Jolson/Billy Rose)
6. My One And Only Love (Robert Mellin/Guy Wood)
7. Count Every Star (Bruno Coquatrix/Sammy Gallop)
8. Cool Blues (Charlie Parker)
9. Outer Space (Grant Green)
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=IWPXVO1N
pass: sergingus
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1960,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Nat Adderley,
Soul Jazz,
Wes Montgomery
Ingiustamente messo in ombra dalla fama del fratello Julian “Cannonball” Adderley, e spesso dimenticato dalla critica, Nat Adderley è stato in realtà un ottimo musicista e un fine compositore. Ha suonato la cornetta, e in alcune occasioni anche la tromba, in più di cento dischi, per la maggior parte insieme al fratello, nel leggendario “Cannonball Adderley Quintet”, il cui successo è dovuto in gran parte proprio a lui, soprattutto per quel che riguarda il repertorio. Nat incise anche ottimi dischi a suo nome, di cui Work Song è sicuramente quello più completo e riuscito. Con "l’incredibile" chitarra di Wes Montgomery e un sezione ritmica di prim’ordine, l’album ebbe un notevole successo e la title track divenne una delle sue più grandi hit.
Personnel: Nat Adderley (cornet); Sam Jones, Keter Betts (cello, bass); Bobby Timmons (piano); Wes Montgomery (guitar); Percy Heath (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks: 1. Work Song 2. Pretty Memory 3. I've Got a Crush on You 4. Mean to Me 5. Fallout 6. Sack O' Woe 7. My Heart Stood Still 8. Violets for Your Furs 9. Scrambled Eggs
Ingiustamente messo in ombra dalla fama del fratello Julian “Cannonball” Adderley, e spesso dimenticato dalla critica, Nat Adderley è stato in realtà un ottimo musicista e un fine compositore. Ha suonato la cornetta, e in alcune occasioni anche la tromba, in più di cento dischi, per la maggior parte insieme al fratello, nel leggendario “Cannonball Adderley Quintet”, il cui successo è dovuto in gran parte proprio a lui, soprattutto per quel che riguarda il repertorio. Nat incise anche ottimi dischi a suo nome, di cui Work Song è sicuramente quello più completo e riuscito. Con "l’incredibile" chitarra di Wes Montgomery e un sezione ritmica di prim’ordine, l’album ebbe un notevole successo e la title track divenne una delle sue più grandi hit.Personnel: Nat Adderley (cornet); Sam Jones, Keter Betts (cello, bass); Bobby Timmons (piano); Wes Montgomery (guitar); Percy Heath (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks: 1. Work Song 2. Pretty Memory 3. I've Got a Crush on You 4. Mean to Me 5. Fallout 6. Sack O' Woe 7. My Heart Stood Still 8. Violets for Your Furs 9. Scrambled Eggs
Spoiler :
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http://rapidshare.com/files/241270426/NA1960WS.2.rar
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