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2006,
Crossover Jazz,
Fusion,
Jazz,
Marcus Miller
Tracks:
01. Panther
02. Power
03. Rush over
04. Scoop
05. Moonlight sonata
06. Frankenstein
07. Cousin John
08. Your amazing grace
09. blues, The
10. Boomerang (feat. Raphael Saddiq)
11. Infatuation
12. Come together
13. Bonus Tracks: Ooh (feat. Lalah Hathaway)
14. Outro duction
"Power -The Essential" è un tributo al grande talento di Marcus Miller: l'album ripercorre le tappe fondamentali della sua discografia, dal suo primo album solista del 1993 "The Sun Don't Lie" registrato solo due anni dopo la scomparsa di Miles Davis con cui ha collaborato per anni, fino al best seller "Silver Rain", recensito come il più sensazionale album di funky-jazz del 2005. Questa compilation vanta la presenza di Herbie Hancock e Kenny Garrett, senza dimenticare la compagna di sempre, la signora Lalah Hathaway, figlia del leggendario cantante soul Donny Hathaway scomparso nel 1979, e della cantante classica Eulaulah. Il valore aggiunto di questa raccolta è dato dalla presenza di una bonus track inedita dal titolo "Ooh" in cui la Hathaway si impone con la sua voce calda e sensuale.
Power
Tracks:
01. Panther
02. Power
03. Rush over
04. Scoop
05. Moonlight sonata
06. Frankenstein
07. Cousin John
08. Your amazing grace
09. blues, The
10. Boomerang (feat. Raphael Saddiq)
11. Infatuation
12. Come together
13. Bonus Tracks: Ooh (feat. Lalah Hathaway)
14. Outro duction
Spoiler :
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2008,
Crossover Jazz,
Feature,
Fusion,
Jazz,
Yellowjackets
Con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. È stato l’ingresso del sassofonista, arrangiatore e compositore Bob Mintzer a far compiere agli Yellowjackets il definitivo salto di qualità da eccellente band di fusion al perfetto ingranaggio di jazz elettro-acustico quali sono oggi. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. Questo nuovo, lavoro a due anni dal precedente sempre su Heads Up, vede la presenza di Mike Stern alla chitarra, al posto di Robben Ford, uno dei fondatori del gruppo. Mike Stern è inoltre autore di due fra i brani più belli di tutto l’album che come nello stile al quale ci hanno abituato gli Yellowjackets lascia spazio alla scrittura a ciascun componente del gruppo ma con una particolare predilezione per Bob Mintzer. La musica degli Yellowjackets è diventata oggi un meccanismo sempre più perfetto, nel quale tutti gli strumenti si incastrano con precisione assoluta. Ma, lungi dal risultare un mero esercizio di virtuosismo, mantiene una freschezza innegabile, grazie alle capacità di scrittura e improvvisazione dei cinque musicisti, tutti egualmente responsabili del risultato finale.
http://www.egeamusic.com
Track List:
1. Falken’s Maze
2. Country Living
3. Double Nickel
4. Dreams Go
5. Measure Of A Man
6. Yahoo
7. I Wonder
8. 3 Circles
9. Claire’s Closet
10. Lazaro
Con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. È stato l’ingresso del sassofonista, arrangiatore e compositore Bob Mintzer a far compiere agli Yellowjackets il definitivo salto di qualità da eccellente band di fusion al perfetto ingranaggio di jazz elettro-acustico quali sono oggi. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. Questo nuovo, lavoro a due anni dal precedente sempre su Heads Up, vede la presenza di Mike Stern alla chitarra, al posto di Robben Ford, uno dei fondatori del gruppo. Mike Stern è inoltre autore di due fra i brani più belli di tutto l’album che come nello stile al quale ci hanno abituato gli Yellowjackets lascia spazio alla scrittura a ciascun componente del gruppo ma con una particolare predilezione per Bob Mintzer. La musica degli Yellowjackets è diventata oggi un meccanismo sempre più perfetto, nel quale tutti gli strumenti si incastrano con precisione assoluta. Ma, lungi dal risultare un mero esercizio di virtuosismo, mantiene una freschezza innegabile, grazie alle capacità di scrittura e improvvisazione dei cinque musicisti, tutti egualmente responsabili del risultato finale.
http://www.egeamusic.com
Falken’s Maze
Yellowjackets: Bob Mintzer (clarinet, bass clarinet, soprano saxophone, tenor saxophone, EWI); Russell Ferrante (piano, keyboards, percussion); Jimmy Haslip (electric bass, programming, sequencer); Marcus Baylor (drums, percussion).
Track List:
1. Falken’s Maze
2. Country Living
3. Double Nickel
4. Dreams Go
5. Measure Of A Man
6. Yahoo
7. I Wonder
8. 3 Circles
9. Claire’s Closet
10. Lazaro
Spoiler :
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1971,
Fusion,
Hard Bop,
Jazz,
Joe Zawinul,
Soul Jazz
Il riconosciuto capolavoro del pianista austriaco: un disco sentito e sofferto (His Last Journey è un commosso addio al padre appena scomparso), che si colloca come un luminoso satellite orbitante intorno alla galassia dei capolavori del primo Davis elettrico. Un momento magico, che lo stesso Zawinul in seguito non ha più saputo ritrovare.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel includes: Joe Zawinul (piano, Fender Rhodes).
Tracks:
1 Double Image
2 Doctor Honoris Causa
3 In a Silent Way
4 Arrival in New York
5 His Last Journey
Il riconosciuto capolavoro del pianista austriaco: un disco sentito e sofferto (His Last Journey è un commosso addio al padre appena scomparso), che si colloca come un luminoso satellite orbitante intorno alla galassia dei capolavori del primo Davis elettrico. Un momento magico, che lo stesso Zawinul in seguito non ha più saputo ritrovare.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
His Last Journey
Personnel includes: Joe Zawinul (piano, Fender Rhodes).
Tracks:
1 Double Image
2 Doctor Honoris Causa
3 In a Silent Way
4 Arrival in New York
5 His Last Journey
Spoiler :
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1986,
Fusion,
Jazz,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Introdotto dalla splendida foto di copertina e forse ascrivibile più a Marcus Miller – che ha scritto quasi tutti i temi e vi ha suonato basso elettrico, synth, sax soprano, clarinetto basso, chitarra e drum machine – Tutu è senza dubbio il canto del cigno del trombettista. Dedicato all’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Nobel per la pace nel 1984 per la sua lotta contro l’apartheid, il disco si presenta come una serie di brani – forse non memorabili ma decisamente accattivanti – nei quali, grazie soprattutto all’elettronica, vengono fusi assieme elementi melodie orecchiabili, beat metropolitani, orchestrazioni ottenute con i synth, rapidi vamp ipnotici. Il tutto è tenuto assieme dal pulsare del basso elettrico di Miller e dal suono evocativo, quasi un lamento, della tromba con sordina di Davis; certo il risultato è poco spontaneo, ma Davis è davvero in buona forma e riesce ancora ad incantare soprattutto in brani come Tomaas, Portia, Full Nelson (Mandela) e la title-track. Disco che mantiene un alto livello e che, pur non essendo l’ultimo in assoluto, chiude la carriera di un musicista che non si è mai guardato indietro, che ha voluto sempre ferocemente trovare nuove strade e che non è sceso a patti con nessuno, per affermare sempre e comunque la sua autonomia e il suo lucido pensiero; considerando anche che non vi è un “giusto o sbagliato” in questo, credo che gli si debba tributare – se non la massima stima – almeno il massimo rispetto.
Francesco Soliani – http://www.jazzer.it
Tracks:
1 Tutu
2 Tomaas
3 Portia
4 splatch
5 Backyard Ritual
6 Perfect Way
7 Don't Lose Your Mind
8 Full Nelson
Introdotto dalla splendida foto di copertina e forse ascrivibile più a Marcus Miller – che ha scritto quasi tutti i temi e vi ha suonato basso elettrico, synth, sax soprano, clarinetto basso, chitarra e drum machine – Tutu è senza dubbio il canto del cigno del trombettista. Dedicato all’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Nobel per la pace nel 1984 per la sua lotta contro l’apartheid, il disco si presenta come una serie di brani – forse non memorabili ma decisamente accattivanti – nei quali, grazie soprattutto all’elettronica, vengono fusi assieme elementi melodie orecchiabili, beat metropolitani, orchestrazioni ottenute con i synth, rapidi vamp ipnotici. Il tutto è tenuto assieme dal pulsare del basso elettrico di Miller e dal suono evocativo, quasi un lamento, della tromba con sordina di Davis; certo il risultato è poco spontaneo, ma Davis è davvero in buona forma e riesce ancora ad incantare soprattutto in brani come Tomaas, Portia, Full Nelson (Mandela) e la title-track. Disco che mantiene un alto livello e che, pur non essendo l’ultimo in assoluto, chiude la carriera di un musicista che non si è mai guardato indietro, che ha voluto sempre ferocemente trovare nuove strade e che non è sceso a patti con nessuno, per affermare sempre e comunque la sua autonomia e il suo lucido pensiero; considerando anche che non vi è un “giusto o sbagliato” in questo, credo che gli si debba tributare – se non la massima stima – almeno il massimo rispetto.Tutu
Personnel: Miles Davis (trumpet); Marcus Miller (various instruments, bass, programming); George Duke (various instruments); Michael Urbaniak (electric violin); Adam Holzman (synthesizer, programming); Bernard Wright (synthesizer); Omar Hakim (drums, percussion); Steve Reid, Paulinho Da Costa (percussion); Jason Miles (programming).
Tracks:
1 Tutu
2 Tomaas
3 Portia
4 splatch
5 Backyard Ritual
6 Perfect Way
7 Don't Lose Your Mind
8 Full Nelson
Spoiler :
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http://www.megaupload.com/?d=Z18BXMV9
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Rapid link
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1981,
Crossover Jazz,
Fusion,
Yellowjackets
L'album fusion più raffinato e irresistibile degli anni '80. Band sottovalutata dalla gente del nostro tempo, rispetto alle sue incredibili capacità tecniche ed artistiche. Dietro al nome Yellow Jackets si nascondevano free-lance richiestissimi e sperimentatori attenti come Russel Ferrante e Robben Ford, pronti, dopo lo splendido The Inside Story a nome del solo Ford, a unire i linguaggi e le suggestioni sonore più disparate. Questo primo album della saga e un ibrido riuscitissimo dove la spontaneità e la passione si miscela con suoni scintillanti, precisi, molto costruiti e lavorati. Ritmi spericolati e melodie impossibili proiettati in avanti con l'audacia degli innovatori e dal solismo duttile e a tratti pirotecnico. Yellow Jackets è il desiderio evolversi in sintonia col mutare dei tempi unendo forme funkness con il pop hi-tech, le quali risultano meno inconciliabili di quanto si potesse pensare. É il voler ampliare i confini abituali di questa musica riempendoli di nuovi accenti e significati. L'album dell'alveare sarà il simbolo di un nuovo ordine stilistico che anticipò molte delle direzioni che in seguito avrebbe intrapreso la scena fusion contemporanea, terra troppe volte riservata a noiose palestre di allenamento.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Sittin' In It
Yellowjackets: Russell Ferrante (keyboards); Jimmy Haslip (bass); Ricky Lawson (drums).
Additional personnel: Kim Hutchcroft (tenor saxophone, baritone saxophone); Larry Williams (tenor saxophone, flute); Ernie Watts (tenor saxophone); Jerry Hey (trumpet, flugelhorn); Bill Reichenbach (trombone); Bobby Lyle (piano); Robben Ford, Roland Bautista (guitar).
Track List
Matinee Idol / Imperial Strut / Sittin' In It / Rush Hour / The Hornet / Priscilla / It's Almost Gone
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1981,
Crossover Jazz,
Fusion,
Guitar Jazz,
Jazz,
Pat Metheny
È molto difficile trovare una classificazione per Pat Metheny, autentico fenomeno chitarristico degli ultimi vent'anni. La sua opera si è spesso intrecciata con i movimenti del jazz e della fusion, ma la sua musica rimane come un fatto unico, distante dagli stilemi citati, a cui molti insistentemente tentano di ricondurla. Offramp e un superbo esempio della sua arte. Da scrutatore attento ad ogni nuova tendenza, Metheny si addentra in un suono preciso e coordinato senza farsi sfuggire, come in altre occasioni, l'immediatezza e gli spunti sentimentali. Composizioni dagli ampi squarci lirici e dalla suggestiva liquidità sonora, aiutate dalle tastiere del fedele compagno di viaggio, Lyle Mays. Offramp è l'episodio migliore delle coordinate metheniane; il complemento artistico necessario agli intrecci solistici, ai contrappunti ritmici di una musica ibrida e dalle ambizioni a volte eccessive.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Pat Metheny Group: Pat Metheny (synthesizer, guitar, Synclavier); Lyle Mays (piano, synthesizer, autoharp, organ, Synclavier); Steve Rodby (acoustic & electric basses); Dan Gottlieb (drums)
Additional personnel: Nana Vasconcelos (percussion, vocals, berimbau)
Track List
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Are You Going With Me?
Pat Metheny Group: Pat Metheny (synthesizer, guitar, Synclavier); Lyle Mays (piano, synthesizer, autoharp, organ, Synclavier); Steve Rodby (acoustic & electric basses); Dan Gottlieb (drums)
Additional personnel: Nana Vasconcelos (percussion, vocals, berimbau)
Track List
Barcarole / Are You Going With Me? / Au Lait
/ Eighteen / Offramp / James / The Bat part II
/ Eighteen / Offramp / James / The Bat part II
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1979,
Fusion,
Weather Report
Le vicende e gli sviluppi più importanti avuti dal jazz nel corso degli anni Settanta. Dieci anni riuniti un doppio live che cattura una serie di concerti per il mondo , testimonianza dell’arte dei Weather Report. In questo disco dal vivo (con l’aggiunta di alcuni inediti in studio ) si ripercorre la storia da“ In a silent way “ che Zawinul scrisse ai tempi della collaborazione con Miles Davis fino ai sapori festaioli e tropicali di “ Balck Market “. Attorno ai due fondatori , Joe Zawinul e Wayne Shorter, si stringono sempre di più il bassista Jaco Pastorius , ormai terzo leader della band e l’ultimo arruolato, il batterista Peter Erskine, ovvero la formazione di ” Mr. Gone “. Le versioni dal vivo sono decisamente dilatate rispetto alle originali , ma l’improvvisazione avviene sempre dentro strutture precostituite e con grande equilibrio, esempio illuminante è “ Teen Town “ con il basso usato in funzione solista. Tra i quattro brani registrati in studio spicca la misteriosa ed arcana “ The Orphan” con tastiere elettroniche, sax rarefatto e un coro di bambini.
Mauro Ronconi
Mauro Ronconi
Disc 1
1. Black Market (Zawinul)
2. Scarlet Woman (Zawinul)
3. Teen Town (Pastorius)
4. A Remark You Made (Zawinul)
5. Slang (Pastorius)
6. In A Silent Way (Zawinul)
Disc 2
1. Birdland (Zawinul)
2. Thanks For The Memory (L.Robin-R.Rainger)
3. Badia/Boogie Woogie Waltz Medley (Zawinul)
4. 8:30 (Zawinul)
5. Brown Street (Zawinul-Shorter)
6. The Orphan (Zawinul)
7. Sightseeing (Shorter)
Joe Zawinul; Prophet V synthesizer, Quadra bass, Korg vocoder
Wayne Shorter; soprano & tenor saxophone
Jaco Pastorius; bass, drums
Erich Zawinul; percussion
Peter Erskine; drums & percussion
West Los Angeles Academy Children's; Choir
Spoiler :
mp3@320kbps
http://rs477.rapidshare.com/files/194066851/1979_Weather_Report_-_8.30_cd1.rar
http://rs155.rapidshare.com/files/194098828/1979_Weather_Report_-_8.30_cd2.rar
http://rs477.rapidshare.com/files/194066851/1979_Weather_Report_-_8.30_cd1.rar
http://rs155.rapidshare.com/files/194098828/1979_Weather_Report_-_8.30_cd2.rar
1980,
Al Di Meola,
Fusion,
Jazz-Rock

100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI pag. 281
Tracks:
1 Alien Chase on Arabian Desert
2 Silent Story in Her Eyes
3 Roller Jubilee
4 Two to Tango
5 Al Di's Dream Theme
6 Dinner Music of the Gods
7 Splendido Sundance
8 I Can Tell
9 Spanish Eyes
10 Isfahan
11 Blanca's Midnight Lullaby

Uno dei caposaldi del jazz-rock fusion per chitarra che il musicista di origine italiana incide alla fine degli anni settanta, mostrando tutta la sua versatilità e il suo enorme bagaglio tecnico. Pezzi da solo, duetti con il vecchio compagno Chick Corea o con la leggenda Les Paul: ce n'è davvero per tutti i gusti.
100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI pag. 281
Spanish Eyes
Personnel: Al Di Meola (vocals, celeste, acoustic, electric & 12-string guitars, mando-cello, drums, castanets); David Campbell (violin); Carol Shive (viola); Dennis Karmzyn, Raymond J. Kelley (cello); Philippe Saisse (marimba, keyboards, Moog synthesizer, background vocals); Chick Corea (piano); Peter Cannarozzi (Oberheim synthesizer); Jan Hammer (Moog synthesizer); Les Paul (electric guitar); Tim Landers, Anthony Jackson (bass); Robbie Gonzalez, Steve Gadd (drums); Mingo Lewis (electronic drums, bongos, congas, percussion); Eddie Colon (percussion); The Columbus Boychoir.
Tracks:
1 Alien Chase on Arabian Desert
2 Silent Story in Her Eyes
3 Roller Jubilee
4 Two to Tango
5 Al Di's Dream Theme
6 Dinner Music of the Gods
7 Splendido Sundance
8 I Can Tell
9 Spanish Eyes
10 Isfahan
11 Blanca's Midnight Lullaby
Spoiler :
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1973,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Mahavishnu Orchestra
Il seguito di "The Inner Mounting Flame" (1971) vede un John McLaughlin alla chitarra a 6 e 12 corde in stato di grazia. Il resto della band non è da meno, il tastierista Jan hammer, il violinista Jerry Goodman, il bassista Rick Laird e il frenetico batterista Billy Cobham non perdono un colpo.
Open Country Joy
Mahavishnu Orchestra: Jerry Goodman (electric violin); Jan Hammer (piano, Fender Rhodes piano, Mini-Moog synthesizer); John McLaughlin (acoustic guitar, electric 6 & 12-string guitars); Rick Laird (acoustic & electric basses); Billy Cobham (drums, gong)
Tracks:
1 Birds of Fire
2 Miles Beyond
3 Celestial Terrestrial Commuters
4 Sapphire Bullets of Pure Love
5 Thousand Island Park
6 Hope
7 One Word
8 Sanctuary
9 Open Country Joy
10 Resolution
Spoiler :
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1974,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Funk,
Lonnie Liston Smith
Mauro Ronconi
Personnel: Lonnie Liston Smith (piano, electric piano, keyboards); Donald Smith (vocals, flute); David Hubbard (soprano & tenor saxophones, alto flute); Michael Carvin (Clavinet, percussion); Cecil McBee (bass); Art Gore (drums); Lawrence Killian (congas, percussion); Leopoldo Fleming (bongos, percussion).
Track List: 1. Expansions 2. Desert Nights 3. Summer Days 4. Voodoo Woman 5. Peace 6. Shadows 7. My Love
Uno dei pionieri in assoluto del jazz-funk alle prese con un caleidoscopio di stili che spaziano con disinvoltura ed eleganza anche nel soul e la fusion. “Uscito fuori “ dagli insegnamenti di McCoy Tyner , pianista acustico per Pharoah Sanders, Roland Kirk , Gato Barbieri , quindi tastierista elettrico agli inizi degli anni Settanta con Miles Davis, Smith forma nel 1973 i “ Cosmic Echoes “ insieme a suo fratello Donald, ottimo vocalist. “ Expansions “ è un album straordinario, anticipatore di tutto il movimento del jazz-funk elettronico . Sei dei sette brani inclusi sono firmati da Lonnie Liston Smith più un rifacimento di “ Peace “ il classico di Horace Silver. Tutte composizioni affascinanti in cui l’artista crea degli assoli ritmici con Fender Rhodes tramite l’effetto elettronico del phaser su tappeti sonori 'cosmici' ed esotici. La critica disse che Liston Smith aveva colmato il divario che c’era tra John Coltrane e gli Earth, Wind & Fire. Ovvero un vero funky man dall’anima jazz.
Mauro Ronconi
Personnel: Lonnie Liston Smith (piano, electric piano, keyboards); Donald Smith (vocals, flute); David Hubbard (soprano & tenor saxophones, alto flute); Michael Carvin (Clavinet, percussion); Cecil McBee (bass); Art Gore (drums); Lawrence Killian (congas, percussion); Leopoldo Fleming (bongos, percussion).
Track List: 1. Expansions 2. Desert Nights 3. Summer Days 4. Voodoo Woman 5. Peace 6. Shadows 7. My Love
Spoiler :
mp3@192kbps
http://rs56.rapidshare.com/files/135931273/Lonnie_Liston_Smith___the_Cosmic_Echoes_-_1974_-_Expansions.zip
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1976,
Fusion,
Jaco Pastorius,
Jazz
Album d’esordio per uno dei più grandi bassisti elettrici di tutti i tempi. Pubblicato prima di entrare nei mitici Weather Report, questo disco, composto per lo più da brani originali, rimane una delle pietre miliari della musica jazz e non solo. Passa con disinvoltura da brani come Donna Lee (Charlie Parker) al funk di Come On Come Over cantato dal duo Same & Dave. Purtroppo l'uso di droghe e di alcol lo porta sull'orlo del baratro e a una morte tragicamente prematura, picchiato a sangue da un buttafuori, al Midnight Bottle Club nella sua Fort Lauderdale.
Tracks:
Donna Lee - Charlie Parker - 2:27
Come On, Come Over - Jaco Pastorius & Bob Herzog - 3:54
Continuum - Jaco Pastorius - 4:33
Kuru/Speak Like A Child - Jaco Pastorius & Herbie Hancock - 7:43
Portrait Of Tracy - Jaco Pastorius - 2:22
Opus Pocus - Jaco Pastorius - 5:30
Okokole Y Trompa - Jaco Pastorius & Don Alias - 4:25
(Used To Be A) Cha-Cha - Jaco Pastorius - 8:57
Forgotten Love - Jaco Pastorius - 2:14
Album d’esordio per uno dei più grandi bassisti elettrici di tutti i tempi. Pubblicato prima di entrare nei mitici Weather Report, questo disco, composto per lo più da brani originali, rimane una delle pietre miliari della musica jazz e non solo. Passa con disinvoltura da brani come Donna Lee (Charlie Parker) al funk di Come On Come Over cantato dal duo Same & Dave. Purtroppo l'uso di droghe e di alcol lo porta sull'orlo del baratro e a una morte tragicamente prematura, picchiato a sangue da un buttafuori, al Midnight Bottle Club nella sua Fort Lauderdale. Come On, Come Over
Personnel includes: Jaco Pastorius (bass); Sam Moore, Dave Prater (vocals); Wayne Shorter (soprano saxophone); David Sanborn (alto saxophone); Michael Brecker (tenor saxophone); Howard Johnson (baritone saxophone); Randy Brecker (trumpet); Peter Graves (bass trombone); Peter Gordon (French horn); Hubert Laws (piccolo); Max Pollikoff, Arnold Black (violin); Julian Barber, Al Brown (viola); Kermit Moore, Beverly Lauridsen (cello); Herbie Hancock (piano, Fender Rhodes piano, keyboards); Alex Darqui (Fender Rhodes piano); Homer Mensch (acoustic bass); Narada Michael Walden, Lenny White, Bobby Economou (drums); Othello Molineaux, Leroy Williams (steel drums); Don Alias (bongos, congas, bells, okonko y iya, afuche, percussion).
Tracks:
Donna Lee - Charlie Parker - 2:27
Come On, Come Over - Jaco Pastorius & Bob Herzog - 3:54
Continuum - Jaco Pastorius - 4:33
Kuru/Speak Like A Child - Jaco Pastorius & Herbie Hancock - 7:43
Portrait Of Tracy - Jaco Pastorius - 2:22
Opus Pocus - Jaco Pastorius - 5:30
Okokole Y Trompa - Jaco Pastorius & Don Alias - 4:25
(Used To Be A) Cha-Cha - Jaco Pastorius - 8:57
Forgotten Love - Jaco Pastorius - 2:14
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=C3YPEX8N
pass:sergingus
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1977,
Fusion,
Jazz,
Weather Report
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Weather Report: Joe Zawinul (vocals, piano, synthesizers, melodica); Jaco Pastorius (vocals, fretless bass, mando-cello, drums, steel drums); Manolo Bandrena (vocals, percussion); Wayne Shorter (soprano & tenor saxophones); Alex Acuna (drums, percussion)
Track List
Birdland / A Remark You Made / Teen Town / Harlequin / Rumba Mama / Palladium / The Juggler / Havana
Dopo la trilogia afro-latina introdotta con Mysterious Raveller, l'asse musicale del ‘Bollettino Meteorologico' si sposta verso una musica totale legata alla concezione di colore e di sfumature dal lirismo estremamente raffinato. Un ulteriore passo avanti con un sound spogliato da qualsiasi idiosincrasia e portato a una dimensione di completa musicalità. Heavy Weather è il nesso di quei fili illogici al confine tra jazz modale e fusion. Un itinerario di cui Zawinul e il cervello, Shorter l'anima, Pastorious il raccordo. La perfetta geometria di un suono incastonato dentro fraseggi ritmici impressionanti, elettronica in movimento e lunghe linee melodiche dal grande impatto comunicativo, che danno pienezza alla creazione collettiva. Otto composizioni che vanno a riempire definitiva mente l'enorme puzzle musicale iniziato con I Sing The Body Electric è un disco che all'epoca vendette mezzo milione di copie, fatto senza precedenti per un album jazz.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Birdland
Weather Report: Joe Zawinul (vocals, piano, synthesizers, melodica); Jaco Pastorius (vocals, fretless bass, mando-cello, drums, steel drums); Manolo Bandrena (vocals, percussion); Wayne Shorter (soprano & tenor saxophones); Alex Acuna (drums, percussion)
Track List
Birdland / A Remark You Made / Teen Town / Harlequin / Rumba Mama / Palladium / The Juggler / Havana
Spoiler :
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pass: sergingus
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1970,
Freddie Hubbard,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Funk
Personnel: Freddie Hubbard (trumpet, flugelhorn); Joe Henderson (saxophone); Herbie Hancock (piano); George Benson (guitar); Ron Carter (bass); Jack DeJohnette (drums); Weldon Irvine (tambourine); Richie Landrum (percussion).
Tracks:
1. Straight Life
2. Mr. Clean
3. Here's That Rainy Day
Il 1970 è un anno fondamentale per la carriera di Freddie Hubbard, la svolta jazz-funky intrapresa con gli album Red Clay e Straight Life gli arrecherà un successo di caratura mondiale. Successo ripetuto l'anno successivo con l'abum First Light che gli frutterà il Grammy Award. Tuttavia Straight Life rimane probabilmente il miglior lavoro discografico di Freddie Hubbard inciso con un gruppo di all-star che comprende il sassofonista Joe Henderson, il tastierista Herbie Hancock, il chitarrista George Benson, il bassista Ron Carter, e il batterista Jack DeJohnette.
Straight Life
Personnel: Freddie Hubbard (trumpet, flugelhorn); Joe Henderson (saxophone); Herbie Hancock (piano); George Benson (guitar); Ron Carter (bass); Jack DeJohnette (drums); Weldon Irvine (tambourine); Richie Landrum (percussion).
Tracks:
1. Straight Life
2. Mr. Clean
3. Here's That Rainy Day
Spoiler :
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1972,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Miles Davis
Dopo Bitches brew molte cose cambiarono: la musica rock era sempre più popolare mentre i locali jazz si svuotavano e non solo per questo, Davis, che nel frattempo aveva adottato un look da rockstar, aveva contrattato con la Columbia il suo passaggio al catalogo rock e si esibiva in locali solitamente riservati a tale genere.On the corner, che nasce in questo particolare periodo felice in quanto ad energia fisica e creatività, resta uno dei dischi più controversi – fino quasi al rifiuto della critica – del trombettista. Ciò che egli si era proposto era coinvolgere il giovane pubblico nero che cercava l’emancipazione dal ghetto; per fare questo dà un’ulteriore sterzata alla sua musica rendendola ancor più funky (James Brown e Sly and the Family Stone dicevamo) insistendo sul ritmo e, rinunciando alla struttura quasi essenziale nei dischi precedenti, caricandola di note senza, peraltro, pervenire ad una definizione melodica o armonica, ma limitandosi a cucire degli improvvisi vamp su un tappeto ritmico ottenuto dalla linea del basso. Riascoltando il disco oggi è facilmente intuibile lo “scandalo” suscitato all’epoca, ma è altrettanto evidente quanti musicisti attuali si siano, nel bene o nel male, ispirati ad esso.
Francesco Soliani – jazzer.it
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Personnel:
Miles Davis - trumpet
David Liebman - soprano sax
Carlos Garnett - soprano sax, tenor sax
Bennie Maupin - bass clarinet
John McLaughlin - guitar
David Creamer - guitar
Herbie Hancock - fender rhodes, synthesizer
Chick Corea - fender rhodes
Harold "Ivory" Williams - organ, synthesizer
Michael Henderson - bass
Colin Walcott - electric sitar
Billy Hart - drums
Jack DeJohnette - drums
Al Foster - drums
Khalil Balakrishna - electric sitar
Badal Roy - tabla
Tracks:
1. On The Corner - New York Girl - Thinkin' Of One Thing An Doin' Another - Vote For Miles
2. Black Satin
3. One And One
4. Helen Butte-Mr. Freedom X
Dopo Bitches brew molte cose cambiarono: la musica rock era sempre più popolare mentre i locali jazz si svuotavano e non solo per questo, Davis, che nel frattempo aveva adottato un look da rockstar, aveva contrattato con la Columbia il suo passaggio al catalogo rock e si esibiva in locali solitamente riservati a tale genere.On the corner, che nasce in questo particolare periodo felice in quanto ad energia fisica e creatività, resta uno dei dischi più controversi – fino quasi al rifiuto della critica – del trombettista. Ciò che egli si era proposto era coinvolgere il giovane pubblico nero che cercava l’emancipazione dal ghetto; per fare questo dà un’ulteriore sterzata alla sua musica rendendola ancor più funky (James Brown e Sly and the Family Stone dicevamo) insistendo sul ritmo e, rinunciando alla struttura quasi essenziale nei dischi precedenti, caricandola di note senza, peraltro, pervenire ad una definizione melodica o armonica, ma limitandosi a cucire degli improvvisi vamp su un tappeto ritmico ottenuto dalla linea del basso. Riascoltando il disco oggi è facilmente intuibile lo “scandalo” suscitato all’epoca, ma è altrettanto evidente quanti musicisti attuali si siano, nel bene o nel male, ispirati ad esso.Francesco Soliani – jazzer.it
Black Satin
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Personnel:
Miles Davis - trumpet
David Liebman - soprano sax
Carlos Garnett - soprano sax, tenor sax
Bennie Maupin - bass clarinet
John McLaughlin - guitar
David Creamer - guitar
Herbie Hancock - fender rhodes, synthesizer
Chick Corea - fender rhodes
Harold "Ivory" Williams - organ, synthesizer
Michael Henderson - bass
Colin Walcott - electric sitar
Billy Hart - drums
Jack DeJohnette - drums
Al Foster - drums
Khalil Balakrishna - electric sitar
Badal Roy - tabla
Tracks:
1. On The Corner - New York Girl - Thinkin' Of One Thing An Doin' Another - Vote For Miles
2. Black Satin
3. One And One
4. Helen Butte-Mr. Freedom X
Spoiler :
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pass: sergingus
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1974,
Fusion,
Herbie Hancock,
Jazz,
Jazz-Funk
Talentuoso tastierista della dinastia davisiana, Hancock fu uno dei primi musicisti jazz ad assimilare velocemente gli insegnamenti del Divino. Gli Head Hunters erano una formazione che ricalcava il modello Weather Report, con la quale Hancock elimina dalla sua musica le precedenti geometrie oblique di Sextant e Crossings a favore di un sound più diretto e immediato. Quest’album è la definitiva consacrazione della fusione della West Toast che si avvicina e si amalgama sempre più direttamente con il funky. Un capitolo che diventa trascinante nella sua scarnificazione alle intelaiature troppo spesso cristallizzanti a favore di una forte scansione ritmica, dove la fusion acquista una dimensione ancora più ampia e libera. Lo strumento bandiera per questa piccola rivoluzione nella rivoluzione e il sintetizzatore ARP che Hancock suona per la prima volta in due differenti modelli, creando cosi un approccio riuscito e senza incertezze verso il suono elettronico realizzato precedentemente in qualità di session man con le immancabili formule di In A Silent Way e Bitches Brew. Head Hunters rappresenta magnificamente quei nuovi fermenti che stavano preparando la strada non solo alla fusion, ma anche al soul del domani.
Watermelon Man
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Watermelon Man
Personnel: Herbie Hancock (Fender Rhodes piano, Clavinet, synthesizer); Bennie Maupin (soprano & tenor saxophones, saxello, bass clarinet, alto flute); Paul Jackson (marimbula, bass); Harvey Mason (drums); Bill Summers (congas, shekere, balafon, agogo, cabasa, hindewho, tambourine, log drum, surdo, gankoqui, beer bottle).
Tracks:
1 Chameleon
2 Watermelon Man
3 Sly
4 Vein Melter
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pass: sergingus
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1971,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Funk,
Jazz-Rock,
Miles Davis
Personnel: Miles Davis (trumpet); Hermeto Pascoal (vocals, whistling, electric piano, drums); Conrad Roberts (spoken vocals); Gary Bartz (soprano & alto saxophones); Steve Grossman, Wayne Shorter (soprano saxophone); Keith Jarrett (electric piano, organ); Joe Zawinul, Herbie Hancock, Chick Corea (electric piano); John McLaughlin (guitar); Khalil Balakrishna (electric sitar); Dave Holland (acoustic & electric basses); Ron Carter (acoustic bass); Michael Henderson (electric bass); Jack DeJohnette, Billy Cobham (drums); Airto Moreia (percussion).
Flac
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Miles Davis, da “ Bitches Brew “ in poi venne a patti con gli avanzamenti musicali dell’avanguardia e iniziò a combinare quell’universo con idee ritmiche prese dal rock, dal blues e dal funky. Il suo ego musicale tocca vertici assoluti con questo disco. Senza essere mai stato un rivoluzionario come Ornette Coleman o Cecil Taylor, Miles è colui che ha dato il maggior contributo all’evoluzione del jazz moderno come grande catalizzatore in grado di combinare la sua costanza con elementi di vari tipi di musica. Con “ Live Evil “ diventa il grande “ sistematizzatore “ di quello che è definito jazz elettronico. Già la copertina , realizzata da Mati Klarwein come per "Bitches' Brew" , è bellissima: di fronte varie figure femminili nere e in evidenza una donna africana incinta dalle forme esasperate ( live ) , sul retro un essere mostruoso bianco modellato sull’immagine dell’ex capo dell’Fbi Edgar J. Hoover ( evil ), le due figure si stagliano su uno sfondo fatto di motivi geometrici che richiamano una scrittura islamica ( cufico geometrico ) usata nel 1200 per decorare le moschee . Il titolo poi è giocato sugli anagrammi e sugli opposti, “ live “ è l’anagramma di “evil” mentre “ Selim sivad ”, uno dei titoli del disco è il rovescio di Miles Davis. E’ l’apoteosi del fattore improvvisativo ed iterativo del jazz, il fatto che ogni esecuzione è, praticamente, un’invenzione, un esempio unico ed irripetibile. Realizzato ai Columbia Studio di New York e al Cellar Studio di Washington nel dicembre del 1970, “ Live Evil “ combina registrazioni dal vivo e in studio con un settetto variabile e la novità di Keith Jarret al piano elettrico e organo. Gli altri musicisti sono Wayne Shorter, John McLaughlin, Gary Bartz, Chick Corea, Michael Henderson, Herbie Hancock, Billy Cobham, Dave Holland, Hermeto Pascoal, Joe Zawinul, Jack Dejohnette, Airto Moreira, Steve Grossman, Khalil Balakrishna e Conrand Roberts voce narrante su “ Inamorata And Narration “. Prodotto da Teo Macero e rielaborato in studio dallo stesso Macero insieme a Davis, “ Live Evil “ è anche il primo disco dove il musicista usa la tromba elettrica. Otto tracce di magmatiche improvvisazioni collettive fatte di oasi liriche, assoli intesi e meditativi, ritmi rock , suoni elettronici, cambio di tempo inaspettati e poi quella magnifica tromba di Davis distorta dal wah wah. Tutto questo incredibile materiale sonoro è riunito ed accostato come tessere di un mosaico, sovrapposto e controllato e sarà la guida spirituale per tutta la musica nera.
Mauro Ronconi
What I Say
Personnel: Miles Davis (trumpet); Hermeto Pascoal (vocals, whistling, electric piano, drums); Conrad Roberts (spoken vocals); Gary Bartz (soprano & alto saxophones); Steve Grossman, Wayne Shorter (soprano saxophone); Keith Jarrett (electric piano, organ); Joe Zawinul, Herbie Hancock, Chick Corea (electric piano); John McLaughlin (guitar); Khalil Balakrishna (electric sitar); Dave Holland (acoustic & electric basses); Ron Carter (acoustic bass); Michael Henderson (electric bass); Jack DeJohnette, Billy Cobham (drums); Airto Moreia (percussion).
DISC 1
1. Sivad
2. Little Church
3. Medley: Gemini/Double Image: Gemini / Double Image
4. What I Say
5. Nem Um Talvez
DISC 2
1. Selim
2. Funky Tonk
3. Inamorata and Narration by Conrad Roberts - (narration by Conrad Roberts)
Spoiler :
Flac
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1971,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Mahavishnu Orchestra
Tracks:
1 Meeting of the Spirits
2 Dawn
3 The Noonward Race
4 A Lotus on Irish Streams
5 Vital Transformation
6 The Dance of Maya
7 You Know You Know
8 Awakening
Conclusa l'esperienza con i Lifetime di Tony Williams, John McLaughlin fonda nel 1971 la Mahavishnu Orchestra. Il gruppo è formato da cinque elementi, tutti di nazionalità diversa: l’inglese John McLaughlin alla chitarra, lo statunitense Jerry Goodman al violino, il cecoslovacco Jan Hammer alle tastiere, l’irlandese Rick Laid al basso e il panamense Billy Cobham alla batteria. Scritto e prodotto interamente da John McLaughlin questo "The Inner Mounting Flame" definisce definitivamente i canoni di quel genere che negli anni a venire prenderà il nome di jazz-rock .
Meeting of the Spirits
Mahavishnu Orchestra: John McLaughlin (acoustic & electric guitars); Jerry Goodman (acoustic & electric violins); Jan Hammer (Fender Rhodes, ring modulator, piano); Rick Laird (electric bass); Billy Cobham (drums).
Tracks:
1 Meeting of the Spirits
2 Dawn
3 The Noonward Race
4 A Lotus on Irish Streams
5 Vital Transformation
6 The Dance of Maya
7 You Know You Know
8 Awakening
Spoiler :
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1970,
Fusion,
Jazz-Rock,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Miles Davis era un appassionato di colonne sonore, ne compose diverse nel corso della sua carriera è questa (realizzata per il documentario di Bill Cayton su Jack Johnson il primo atleta di colore a vincere il campionato del mondo di boxe dei pesi massimi) è forse la migliore. Jack Johnson è stato a lungo il preferito di Miles tra i propri dischi, e se ne capisce il perchè fin dalla prima nota. Davis fa sentire la sua voce con quel suono staccato e lamentoso in cui risuona la promessa che, qualsiasi musica affronti Miles sarà sempre Miles.
Personnel
The first track and about half of the second track
were recorded on 7 April 1970 by this group:
Miles Davis - Trumpet
Steve Grossman - Soprano saxophone
John McLaughlin - Electric guitar
Herbie Hancock - Organ
Michael Henderson - Electric bass
Billy Cobham - Drums
The second part of the second track (starting at about 12:55)
was recorded on 18 February 1970 by a different lineup:
Miles Davis - Trumpet
Bennie Maupin - Bass clarinet
John McLaughlin - Electric guitar
Sonny Sharrock - Electric guitar
Chick Corea - Electric piano
Dave Holland - Electric bass
Jack DeJohnette - Drums
Tracks:
1. Right Off – 26:53
2. Yesternow – 25:34
Miles Davis era un appassionato di colonne sonore, ne compose diverse nel corso della sua carriera è questa (realizzata per il documentario di Bill Cayton su Jack Johnson il primo atleta di colore a vincere il campionato del mondo di boxe dei pesi massimi) è forse la migliore. Jack Johnson è stato a lungo il preferito di Miles tra i propri dischi, e se ne capisce il perchè fin dalla prima nota. Davis fa sentire la sua voce con quel suono staccato e lamentoso in cui risuona la promessa che, qualsiasi musica affronti Miles sarà sempre Miles.Right Off
Personnel
The first track and about half of the second track
were recorded on 7 April 1970 by this group:
Miles Davis - Trumpet
Steve Grossman - Soprano saxophone
John McLaughlin - Electric guitar
Herbie Hancock - Organ
Michael Henderson - Electric bass
Billy Cobham - Drums
The second part of the second track (starting at about 12:55)
was recorded on 18 February 1970 by a different lineup:
Miles Davis - Trumpet
Bennie Maupin - Bass clarinet
John McLaughlin - Electric guitar
Sonny Sharrock - Electric guitar
Chick Corea - Electric piano
Dave Holland - Electric bass
Jack DeJohnette - Drums
Tracks:
1. Right Off – 26:53
2. Yesternow – 25:34
Spoiler :
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pas: sergingus
pas: sergingus
1970,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Tutta la carriera di Miles Davis è stata all’insegna della sperimentazione e dell’esplorazione musicale. Verso la fine degli anni '60 Miles si avvicina alla musica elettrica e alle atmosfere rock egistrando alcuni album fortemente innovativi tra cui il celebre BITCHES BREW, un disco rivoluzionario, che di fatto sdoganò la musica fusion. L’album scandalizzò i puristi del jazz, ma ebbe un enorme riscontro di pubblico e in seguito esercitò una profonda influenza su numerosi musicisti jazz, e non solo. Racconta Thom Yorke, dei Radiohead, in un intervista a Q nell’ottobre del 1997: “Lo mettevo su ogni volta che salivo in macchina … al primo approccio mi era sembrato un caos nauseante. Ascoltarlo mi faceva quasi star male, poi piano piano … c’è qualcosa di brutale in quella musica, qualcosa di incredibilmente bello. Non sei mai sicuro del punto in cui ti trovi esattamente, è come se la musica ti ruotasse attorno, ha il sound di un enorme spazio vuoto, come quello di una cattedrale. Non era jazz, ma non era neppure rockn’ roll, era come costruire qualcosa e guardarla cadere a pezzi, in ciò sta la sua bellezza. E questo si lega profondamente a ciò che stavamo cercando di fare con OK COMPUTER”.
Tutta la carriera di Miles Davis è stata all’insegna della sperimentazione e dell’esplorazione musicale. Verso la fine degli anni '60 Miles si avvicina alla musica elettrica e alle atmosfere rock egistrando alcuni album fortemente innovativi tra cui il celebre BITCHES BREW, un disco rivoluzionario, che di fatto sdoganò la musica fusion. L’album scandalizzò i puristi del jazz, ma ebbe un enorme riscontro di pubblico e in seguito esercitò una profonda influenza su numerosi musicisti jazz, e non solo. Racconta Thom Yorke, dei Radiohead, in un intervista a Q nell’ottobre del 1997: “Lo mettevo su ogni volta che salivo in macchina … al primo approccio mi era sembrato un caos nauseante. Ascoltarlo mi faceva quasi star male, poi piano piano … c’è qualcosa di brutale in quella musica, qualcosa di incredibilmente bello. Non sei mai sicuro del punto in cui ti trovi esattamente, è come se la musica ti ruotasse attorno, ha il sound di un enorme spazio vuoto, come quello di una cattedrale. Non era jazz, ma non era neppure rockn’ roll, era come costruire qualcosa e guardarla cadere a pezzi, in ciò sta la sua bellezza. E questo si lega profondamente a ciò che stavamo cercando di fare con OK COMPUTER”.Personnel: Miles Davis (trumpet); John McLaughlin (guitar, electric guitar); Harvey Brooks (electric guitar, electric bass, bass guitar); Bennie Maupin (bass clarinet); Wayne Shorter (soprano saxophone); Joe Zawinul (electric piano, organ); Chick Corea, Larry Young (electric piano); Don Alias (drums, congas, percussion); Jack DeJohnette, Lenny White (drums); Jumma Santos (congas, shaker, percussion); Airto Moreira (cuica, percussion); Jim Riley, Jimmy Riley (percussion).
Track List: Pharaoh's Dance / Bitches Brew / Spanish Key / John McLaughlin / Miles Runs The Voodoo Down / Sanctuary
Spoiler :
flac
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pass: sergingus
1969,
Fusion,
Guitar Jazz,
Jazz,
John McLaughlin,
Post-Bop
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]
Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Extrapolation
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
Spoiler :
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pas: sergingus
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