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1969,
Avant-Garde,
Free Jazz,
Jazz,
Sun Ra
Se a livelli quantitativi la produzione di Sun Ra non ha mai avuto cali, gli anni ’60 sono stati particolarmente proficui in termini di qualità; vale sicuramente la pena accennare a dischi come Nothing is… (Esp-disk) e all’ottimo Outer spaceways incorporated (Black lion) prima di soffermarci un po’ più approfonditamente su questo Atlantis che chiude idealmente il decennio. Mai come in questo disco è evidente il dualismo della musica di Sun Ra: infatti i primi 5 brani – il “lato A” dell’LP per capirci – sono dei piccoli lavori dove troviamo Sun Ra da solo al Hohner clavinet (un modello di pianoforte elettrico di produzione tedesca) su uno stuolo di percussioni di evidente origine africana. Le atmosfere vanno da quelle più letargiche di Mu e Yucatan nella versione “Saturn”, al funk ante-literam di Lemuria, fino all’orgia percussiva di Yucatan nella versione “Impulse” (inserita nel 1973 quando quell’etichetta ha ripubblicato il disco) e di Bimini. Di tutt’altro tenore i quasi 22 minuti della suite Atlantis: ritorna l’Astro-infinity Arkestra al gran completo con il leader al Gibson Kalamazoo organ (quello di Manzarek dei Doors per capirsi) per produrre un coacervo sonoro di difficile decifrazione con continui cambiamenti di ritmo e tonalità. La materia musicale è densissima e lascia l’ascoltatore attonito, investito com’è da una massa quasi informe e senza punti di riferimento in un’astrazione quasi assoluta.
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: Sun Ra (Clavinet, organ); Marshall Allen (flute, oboe, alto saxophone, percussion); Danny Thompson (flute, alto saxophone); Pat Patrick (flute, baritone saxophone, percussion); Robert Cummings (bass clarinet); Danny Davis (alto saxophone); John Gilmore (tenor saxophone, percussion); Wayne Harris, Ahk Tal Ebah (trumpet); Bob Northern (French horn, horns); Charles Stephens, Ali Hassan (trombone); C. Stephens, Chip Stephans (horns); James Jacson (drums, log drum, percussion); Clifford Jarvis, Bob Barry, Robert Barry (drums, percussion).
Tracks: 1. Mu 2. Lemuria 3. Yucatan - (Saturn version) 4. Yucatan - (Impulse version) 5. Bimini 6. Atlantis
Se a livelli quantitativi la produzione di Sun Ra non ha mai avuto cali, gli anni ’60 sono stati particolarmente proficui in termini di qualità; vale sicuramente la pena accennare a dischi come Nothing is… (Esp-disk) e all’ottimo Outer spaceways incorporated (Black lion) prima di soffermarci un po’ più approfonditamente su questo Atlantis che chiude idealmente il decennio. Mai come in questo disco è evidente il dualismo della musica di Sun Ra: infatti i primi 5 brani – il “lato A” dell’LP per capirci – sono dei piccoli lavori dove troviamo Sun Ra da solo al Hohner clavinet (un modello di pianoforte elettrico di produzione tedesca) su uno stuolo di percussioni di evidente origine africana. Le atmosfere vanno da quelle più letargiche di Mu e Yucatan nella versione “Saturn”, al funk ante-literam di Lemuria, fino all’orgia percussiva di Yucatan nella versione “Impulse” (inserita nel 1973 quando quell’etichetta ha ripubblicato il disco) e di Bimini. Di tutt’altro tenore i quasi 22 minuti della suite Atlantis: ritorna l’Astro-infinity Arkestra al gran completo con il leader al Gibson Kalamazoo organ (quello di Manzarek dei Doors per capirsi) per produrre un coacervo sonoro di difficile decifrazione con continui cambiamenti di ritmo e tonalità. La materia musicale è densissima e lascia l’ascoltatore attonito, investito com’è da una massa quasi informe e senza punti di riferimento in un’astrazione quasi assoluta.Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: Sun Ra (Clavinet, organ); Marshall Allen (flute, oboe, alto saxophone, percussion); Danny Thompson (flute, alto saxophone); Pat Patrick (flute, baritone saxophone, percussion); Robert Cummings (bass clarinet); Danny Davis (alto saxophone); John Gilmore (tenor saxophone, percussion); Wayne Harris, Ahk Tal Ebah (trumpet); Bob Northern (French horn, horns); Charles Stephens, Ali Hassan (trombone); C. Stephens, Chip Stephans (horns); James Jacson (drums, log drum, percussion); Clifford Jarvis, Bob Barry, Robert Barry (drums, percussion).
Spoiler :
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