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Guitar Jazz,
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Questo è l'album che ha reso celebre Joseph Anthony Passalacqua, meglio conosciuto come Joe Pass. Maestro della chitarra, Joe Pass è stato un caposcuola per generazioni di chitarristi jazz. Virtuoso ineguagliato, capace di orchestrare fraseggi, accordi complessi e linee di basso, dalle velocità folli al tempo rubato, senza mai perdere eleganza nell'esecuzione. In Questo CD attraverso la sua sei corde rivive il grande repertorio di canzoni della musica americana e degli standard.
Solo performer: Joe Pass (guitar).
Tracks:
1. Night And Day
2. Stella By Starlight
3. Here's That Rainy Day
4. My Old Flame
5. How High The Moon
6. Cherokee
7. Sweet Lorraine
8. Have You Met Miss Jones?
9. 'Round Midnight
10. All The Things You Are
11. Blues For Alican
12. The Song Is You
Spoiler :
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1964,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Lee Morgan,
Trumpet Jazz
Uno dei dischi più belli e più impegnati di Morgan, che ospita solisti del calibro di Shorter e Hancock e si apre al modalismo. Forse è questa la terra nuova del titolo; o forse è l'Africa indipendente, visto l'omaggio a Jomo Kenyatta (leader del movimento politico nero Kenya African National Union KANU e primo presidente del Kenya indipendente).
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel: Lee Morgan (trumpet); Wayne Shorter (tenor saxophone); Herbie Hancock (piano); Grant Green (guitar); Reginald Workman (bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1 Search For The New Land
2 The Joker
3 Mr. Kenyatta
4 Melancholee
5 Morgan The Pirate
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
The Joker
Personnel: Lee Morgan (trumpet); Wayne Shorter (tenor saxophone); Herbie Hancock (piano); Grant Green (guitar); Reginald Workman (bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1 Search For The New Land
2 The Joker
3 Mr. Kenyatta
4 Melancholee
5 Morgan The Pirate
Spoiler :
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1981,
Crossover Jazz,
Fusion,
Guitar Jazz,
Jazz,
Pat Metheny
È molto difficile trovare una classificazione per Pat Metheny, autentico fenomeno chitarristico degli ultimi vent'anni. La sua opera si è spesso intrecciata con i movimenti del jazz e della fusion, ma la sua musica rimane come un fatto unico, distante dagli stilemi citati, a cui molti insistentemente tentano di ricondurla. Offramp e un superbo esempio della sua arte. Da scrutatore attento ad ogni nuova tendenza, Metheny si addentra in un suono preciso e coordinato senza farsi sfuggire, come in altre occasioni, l'immediatezza e gli spunti sentimentali. Composizioni dagli ampi squarci lirici e dalla suggestiva liquidità sonora, aiutate dalle tastiere del fedele compagno di viaggio, Lyle Mays. Offramp è l'episodio migliore delle coordinate metheniane; il complemento artistico necessario agli intrecci solistici, ai contrappunti ritmici di una musica ibrida e dalle ambizioni a volte eccessive.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Pat Metheny Group: Pat Metheny (synthesizer, guitar, Synclavier); Lyle Mays (piano, synthesizer, autoharp, organ, Synclavier); Steve Rodby (acoustic & electric basses); Dan Gottlieb (drums)
Additional personnel: Nana Vasconcelos (percussion, vocals, berimbau)
Track List
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Are You Going With Me?
Pat Metheny Group: Pat Metheny (synthesizer, guitar, Synclavier); Lyle Mays (piano, synthesizer, autoharp, organ, Synclavier); Steve Rodby (acoustic & electric basses); Dan Gottlieb (drums)
Additional personnel: Nana Vasconcelos (percussion, vocals, berimbau)
Track List
Barcarole / Are You Going With Me? / Au Lait
/ Eighteen / Offramp / James / The Bat part II
/ Eighteen / Offramp / James / The Bat part II
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pass: sergingus
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1969,
Guitar Jazz,
Jazz,
Post-Bop,
Wayne Shorter
A giudizio di molti il capolavoro di Shorter. Di sicuro il suo disco più avanzato: uno dei primi che si avventuravano sul terreno dei suoni elettrici, in una fase pionieristica in cui il jazz-rock era spesso assai vicino al free. Lo stesso Shorter non ha mai più osato tanto. Da notare l'uso spregiudicato delle due chitarre elettriche per lanciare schizzi di suono incandescente.
A giudizio di molti il capolavoro di Shorter. Di sicuro il suo disco più avanzato: uno dei primi che si avventuravano sul terreno dei suoni elettrici, in una fase pionieristica in cui il jazz-rock era spesso assai vicino al free. Lo stesso Shorter non ha mai più osato tanto. Da notare l'uso spregiudicato delle due chitarre elettriche per lanciare schizzi di suono incandescente.Supernova
Personnel:
Wayne Shorter - Saxophone, Sax (Soprano)
Chick Corea - Keyboards, Vibraphone
John McLaughlin - Guitar
Sonny Sharrock - Guitar
Walter Booker - Guitar
Miroslav Vitous - Bass
Jack DeJohnette - Drums
Airto Moreira - Percussion
Maria Booker - Vocals
Tracks:
1. Supernova
2. Sweet Pea
3. Dindi
4. Water Babies
5. Capricorn
6. More Than Human
Spoiler :
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1977,
George Benson,
Guitar Jazz,
Jazz,
Jazz-Pop
George Benson, il più dotato chitarrista della generazione post Wes Montgomery , catturato in tre concerti al “ Roxy Hollywood “ tra il 30 settembre e il 2 ottobre del 1977. Del suo maestro ha seguito le ultime tracce, quelle che lo volevano rielaboratore di brani pop nella CTI di Creed Taylor. Quel suono jazz facile e contaminato a cui personaggi come Bob James e Deodato debbono moltissimo. Free lance insofferente alla vita di gruppo aderì tra i primi al progetto di Taylor, partecipando in numerose incisioni della scuderia e prendendo il meglio dalla collaborazione di colleghi jazz come Herbie Hancock , Billy Cobham e Ron Carter, ma anche da altri artisti più vicini alla musica soul quali Grover Washington jr. e Stanley Turrentine. Il suo stile chitarristico pulito e lineare, privo di filtri ed effetti, vellutato e veloce, si rifà spesso anche alla lezione del blues urbano di Muddy Waters, per questo motivo i brani proposti un questo doppio live sono stringati, arrangiati con gusto e in perfetto equilibrio tra tecnica e classe. Accompagnato da sidemen stellari tra cui spiccano Jorge Dalto al piano, Phil Upchurch alla chitarra ritmica, Harvey Mason alla batteria, Ronnie Foster alle tastiere, Ralph McDonald alle percussioni, “ Weekend in L.A “ è una affascinante combinazione di suoni dove soul e jazz sono perfettamente calibrati. Scorrono via eccitanti e godibili “ Ode To A Kudu “ , la “ title track “ e “ California P.M. “ tutte scritte da Benson, i due classici “ It's All in the Game" “ di Tommy Edwards e “ On Broadway “ dei Drifters con il quale vincerà il Grammy Award come migliore performance vocale r&b. Una bella rock ballad “ Lady Blue “di Leon Russell, approfondimenti fusion nella “ Windsong “ di Nei Larsens e jazz in “ We As Love “ di Ronnie Foster. “ We All Remember Wes “ è una grande canzone soul di Stevie Wonder a ricordo di Wes Montgomery , quindi le atmosfere latine in “ Down Here On Ground “ di Lalo Schifrin e “ The Greatest Love Of All “, una canzone di Michael Masser composta per il film “ The Greatest “ sulla vita di Muhammad Alì e che anni dopo diventerà un hit mondiale nella versione di Whitney Houston .
Recorded live at the Roxy, Hollywood, California on September 30 and October 1-2, 1977
Personnel: George Benson (vocals, guitar); Jorge Dalto (piano, keyboards); Ronnie Foster (keyboards); Phil Upchurch (guitar), Stanley Banks (bass); Harvey Mason (drums); Ralph MacDonald (percussion)
Tracks: 01- Weekend In LA / 02- On Broadway / 03- Down Here On The Ground / 04- California PM / 05- The Greatest Love Of All / 06- It's All In The Game / 07- Windsong / 08- Ode To A Kudu / 09- Lady Blue / 10- We All Remember Wes / 11- We As Love
Mauro Ronconi
Weekend In LA
Hosted by kiwi6.com free mp3 upload.
Recorded live at the Roxy, Hollywood, California on September 30 and October 1-2, 1977
Personnel: George Benson (vocals, guitar); Jorge Dalto (piano, keyboards); Ronnie Foster (keyboards); Phil Upchurch (guitar), Stanley Banks (bass); Harvey Mason (drums); Ralph MacDonald (percussion)
Tracks: 01- Weekend In LA / 02- On Broadway / 03- Down Here On The Ground / 04- California PM / 05- The Greatest Love Of All / 06- It's All In The Game / 07- Windsong / 08- Ode To A Kudu / 09- Lady Blue / 10- We All Remember Wes / 11- We As Love
Spoiler :
mp3@320kbps
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1969,
Fusion,
Guitar Jazz,
Jazz,
John McLaughlin,
Post-Bop
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]
Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Extrapolation
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
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pas: sergingus
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1964,
George Benson,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Soul Jazz
George Benson è uno dei migliori chitarristi jazz di tutti i tempi, ma è anche un musicista straordinarialmente versatile. Può suonare praticamente qualsiasi cosa – dallo swing al bop dal R&B al pop – non solo Benson è anche un ottimo cantante dalla voce vellutata e sensuale. Potrebbe essere considerato l’equivalente di ciò che fu Nat King Cole – un pianista fantastico, la cui stupenda voce alla fine ha eclissato la sua abilità strumentale - ma a differenza di Cole, Benson, dopo aver scalato le classifiche pop, ha avuto il tempo per riaffermare le sue credenziali nel jazz. The New Boss Guitar è il primo album inciso da Benson come leader, il chitarrista aveva 21 anni e non era ancora un grande nome del jazz, ma questo disco mostra chiari indizi della sua futura grandezza; il fraseggio soul, e un incredibile senso del groove.
George Benson è uno dei migliori chitarristi jazz di tutti i tempi, ma è anche un musicista straordinarialmente versatile. Può suonare praticamente qualsiasi cosa – dallo swing al bop dal R&B al pop – non solo Benson è anche un ottimo cantante dalla voce vellutata e sensuale. Potrebbe essere considerato l’equivalente di ciò che fu Nat King Cole – un pianista fantastico, la cui stupenda voce alla fine ha eclissato la sua abilità strumentale - ma a differenza di Cole, Benson, dopo aver scalato le classifiche pop, ha avuto il tempo per riaffermare le sue credenziali nel jazz. The New Boss Guitar è il primo album inciso da Benson come leader, il chitarrista aveva 21 anni e non era ancora un grande nome del jazz, ma questo disco mostra chiari indizi della sua futura grandezza; il fraseggio soul, e un incredibile senso del groove.Will You Still Be Mine? A
Personnel: George Benson (guitar); Red Holloway (tenor saxophone); Jack McDuff (piano, organ); Ronnie Boykins (bass); Montego Joe, Joe Dukes (drums).
Tracks:
1 Shadow Dancers
2 The Sweet Alice Blues
3 I Don't Know
4 Just Another Sunday
5 Will You Still Be Mine? A
6 Easy Living
7 Rock-A-Bye
8 My Three Sons
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Grant Green,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Hot Topic,
Jazz,
Soul Jazz
Grant Green è uno dei grandi eroi non celebrati della chitarra jazz. Ispirato da Charlie Christian - come la maggior parte dei chitarristi della sua generazione - Green praticava uno stile più diretto, più vigoroso del suo modello. Dopo un rodaggio in orchestre di rhythm and blues e di jazz, agli inizi degli anni '60 si trasferisce a New york e convince la casa discografica Blue Note a incidere la sua musica. Per la Blue Note incide numerosissimi album di qualità, tra cui, "Born To Be Blue", un magnifico album di chitarra jazz dove i suoi soli in If I Should Lose You e My One And Only Love, rasentano la perfezione.
Personnel: Grant Green (guitar); Ike Quebec (tenor saxophone); Sonny Clark (piano); Sam Jones (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks:
1. Someday My Prince Will Come (Frank Churchill/Larry Morey)
2. Born To Be Blue (Mel Tormé/Robert Wells)
3. Born To Be Blue (Alternate Take) (Mel Tormé/Robert Wells)
4. If I Should Lose You (Ralph Rainger/Leo Robin)
5. Back In Your Own Back Yard (Dave Dreyer/Al Jolson/Billy Rose)
6. My One And Only Love (Robert Mellin/Guy Wood)
7. Count Every Star (Bruno Coquatrix/Sammy Gallop)
8. Cool Blues (Charlie Parker)
9. Outer Space (Grant Green)
Grant Green è uno dei grandi eroi non celebrati della chitarra jazz. Ispirato da Charlie Christian - come la maggior parte dei chitarristi della sua generazione - Green praticava uno stile più diretto, più vigoroso del suo modello. Dopo un rodaggio in orchestre di rhythm and blues e di jazz, agli inizi degli anni '60 si trasferisce a New york e convince la casa discografica Blue Note a incidere la sua musica. Per la Blue Note incide numerosissimi album di qualità, tra cui, "Born To Be Blue", un magnifico album di chitarra jazz dove i suoi soli in If I Should Lose You e My One And Only Love, rasentano la perfezione.
If I Should Lose You
Personnel: Grant Green (guitar); Ike Quebec (tenor saxophone); Sonny Clark (piano); Sam Jones (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks:
1. Someday My Prince Will Come (Frank Churchill/Larry Morey)
2. Born To Be Blue (Mel Tormé/Robert Wells)
3. Born To Be Blue (Alternate Take) (Mel Tormé/Robert Wells)
4. If I Should Lose You (Ralph Rainger/Leo Robin)
5. Back In Your Own Back Yard (Dave Dreyer/Al Jolson/Billy Rose)
6. My One And Only Love (Robert Mellin/Guy Wood)
7. Count Every Star (Bruno Coquatrix/Sammy Gallop)
8. Cool Blues (Charlie Parker)
9. Outer Space (Grant Green)
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pass: sergingus
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1963,
Guitar Jazz,
Jazz,
Kenny Burrell
Kenny Burrel è uno dei chitarristi più bravi e tecnicamente dotati in circolazione, eppure, stranamente, non ha mai raggiunto i livelli di notorietà di altri chitarristi come Wes Montgomery o George Benson. Formatosi alla scuola di Charlie Christian, Burrel dispone di un'eccellente tecnica strumentale abbinata a uno stile raffinato e melodico, predilige le atmosfere bluesy, di cui ne possiede lo spirito. Midnight Blue, del 1963, è il disco più celebre nella sua impressionante discografia personale, considerato ormai un classico dagli appassionati dell'acid jazz e del mondo soul/groove.
Tracks:
1. Chitlins con Carne
2. Mule
3. Soul Lament
4. Midnight Blue
5. Wavy Gravy
6. Gee Baby Ain't I Good to You
7. Saturday Night Blues
8. Kenny's Sound (bonus track)
9. K Twist (bonus track)
Personnel:
Kenny Burrell (guitar)
Stanley Turrentine (tenor saxophone)
Major Holley, Jr. (bass)
Bill English (drums)
Ray Barretto (congas)
Kenny Burrel è uno dei chitarristi più bravi e tecnicamente dotati in circolazione, eppure, stranamente, non ha mai raggiunto i livelli di notorietà di altri chitarristi come Wes Montgomery o George Benson. Formatosi alla scuola di Charlie Christian, Burrel dispone di un'eccellente tecnica strumentale abbinata a uno stile raffinato e melodico, predilige le atmosfere bluesy, di cui ne possiede lo spirito. Midnight Blue, del 1963, è il disco più celebre nella sua impressionante discografia personale, considerato ormai un classico dagli appassionati dell'acid jazz e del mondo soul/groove.Midnight Blue
Tracks:
1. Chitlins con Carne
2. Mule
3. Soul Lament
4. Midnight Blue
5. Wavy Gravy
6. Gee Baby Ain't I Good to You
7. Saturday Night Blues
8. Kenny's Sound (bonus track)
9. K Twist (bonus track)
Personnel:
Kenny Burrell (guitar)
Stanley Turrentine (tenor saxophone)
Major Holley, Jr. (bass)
Bill English (drums)
Ray Barretto (congas)
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1957,
Cool,
Guitar Jazz,
Jazz,
Jim Hall,
Jimmy Giuffre,
Ralph Pena
Jimmy Giuffre, polistrumentista, fine compositore dalla personalità schiva e complessa, non gode ancora oggi della considerazione che meriterebbe. Giuffre è stato uno dei musicisti più importanti negli anni ’50 e ’60, avendone attraversato da protagonista tutti i mutamenti stilistici, fu una delle figure di spicco dell’allora emergente cool jazz della west-coast e anticipatore per certi versi del free jazz. Nel 1956, con il chitarrista Jim Hall e il contrabbassista Ralph Pena incide “Jimmy Giuffre 3”, l’album trascinato dalla hit “ The Train And The River” ottiene un clamoroso successo posizionandosi per molte settimane ai vertici delle classifiche. Il brano che incantò non solo gli amatori del genere western, fu scelto dal fotografo e regista Bert Stern come colonna sonora per il suo famoso film documentario “Jazz On A Summer's Day" del 1958.
01. Gotta Dance (J. Giuffre)
02. Two Kinds of Blues (J. Giuffre)
03. The Song Is You (Jerome Kern & Oscar Hammerstein)
04. Crazy She Calls Me (Carl Sigmon & Bob Russell)
05. Woodoo (J. Giuffre)
06. My All (J. Giuffre)
07. That's The Way It Is (J. Giuffre)
08. Crawdad Suite (J. Giuffre)
09. The Train And The Rivers (J. Giuffre)
10. The Green Country (New England Mood) (J. Giuffre)
11. Forty-Second Street (Al Dubin & Harry Warren)
JIMMY GIUFFRE clarinet, tenor sax, baritone sax
JIM HALL guitar
RALPH PEÑA bass
Jimmy Giuffre, polistrumentista, fine compositore dalla personalità schiva e complessa, non gode ancora oggi della considerazione che meriterebbe. Giuffre è stato uno dei musicisti più importanti negli anni ’50 e ’60, avendone attraversato da protagonista tutti i mutamenti stilistici, fu una delle figure di spicco dell’allora emergente cool jazz della west-coast e anticipatore per certi versi del free jazz. Nel 1956, con il chitarrista Jim Hall e il contrabbassista Ralph Pena incide “Jimmy Giuffre 3”, l’album trascinato dalla hit “ The Train And The River” ottiene un clamoroso successo posizionandosi per molte settimane ai vertici delle classifiche. Il brano che incantò non solo gli amatori del genere western, fu scelto dal fotografo e regista Bert Stern come colonna sonora per il suo famoso film documentario “Jazz On A Summer's Day" del 1958.01. Gotta Dance (J. Giuffre)
02. Two Kinds of Blues (J. Giuffre)
03. The Song Is You (Jerome Kern & Oscar Hammerstein)
04. Crazy She Calls Me (Carl Sigmon & Bob Russell)
05. Woodoo (J. Giuffre)
06. My All (J. Giuffre)
07. That's The Way It Is (J. Giuffre)
08. Crawdad Suite (J. Giuffre)
09. The Train And The Rivers (J. Giuffre)
10. The Green Country (New England Mood) (J. Giuffre)
11. Forty-Second Street (Al Dubin & Harry Warren)
JIMMY GIUFFRE clarinet, tenor sax, baritone sax
JIM HALL guitar
RALPH PEÑA bass
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1960,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Nat Adderley,
Soul Jazz,
Wes Montgomery
Ingiustamente messo in ombra dalla fama del fratello Julian “Cannonball” Adderley, e spesso dimenticato dalla critica, Nat Adderley è stato in realtà un ottimo musicista e un fine compositore. Ha suonato la cornetta, e in alcune occasioni anche la tromba, in più di cento dischi, per la maggior parte insieme al fratello, nel leggendario “Cannonball Adderley Quintet”, il cui successo è dovuto in gran parte proprio a lui, soprattutto per quel che riguarda il repertorio. Nat incise anche ottimi dischi a suo nome, di cui Work Song è sicuramente quello più completo e riuscito. Con "l’incredibile" chitarra di Wes Montgomery e un sezione ritmica di prim’ordine, l’album ebbe un notevole successo e la title track divenne una delle sue più grandi hit.
Personnel: Nat Adderley (cornet); Sam Jones, Keter Betts (cello, bass); Bobby Timmons (piano); Wes Montgomery (guitar); Percy Heath (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks: 1. Work Song 2. Pretty Memory 3. I've Got a Crush on You 4. Mean to Me 5. Fallout 6. Sack O' Woe 7. My Heart Stood Still 8. Violets for Your Furs 9. Scrambled Eggs
Ingiustamente messo in ombra dalla fama del fratello Julian “Cannonball” Adderley, e spesso dimenticato dalla critica, Nat Adderley è stato in realtà un ottimo musicista e un fine compositore. Ha suonato la cornetta, e in alcune occasioni anche la tromba, in più di cento dischi, per la maggior parte insieme al fratello, nel leggendario “Cannonball Adderley Quintet”, il cui successo è dovuto in gran parte proprio a lui, soprattutto per quel che riguarda il repertorio. Nat incise anche ottimi dischi a suo nome, di cui Work Song è sicuramente quello più completo e riuscito. Con "l’incredibile" chitarra di Wes Montgomery e un sezione ritmica di prim’ordine, l’album ebbe un notevole successo e la title track divenne una delle sue più grandi hit.Personnel: Nat Adderley (cornet); Sam Jones, Keter Betts (cello, bass); Bobby Timmons (piano); Wes Montgomery (guitar); Percy Heath (bass); Louis Hayes (drums).
Tracks: 1. Work Song 2. Pretty Memory 3. I've Got a Crush on You 4. Mean to Me 5. Fallout 6. Sack O' Woe 7. My Heart Stood Still 8. Violets for Your Furs 9. Scrambled Eggs
Spoiler :
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http://rapidshare.com/files/241270426/NA1960WS.2.rar
pass: fdd5t
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1947,
1953,
Django Reinhardt,
Guitar Jazz,
Jazz,
Swing
Parigi come New orleans. Il quintetto Hot Club De France passa dall'anno zero del jazz europeo a un vero e proprio corso d'aggiornamento sulle nuove frontiere di questa musica, dove tutti i viaggiatori curiosi e smaliziati arrivano puntuali. Tramite Django lo zingaro, la Francia diventa nuova terra d'adozione del jazz innescando un movimento culturale senza precedenti. [...] Questa doppia raccolta antologica è riferita all'ultimo capitolo di Django, quello che, riformato il quintetto Hot Club De France, assimila e respira a pieni polmoni i venti del be-bop.
Parigi come New orleans. Il quintetto Hot Club De France passa dall'anno zero del jazz europeo a un vero e proprio corso d'aggiornamento sulle nuove frontiere di questa musica, dove tutti i viaggiatori curiosi e smaliziati arrivano puntuali. Tramite Django lo zingaro, la Francia diventa nuova terra d'adozione del jazz innescando un movimento culturale senza precedenti. [...] Questa doppia raccolta antologica è riferita all'ultimo capitolo di Django, quello che, riformato il quintetto Hot Club De France, assimila e respira a pieni polmoni i venti del be-bop.1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/ Ronconi Mauro/ Arcana
track list
Django Reinhardt - The Great Blue Star Sessions 1947-1953 [disc 1]\ (16)
01. Pêche à la Mouche
02. Minor Blues
03. For Sentimental Reasons
04. Danse Norvégienne
05. Blues For Barclay
06. Folie à Amphion
07. Vette
08. Anniversary Song
09. Swing
10. September Song
11. Brazil
12. I'll Never Smile Again
13. New York City
14. Django's Blues
15. Love's Mood
16. I Love You
The Great Blue Star Sessions 1947-1953\django\Django Reinhardt - THe Great Blue Star Sessions 1947-1953 [disc 2]\ (17)
01. Topsy
02. Moppin' The Bride - Micro -
03. Insensiblement [1947]
04. Mano
05. Blues Primitif
06. Gipsy With A Song [take 1]
07. Gipsy With A Song [take 2]
08. Night And Day [1947]
09. Confessin' (That I Love You) [1947]
10. Blues For Ike
11. September Song [1953]
12. Night And Day [1953]
13. Insensiblement [1953]
14. Manoir De Mes Rêves
15. Nuages
16. Brazil [1953]
17. Confessin' (That I Love You) [1953]
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pass: sergingus
1960,
Guitar Jazz,
Hard Bop,
Jazz,
Wes Montgomery
Wes Artista unico e atipico, il grande Wes Montgomery è stato uno degli interpreti più originali e importanti della chiatarra jazz. Erede naturale di Charlie Christian, da cui aveva tratto il tipico uso delle ottave, Montgomery ha raggiunto la meritata fama e popolarità solo nella parte finale della sua purtroppo breve carriera. Wes Montgomery è infatti morto tragicamente all'età di soli 45 anni, il 15 Giugno 1968. Nel 1960, con Tommy Flanagan, Albert Heath e Percy Heath registra quello che è considerato da tutti il suo capolavoro e uno dei più bei dischi di chitarra di ogni tempo: "The Incredible Jazz Guitar Of Wes Montgomery".
Wes Artista unico e atipico, il grande Wes Montgomery è stato uno degli interpreti più originali e importanti della chiatarra jazz. Erede naturale di Charlie Christian, da cui aveva tratto il tipico uso delle ottave, Montgomery ha raggiunto la meritata fama e popolarità solo nella parte finale della sua purtroppo breve carriera. Wes Montgomery è infatti morto tragicamente all'età di soli 45 anni, il 15 Giugno 1968. Nel 1960, con Tommy Flanagan, Albert Heath e Percy Heath registra quello che è considerato da tutti il suo capolavoro e uno dei più bei dischi di chitarra di ogni tempo: "The Incredible Jazz Guitar Of Wes Montgomery".Track listing
"Airegin" (Sonny Rollins)
"D-Natural Blues" (Wes Montgomery)
"Polka Dots and Moonbeams" (Burke, VanHeusen)
"Four on Six" (Montgomery)
"West Coast Blues" (Montgomery)
"In Your Own Sweet Way" (Dave Brubeck)
"Mr. Walker" (Montgomery)
"Gone With the Wind" (Magidson, Wrubel)
Musicians
Wes Montgomery- electric guitar
Tommy Flanagan - piano
Percy Heath - bass
Albert Heath - drums
Spoiler :
flac
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1939,
Charlie Christian,
Guitar Jazz,
Jazz
Charlie Christian non ha inventato la chitarra elettrica, ne fu il primo a suonarla, ma è stato il primo a sfruttarne pienamente l'enorme potenziale, nonostante la breve carriera stroncata a soli ventisei anni, quando morì di tubercolosi. Viene scoperto dal produttore John Hammond, che lo raccomanda a Benny Goodmann, nella cui orchestra entra nel 1939 e vi resterà fino alla morte, dotato di una tecnica sbalorditiva, suonava la chitarra come fosse uno strumento a fiato, variando il tema di un brano più volte attraverso soluzioni armoniche inaspettate. The Genius Of Electric Guitar racchiude sedici brani che coprono un'arco di tempo che va dal 1939 al 1941.
Personnel includes: Charlie Christian (electric guitar); Benny Carter (alto saxophone): George Auld, Lester Young (tenor saxophone); Cootie Williams, Buck Clayton, Harry James (trumpet); Jack Teagarden (trombone); Benny Goodman (clarinet); Lionel Hampton (vibraphone); Count Basie, Fletcher Henderson, Johnny Guarnieri, Dudley Brooks, Ken Kersey, Jess Stacy (piano); Freddie Green (guitar); Artie Bernstein, Walter Page (bass); Nick Fatool, Jo Jones, Harry Jaeger, Dave Tough, Gene Krupa (drums).
http://www.4shared.com/file/87983861/6d3cd401
/CharlieChristian_GeniusOTElectrGuit39.html
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Charlie Christian non ha inventato la chitarra elettrica, ne fu il primo a suonarla, ma è stato il primo a sfruttarne pienamente l'enorme potenziale, nonostante la breve carriera stroncata a soli ventisei anni, quando morì di tubercolosi. Viene scoperto dal produttore John Hammond, che lo raccomanda a Benny Goodmann, nella cui orchestra entra nel 1939 e vi resterà fino alla morte, dotato di una tecnica sbalorditiva, suonava la chitarra come fosse uno strumento a fiato, variando il tema di un brano più volte attraverso soluzioni armoniche inaspettate. The Genius Of Electric Guitar racchiude sedici brani che coprono un'arco di tempo che va dal 1939 al 1941.Personnel includes: Charlie Christian (electric guitar); Benny Carter (alto saxophone): George Auld, Lester Young (tenor saxophone); Cootie Williams, Buck Clayton, Harry James (trumpet); Jack Teagarden (trombone); Benny Goodman (clarinet); Lionel Hampton (vibraphone); Count Basie, Fletcher Henderson, Johnny Guarnieri, Dudley Brooks, Ken Kersey, Jess Stacy (piano); Freddie Green (guitar); Artie Bernstein, Walter Page (bass); Nick Fatool, Jo Jones, Harry Jaeger, Dave Tough, Gene Krupa (drums).
track list
01. Rose Room
02. Seven Come Eleven
03. Till Tom Special
04. Gone With What Wind
05. Grand Slam
06. Six Appeal
07. Wholly Cats
08. Royal Garden Blues
09. As Long As I Live
10. Benny's Bugle
11. Breakfast Feud
12. I Found A New Baby
13. Solo Flight
14. Blues In B
15. Waiting For Benny
16. Air Mail Special
Spoiler :
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