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1980,
Al Di Meola,
Fusion,
Jazz-Rock

100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI pag. 281
Tracks:
1 Alien Chase on Arabian Desert
2 Silent Story in Her Eyes
3 Roller Jubilee
4 Two to Tango
5 Al Di's Dream Theme
6 Dinner Music of the Gods
7 Splendido Sundance
8 I Can Tell
9 Spanish Eyes
10 Isfahan
11 Blanca's Midnight Lullaby

Uno dei caposaldi del jazz-rock fusion per chitarra che il musicista di origine italiana incide alla fine degli anni settanta, mostrando tutta la sua versatilità e il suo enorme bagaglio tecnico. Pezzi da solo, duetti con il vecchio compagno Chick Corea o con la leggenda Les Paul: ce n'è davvero per tutti i gusti.
100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI pag. 281
Spanish Eyes
Personnel: Al Di Meola (vocals, celeste, acoustic, electric & 12-string guitars, mando-cello, drums, castanets); David Campbell (violin); Carol Shive (viola); Dennis Karmzyn, Raymond J. Kelley (cello); Philippe Saisse (marimba, keyboards, Moog synthesizer, background vocals); Chick Corea (piano); Peter Cannarozzi (Oberheim synthesizer); Jan Hammer (Moog synthesizer); Les Paul (electric guitar); Tim Landers, Anthony Jackson (bass); Robbie Gonzalez, Steve Gadd (drums); Mingo Lewis (electronic drums, bongos, congas, percussion); Eddie Colon (percussion); The Columbus Boychoir.
Tracks:
1 Alien Chase on Arabian Desert
2 Silent Story in Her Eyes
3 Roller Jubilee
4 Two to Tango
5 Al Di's Dream Theme
6 Dinner Music of the Gods
7 Splendido Sundance
8 I Can Tell
9 Spanish Eyes
10 Isfahan
11 Blanca's Midnight Lullaby
Spoiler :
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1973,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Mahavishnu Orchestra
Il seguito di "The Inner Mounting Flame" (1971) vede un John McLaughlin alla chitarra a 6 e 12 corde in stato di grazia. Il resto della band non è da meno, il tastierista Jan hammer, il violinista Jerry Goodman, il bassista Rick Laird e il frenetico batterista Billy Cobham non perdono un colpo.
Open Country Joy
Mahavishnu Orchestra: Jerry Goodman (electric violin); Jan Hammer (piano, Fender Rhodes piano, Mini-Moog synthesizer); John McLaughlin (acoustic guitar, electric 6 & 12-string guitars); Rick Laird (acoustic & electric basses); Billy Cobham (drums, gong)
Tracks:
1 Birds of Fire
2 Miles Beyond
3 Celestial Terrestrial Commuters
4 Sapphire Bullets of Pure Love
5 Thousand Island Park
6 Hope
7 One Word
8 Sanctuary
9 Open Country Joy
10 Resolution
Spoiler :
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1972,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Miles Davis
Dopo Bitches brew molte cose cambiarono: la musica rock era sempre più popolare mentre i locali jazz si svuotavano e non solo per questo, Davis, che nel frattempo aveva adottato un look da rockstar, aveva contrattato con la Columbia il suo passaggio al catalogo rock e si esibiva in locali solitamente riservati a tale genere.On the corner, che nasce in questo particolare periodo felice in quanto ad energia fisica e creatività, resta uno dei dischi più controversi – fino quasi al rifiuto della critica – del trombettista. Ciò che egli si era proposto era coinvolgere il giovane pubblico nero che cercava l’emancipazione dal ghetto; per fare questo dà un’ulteriore sterzata alla sua musica rendendola ancor più funky (James Brown e Sly and the Family Stone dicevamo) insistendo sul ritmo e, rinunciando alla struttura quasi essenziale nei dischi precedenti, caricandola di note senza, peraltro, pervenire ad una definizione melodica o armonica, ma limitandosi a cucire degli improvvisi vamp su un tappeto ritmico ottenuto dalla linea del basso. Riascoltando il disco oggi è facilmente intuibile lo “scandalo” suscitato all’epoca, ma è altrettanto evidente quanti musicisti attuali si siano, nel bene o nel male, ispirati ad esso.
Francesco Soliani – jazzer.it
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Personnel:
Miles Davis - trumpet
David Liebman - soprano sax
Carlos Garnett - soprano sax, tenor sax
Bennie Maupin - bass clarinet
John McLaughlin - guitar
David Creamer - guitar
Herbie Hancock - fender rhodes, synthesizer
Chick Corea - fender rhodes
Harold "Ivory" Williams - organ, synthesizer
Michael Henderson - bass
Colin Walcott - electric sitar
Billy Hart - drums
Jack DeJohnette - drums
Al Foster - drums
Khalil Balakrishna - electric sitar
Badal Roy - tabla
Tracks:
1. On The Corner - New York Girl - Thinkin' Of One Thing An Doin' Another - Vote For Miles
2. Black Satin
3. One And One
4. Helen Butte-Mr. Freedom X
Dopo Bitches brew molte cose cambiarono: la musica rock era sempre più popolare mentre i locali jazz si svuotavano e non solo per questo, Davis, che nel frattempo aveva adottato un look da rockstar, aveva contrattato con la Columbia il suo passaggio al catalogo rock e si esibiva in locali solitamente riservati a tale genere.On the corner, che nasce in questo particolare periodo felice in quanto ad energia fisica e creatività, resta uno dei dischi più controversi – fino quasi al rifiuto della critica – del trombettista. Ciò che egli si era proposto era coinvolgere il giovane pubblico nero che cercava l’emancipazione dal ghetto; per fare questo dà un’ulteriore sterzata alla sua musica rendendola ancor più funky (James Brown e Sly and the Family Stone dicevamo) insistendo sul ritmo e, rinunciando alla struttura quasi essenziale nei dischi precedenti, caricandola di note senza, peraltro, pervenire ad una definizione melodica o armonica, ma limitandosi a cucire degli improvvisi vamp su un tappeto ritmico ottenuto dalla linea del basso. Riascoltando il disco oggi è facilmente intuibile lo “scandalo” suscitato all’epoca, ma è altrettanto evidente quanti musicisti attuali si siano, nel bene o nel male, ispirati ad esso.Francesco Soliani – jazzer.it
Black Satin
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Personnel:
Miles Davis - trumpet
David Liebman - soprano sax
Carlos Garnett - soprano sax, tenor sax
Bennie Maupin - bass clarinet
John McLaughlin - guitar
David Creamer - guitar
Herbie Hancock - fender rhodes, synthesizer
Chick Corea - fender rhodes
Harold "Ivory" Williams - organ, synthesizer
Michael Henderson - bass
Colin Walcott - electric sitar
Billy Hart - drums
Jack DeJohnette - drums
Al Foster - drums
Khalil Balakrishna - electric sitar
Badal Roy - tabla
Tracks:
1. On The Corner - New York Girl - Thinkin' Of One Thing An Doin' Another - Vote For Miles
2. Black Satin
3. One And One
4. Helen Butte-Mr. Freedom X
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1971,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Funk,
Jazz-Rock,
Miles Davis
Personnel: Miles Davis (trumpet); Hermeto Pascoal (vocals, whistling, electric piano, drums); Conrad Roberts (spoken vocals); Gary Bartz (soprano & alto saxophones); Steve Grossman, Wayne Shorter (soprano saxophone); Keith Jarrett (electric piano, organ); Joe Zawinul, Herbie Hancock, Chick Corea (electric piano); John McLaughlin (guitar); Khalil Balakrishna (electric sitar); Dave Holland (acoustic & electric basses); Ron Carter (acoustic bass); Michael Henderson (electric bass); Jack DeJohnette, Billy Cobham (drums); Airto Moreia (percussion).
Flac
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Miles Davis, da “ Bitches Brew “ in poi venne a patti con gli avanzamenti musicali dell’avanguardia e iniziò a combinare quell’universo con idee ritmiche prese dal rock, dal blues e dal funky. Il suo ego musicale tocca vertici assoluti con questo disco. Senza essere mai stato un rivoluzionario come Ornette Coleman o Cecil Taylor, Miles è colui che ha dato il maggior contributo all’evoluzione del jazz moderno come grande catalizzatore in grado di combinare la sua costanza con elementi di vari tipi di musica. Con “ Live Evil “ diventa il grande “ sistematizzatore “ di quello che è definito jazz elettronico. Già la copertina , realizzata da Mati Klarwein come per "Bitches' Brew" , è bellissima: di fronte varie figure femminili nere e in evidenza una donna africana incinta dalle forme esasperate ( live ) , sul retro un essere mostruoso bianco modellato sull’immagine dell’ex capo dell’Fbi Edgar J. Hoover ( evil ), le due figure si stagliano su uno sfondo fatto di motivi geometrici che richiamano una scrittura islamica ( cufico geometrico ) usata nel 1200 per decorare le moschee . Il titolo poi è giocato sugli anagrammi e sugli opposti, “ live “ è l’anagramma di “evil” mentre “ Selim sivad ”, uno dei titoli del disco è il rovescio di Miles Davis. E’ l’apoteosi del fattore improvvisativo ed iterativo del jazz, il fatto che ogni esecuzione è, praticamente, un’invenzione, un esempio unico ed irripetibile. Realizzato ai Columbia Studio di New York e al Cellar Studio di Washington nel dicembre del 1970, “ Live Evil “ combina registrazioni dal vivo e in studio con un settetto variabile e la novità di Keith Jarret al piano elettrico e organo. Gli altri musicisti sono Wayne Shorter, John McLaughlin, Gary Bartz, Chick Corea, Michael Henderson, Herbie Hancock, Billy Cobham, Dave Holland, Hermeto Pascoal, Joe Zawinul, Jack Dejohnette, Airto Moreira, Steve Grossman, Khalil Balakrishna e Conrand Roberts voce narrante su “ Inamorata And Narration “. Prodotto da Teo Macero e rielaborato in studio dallo stesso Macero insieme a Davis, “ Live Evil “ è anche il primo disco dove il musicista usa la tromba elettrica. Otto tracce di magmatiche improvvisazioni collettive fatte di oasi liriche, assoli intesi e meditativi, ritmi rock , suoni elettronici, cambio di tempo inaspettati e poi quella magnifica tromba di Davis distorta dal wah wah. Tutto questo incredibile materiale sonoro è riunito ed accostato come tessere di un mosaico, sovrapposto e controllato e sarà la guida spirituale per tutta la musica nera.
Mauro Ronconi
What I Say
Personnel: Miles Davis (trumpet); Hermeto Pascoal (vocals, whistling, electric piano, drums); Conrad Roberts (spoken vocals); Gary Bartz (soprano & alto saxophones); Steve Grossman, Wayne Shorter (soprano saxophone); Keith Jarrett (electric piano, organ); Joe Zawinul, Herbie Hancock, Chick Corea (electric piano); John McLaughlin (guitar); Khalil Balakrishna (electric sitar); Dave Holland (acoustic & electric basses); Ron Carter (acoustic bass); Michael Henderson (electric bass); Jack DeJohnette, Billy Cobham (drums); Airto Moreia (percussion).
DISC 1
1. Sivad
2. Little Church
3. Medley: Gemini/Double Image: Gemini / Double Image
4. What I Say
5. Nem Um Talvez
DISC 2
1. Selim
2. Funky Tonk
3. Inamorata and Narration by Conrad Roberts - (narration by Conrad Roberts)
Spoiler :
Flac
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1971,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Mahavishnu Orchestra
Tracks:
1 Meeting of the Spirits
2 Dawn
3 The Noonward Race
4 A Lotus on Irish Streams
5 Vital Transformation
6 The Dance of Maya
7 You Know You Know
8 Awakening
Conclusa l'esperienza con i Lifetime di Tony Williams, John McLaughlin fonda nel 1971 la Mahavishnu Orchestra. Il gruppo è formato da cinque elementi, tutti di nazionalità diversa: l’inglese John McLaughlin alla chitarra, lo statunitense Jerry Goodman al violino, il cecoslovacco Jan Hammer alle tastiere, l’irlandese Rick Laid al basso e il panamense Billy Cobham alla batteria. Scritto e prodotto interamente da John McLaughlin questo "The Inner Mounting Flame" definisce definitivamente i canoni di quel genere che negli anni a venire prenderà il nome di jazz-rock .
Meeting of the Spirits
Mahavishnu Orchestra: John McLaughlin (acoustic & electric guitars); Jerry Goodman (acoustic & electric violins); Jan Hammer (Fender Rhodes, ring modulator, piano); Rick Laird (electric bass); Billy Cobham (drums).
Tracks:
1 Meeting of the Spirits
2 Dawn
3 The Noonward Race
4 A Lotus on Irish Streams
5 Vital Transformation
6 The Dance of Maya
7 You Know You Know
8 Awakening
Spoiler :
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1970,
Fusion,
Jazz-Rock,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Miles Davis era un appassionato di colonne sonore, ne compose diverse nel corso della sua carriera è questa (realizzata per il documentario di Bill Cayton su Jack Johnson il primo atleta di colore a vincere il campionato del mondo di boxe dei pesi massimi) è forse la migliore. Jack Johnson è stato a lungo il preferito di Miles tra i propri dischi, e se ne capisce il perchè fin dalla prima nota. Davis fa sentire la sua voce con quel suono staccato e lamentoso in cui risuona la promessa che, qualsiasi musica affronti Miles sarà sempre Miles.
Personnel
The first track and about half of the second track
were recorded on 7 April 1970 by this group:
Miles Davis - Trumpet
Steve Grossman - Soprano saxophone
John McLaughlin - Electric guitar
Herbie Hancock - Organ
Michael Henderson - Electric bass
Billy Cobham - Drums
The second part of the second track (starting at about 12:55)
was recorded on 18 February 1970 by a different lineup:
Miles Davis - Trumpet
Bennie Maupin - Bass clarinet
John McLaughlin - Electric guitar
Sonny Sharrock - Electric guitar
Chick Corea - Electric piano
Dave Holland - Electric bass
Jack DeJohnette - Drums
Tracks:
1. Right Off – 26:53
2. Yesternow – 25:34
Miles Davis era un appassionato di colonne sonore, ne compose diverse nel corso della sua carriera è questa (realizzata per il documentario di Bill Cayton su Jack Johnson il primo atleta di colore a vincere il campionato del mondo di boxe dei pesi massimi) è forse la migliore. Jack Johnson è stato a lungo il preferito di Miles tra i propri dischi, e se ne capisce il perchè fin dalla prima nota. Davis fa sentire la sua voce con quel suono staccato e lamentoso in cui risuona la promessa che, qualsiasi musica affronti Miles sarà sempre Miles.Right Off
Personnel
The first track and about half of the second track
were recorded on 7 April 1970 by this group:
Miles Davis - Trumpet
Steve Grossman - Soprano saxophone
John McLaughlin - Electric guitar
Herbie Hancock - Organ
Michael Henderson - Electric bass
Billy Cobham - Drums
The second part of the second track (starting at about 12:55)
was recorded on 18 February 1970 by a different lineup:
Miles Davis - Trumpet
Bennie Maupin - Bass clarinet
John McLaughlin - Electric guitar
Sonny Sharrock - Electric guitar
Chick Corea - Electric piano
Dave Holland - Electric bass
Jack DeJohnette - Drums
Tracks:
1. Right Off – 26:53
2. Yesternow – 25:34
Spoiler :
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pas: sergingus
pas: sergingus
1970,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Tutta la carriera di Miles Davis è stata all’insegna della sperimentazione e dell’esplorazione musicale. Verso la fine degli anni '60 Miles si avvicina alla musica elettrica e alle atmosfere rock egistrando alcuni album fortemente innovativi tra cui il celebre BITCHES BREW, un disco rivoluzionario, che di fatto sdoganò la musica fusion. L’album scandalizzò i puristi del jazz, ma ebbe un enorme riscontro di pubblico e in seguito esercitò una profonda influenza su numerosi musicisti jazz, e non solo. Racconta Thom Yorke, dei Radiohead, in un intervista a Q nell’ottobre del 1997: “Lo mettevo su ogni volta che salivo in macchina … al primo approccio mi era sembrato un caos nauseante. Ascoltarlo mi faceva quasi star male, poi piano piano … c’è qualcosa di brutale in quella musica, qualcosa di incredibilmente bello. Non sei mai sicuro del punto in cui ti trovi esattamente, è come se la musica ti ruotasse attorno, ha il sound di un enorme spazio vuoto, come quello di una cattedrale. Non era jazz, ma non era neppure rockn’ roll, era come costruire qualcosa e guardarla cadere a pezzi, in ciò sta la sua bellezza. E questo si lega profondamente a ciò che stavamo cercando di fare con OK COMPUTER”.
Tutta la carriera di Miles Davis è stata all’insegna della sperimentazione e dell’esplorazione musicale. Verso la fine degli anni '60 Miles si avvicina alla musica elettrica e alle atmosfere rock egistrando alcuni album fortemente innovativi tra cui il celebre BITCHES BREW, un disco rivoluzionario, che di fatto sdoganò la musica fusion. L’album scandalizzò i puristi del jazz, ma ebbe un enorme riscontro di pubblico e in seguito esercitò una profonda influenza su numerosi musicisti jazz, e non solo. Racconta Thom Yorke, dei Radiohead, in un intervista a Q nell’ottobre del 1997: “Lo mettevo su ogni volta che salivo in macchina … al primo approccio mi era sembrato un caos nauseante. Ascoltarlo mi faceva quasi star male, poi piano piano … c’è qualcosa di brutale in quella musica, qualcosa di incredibilmente bello. Non sei mai sicuro del punto in cui ti trovi esattamente, è come se la musica ti ruotasse attorno, ha il sound di un enorme spazio vuoto, come quello di una cattedrale. Non era jazz, ma non era neppure rockn’ roll, era come costruire qualcosa e guardarla cadere a pezzi, in ciò sta la sua bellezza. E questo si lega profondamente a ciò che stavamo cercando di fare con OK COMPUTER”.Personnel: Miles Davis (trumpet); John McLaughlin (guitar, electric guitar); Harvey Brooks (electric guitar, electric bass, bass guitar); Bennie Maupin (bass clarinet); Wayne Shorter (soprano saxophone); Joe Zawinul (electric piano, organ); Chick Corea, Larry Young (electric piano); Don Alias (drums, congas, percussion); Jack DeJohnette, Lenny White (drums); Jumma Santos (congas, shaker, percussion); Airto Moreira (cuica, percussion); Jim Riley, Jimmy Riley (percussion).
Track List: Pharaoh's Dance / Bitches Brew / Spanish Key / John McLaughlin / Miles Runs The Voodoo Down / Sanctuary
Spoiler :
flac
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pass: sergingus
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
John McLaughlin,
Larry Young,
Post-Bop,
Tony Williams
Enfant prodige della batteria,Tony Williams, ha esordito a soli diciassette anni nel mitico quintetto di Miles Davis accanto a personaggi del calibro di Ron Carter, Herbie Hancock, e Wayne Shorter. Solista straordinario, dotato di un suono potente e originale ha rivoluzionato il modo di pensare la batteria. Dopo sei anni passati con Miles Davis , un paio di ottimi dischi a suo nome e varie collaborazioni con gli artisti più attivi nell’ambito dell’avanguardia come: Eric Dolphy (Out Of The Lunch), Andrew Hill, Cecil Taylor , John Coltrane ecc. Nel 1969 forma un suo trio con John McLaughlin e Larry Young, chiamato simbolicamente “The Tony Williams Lifetime”. I tre incidono “Emergency”, un disco seminale che di fatto pone le basi per la nascita della fusion.
Tony Williams Lifetime: Tony Williams (drums); Larry Young (organ); John McLaughlin (guitar)
Tracks:
1. Emergency
2. Beyond Games
3. Where
4. Vashkar
5. Via De Spectrum Road
6. Spectrum
7. Sangria For Three
8. Something Spiritual
Enfant prodige della batteria,Tony Williams, ha esordito a soli diciassette anni nel mitico quintetto di Miles Davis accanto a personaggi del calibro di Ron Carter, Herbie Hancock, e Wayne Shorter. Solista straordinario, dotato di un suono potente e originale ha rivoluzionato il modo di pensare la batteria. Dopo sei anni passati con Miles Davis , un paio di ottimi dischi a suo nome e varie collaborazioni con gli artisti più attivi nell’ambito dell’avanguardia come: Eric Dolphy (Out Of The Lunch), Andrew Hill, Cecil Taylor , John Coltrane ecc. Nel 1969 forma un suo trio con John McLaughlin e Larry Young, chiamato simbolicamente “The Tony Williams Lifetime”. I tre incidono “Emergency”, un disco seminale che di fatto pone le basi per la nascita della fusion.Emergency
Tony Williams Lifetime: Tony Williams (drums); Larry Young (organ); John McLaughlin (guitar)
Tracks:
1. Emergency
2. Beyond Games
3. Where
4. Vashkar
5. Via De Spectrum Road
6. Spectrum
7. Sangria For Three
8. Something Spiritual
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1969,
Avant-Garde,
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
Questo è il disco della svolta, dopo il quale la musica di Davis non sarà più uguale a prima.Due lunghi brani (anzi quattro accoppiati Shhh/Peaceful e In a silent way/It’s about that time) dall’andamento lento e meditativo per lasciare che le idee fluiscano libere da condizionamenti, senza coordinate pre-fissate in un gioco di incastri in parte ottenuto in fase di montaggio, cosa per l’epoca perlomeno originale.Davis comincia a recepire altre influenze, James Brown, il batterista Buddy Miles, il rock/soul/funky di Sly and the Family Stone e soprattutto Jimi Hendrix con il quale si parlò di un progetto comune. Tutto questo si riflette – seppur non ancora così fortemente come nel disco successivo – in In a silent way dove non c’è una vera e propria melodia ma una lunga serie di assoli che si stendono sul suono liquido e diafano ottenuto dal piano elettrico (ce ne sono ben tre all’opera) e bene si combinano con le insistite pulsioni ritmiche scandite da Holland e Williams e con il suono sciamanico della tromba di Davis. Completano la magia di un disco il cui ascolto lascia senza fiato il soprano di Shorter e la chitarra di McLaughlin che, arrivato solo da pochi giorni dall’Inghilterra, nessuno sapeva cosa avrebbe suonato.
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel:
Miles Davis: trumpet
Herbie Hancock: electric piano
Chick Corea: electric piano
Wayne Shorter: tenor sax
Dave Holland: bass
Josef Zawinul: electric piano & organ
John McLaughlin: guitar
Tony Williams: drums
Tracks:
1. Shhh / Peaceful (Miles Davis)
2. In a Silent Way / It's About That Time (Josef Zawinul)
Questo è il disco della svolta, dopo il quale la musica di Davis non sarà più uguale a prima.Due lunghi brani (anzi quattro accoppiati Shhh/Peaceful e In a silent way/It’s about that time) dall’andamento lento e meditativo per lasciare che le idee fluiscano libere da condizionamenti, senza coordinate pre-fissate in un gioco di incastri in parte ottenuto in fase di montaggio, cosa per l’epoca perlomeno originale.Davis comincia a recepire altre influenze, James Brown, il batterista Buddy Miles, il rock/soul/funky di Sly and the Family Stone e soprattutto Jimi Hendrix con il quale si parlò di un progetto comune. Tutto questo si riflette – seppur non ancora così fortemente come nel disco successivo – in In a silent way dove non c’è una vera e propria melodia ma una lunga serie di assoli che si stendono sul suono liquido e diafano ottenuto dal piano elettrico (ce ne sono ben tre all’opera) e bene si combinano con le insistite pulsioni ritmiche scandite da Holland e Williams e con il suono sciamanico della tromba di Davis. Completano la magia di un disco il cui ascolto lascia senza fiato il soprano di Shorter e la chitarra di McLaughlin che, arrivato solo da pochi giorni dall’Inghilterra, nessuno sapeva cosa avrebbe suonato.Francesco Soliani – jazzer.it
In a Silent Way / It's About That Time
Personnel:
Miles Davis: trumpet
Herbie Hancock: electric piano
Chick Corea: electric piano
Wayne Shorter: tenor sax
Dave Holland: bass
Josef Zawinul: electric piano & organ
John McLaughlin: guitar
Tony Williams: drums
Tracks:
1. Shhh / Peaceful (Miles Davis)
2. In a Silent Way / It's About That Time (Josef Zawinul)
Spoiler :
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