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Art Blakey,
Bop,
Hard Bop,
Jazz,
Recent,
Thelonious Monk
Sebbene questo album rappresenti l’unica registrazione di Thelonious Monk come membro dei celebri Jazz Messengers di Art Blakey, il pianista e il batterista sono stati amici intimi con una grande intesa sia umana che musicale. Non a caso Blakey è presente sia nella prima che nell’ultima sessione in studio di Monk, dalla registrazione in quintetto e trio del 1947 a quella londinesi del 1971, Blakey e Monk erano in tour con il gruppo chiamato “Giants of Jazz” (che comprendeva anche Sonny Stitt, Dizzy Gillespie, Kai Winding e Al McKibbon). Blakey non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per Monk, sia come pianista che come compositore. Infatti, con l'eccezione di "Purple Shades" di Johnny Griffin, tutte le composizioni di questo album del 1957 sono brani classici di Thelonious Monk. Oltre i due straordinari musicisti già citati completano la formazione impegnata in questa sessione: Johnny Griffin (sax tenore), Bill Hardman (tromba) e Spanky Debrest (contrabbasso).
Personnel: Art Blakey (drums); Thelonious Monk (piano); Johnny Griffin (tenor saxophone); Bill Hardman (trumpet); Spanky DeBrest (bass).
Tracks:
1. Evidence
2. In Walked Bud
3. Blue Monk
4. I Mean You
5. Rhythm-A-Ning
6. Purple Shades
7. Evidence
8. Blue Monk
9. I Mean You
Sebbene questo album rappresenti l’unica registrazione di Thelonious Monk come membro dei celebri Jazz Messengers di Art Blakey, il pianista e il batterista sono stati amici intimi con una grande intesa sia umana che musicale. Non a caso Blakey è presente sia nella prima che nell’ultima sessione in studio di Monk, dalla registrazione in quintetto e trio del 1947 a quella londinesi del 1971, Blakey e Monk erano in tour con il gruppo chiamato “Giants of Jazz” (che comprendeva anche Sonny Stitt, Dizzy Gillespie, Kai Winding e Al McKibbon). Blakey non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per Monk, sia come pianista che come compositore. Infatti, con l'eccezione di "Purple Shades" di Johnny Griffin, tutte le composizioni di questo album del 1957 sono brani classici di Thelonious Monk. Oltre i due straordinari musicisti già citati completano la formazione impegnata in questa sessione: Johnny Griffin (sax tenore), Bill Hardman (tromba) e Spanky Debrest (contrabbasso).Personnel: Art Blakey (drums); Thelonious Monk (piano); Johnny Griffin (tenor saxophone); Bill Hardman (trumpet); Spanky DeBrest (bass).
Tracks:
1. Evidence
2. In Walked Bud
3. Blue Monk
4. I Mean You
5. Rhythm-A-Ning
6. Purple Shades
7. Evidence
8. Blue Monk
9. I Mean You
Spoiler :
http://www.mediafire.com/?4ayh5cb3byz2qe6
1952,
1954,
Jazz,
Piano Jazz,
Thelonious Monk
Monk non si può definire un” bopper “ perchè non era capace di raccogliere la gioa di vivere e di suonare tipica di questi, nemmeno un “ coolster “, malgrado la sua collaborazione con Miles Davis con il quale scrisse pagine indimenticabili. Il musicista con cui riuscì ad avere un rapporto vero fu John Coltrane, che fu impressionato la prima volta che lo vide suonare e lo volle subito con sé , in quanto – diceva Trane – era il solo jazzman che riuscisse a tradurre in note musicali i suoi interrogativi interiori. La realtà è che Monk è stato un intellettuale nero autodidatta e la sua musica un continuo “ work in progress “ di straordinara forza inventiva, irripetibile. Un potenziale creativo che gli consentiva di costruire un tema senza nessuna progettazione precostituita. Il flusso delle sue idee musicali bisognava annotarle immediatamente sul pentagramma per catturarne il tema. Così nacquero ad esempio capolavori come “ Blue Monk “ e ” Round ‘Bout Midnight “. Questo disco comprende dieci composizioni frutto di tre sedute in sala d’incisione : 5 ottobre e 18 dicembre 1952 e 22 settembre 1954 . Con il pianoforte di Monk che tesse la sua affascinate e tenebrosa tela compositiva si alternano Gary Mapp e Percy Health al basso, Max Roach e Art Blakey alla batteria. In questo album vi sono alcune tra le pagine più importanti della sua carriera. Suoni strumentali strabilianti, costruzioni armoniche originali dove i due batteristi realizzano un accompagnamento perfetto ed intelligente sui piatti e i tamburi e poi il suo inconfondibile pianismo angolare e dissonante. Tra queste tracce incisive e penetranti i vertici espressivi sono “ Reflections “ , “ Monk’s Dream “ autentiche pietre miliari di creatività ritmica e armonica. , “ Just A Gigolo “ in cui Monk suona in assolo e “ Blue Monk “, composizione di geniale semplicità.
Mauro Ronconi
Personnel
Thelonious Monk (piano)
Percy Heath, Gary Mapp (bass)
Max Roach, Art Blakey (drums)
Track List
1.Blue Monk
2.Just a Gigolo
3.Bemsha Swing
4.Reflections
5.Little Rootie Tootie
6.Sweet and Lovely
7.Bye-Ya
8.Monk's Dream
9.Trinkle Tinkle
10.These Foolish Things
Spoiler :
mp3@320kbps
http://mediafire.com/?bumepylkxdl
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1959,
Bop,
Hard Bop,
Jazz,
Piano Jazz,
Thelonious Monk
Per un pianista con un approccio così personale allo strumento e alla composizione è quasi d’obbligo confrontarsi con il piano-solo; per Monk la cosa non è stata così frequente visto che in trent’anni di carriera (’41-’71) è avvenuto solo quattro volte: nel 1954 con Piano solo (Vogue) che raccoglie un concerto parigino, nel 1957 con Thelonious himself (Riverside) e nel 1971 con l’estemporanea registrazione di The London collection (Black Lion). La quarta, quella che mi pare più importante, è questo Alone in San Francisco. Monk è davanti al suo pianoforte nella solitudine di una grande sala dall’acustica calda e ricca di armonici in una sorta di sospensione dal tempo e dallo spazio; la sua musica pare vivere di vita propria assomigliando ad una scultura che si staglia nel silenzio e nell’immobilità. I brani sono una decina e vengono resi da Monk con una essenzialità – non povertà! – che va diretta al cuore stesso della musica, della melodia, della singola nota. Lo sappiamo: Monk non eccelle nella tecnica, quella che si vorrebbe accademica, ma ogni sua nota ha un significato, ogni suo passaggio è perfetto per l’economia del brano, ogni sua scelta è precisa e fondamentale, come quella di non effettuare alcun assolo in Everything happens to me, ma di ripeterne praticamente tre volte il tema “semplicemente” variandone la struttura melodica. Splendidi anche il classico Blue Monk, scarnificato fin nella profonda innervatura blues, Ruby my dear con suo swing trattenuto, la free-form di Round lights e la struttura quasi matematica di Pannonica, i finti tentennamenti di Bluehawk, fino alla poetica ripresa del classico anni ’20 There’s danger in your eyes, Cherie mai più registrato. Un disco non facile, come non è facile la musica di Monk, ma davvero fondamentale nella sua discografia.
Francesco Soliani – jazzer.it
Per un pianista con un approccio così personale allo strumento e alla composizione è quasi d’obbligo confrontarsi con il piano-solo; per Monk la cosa non è stata così frequente visto che in trent’anni di carriera (’41-’71) è avvenuto solo quattro volte: nel 1954 con Piano solo (Vogue) che raccoglie un concerto parigino, nel 1957 con Thelonious himself (Riverside) e nel 1971 con l’estemporanea registrazione di The London collection (Black Lion). La quarta, quella che mi pare più importante, è questo Alone in San Francisco. Monk è davanti al suo pianoforte nella solitudine di una grande sala dall’acustica calda e ricca di armonici in una sorta di sospensione dal tempo e dallo spazio; la sua musica pare vivere di vita propria assomigliando ad una scultura che si staglia nel silenzio e nell’immobilità. I brani sono una decina e vengono resi da Monk con una essenzialità – non povertà! – che va diretta al cuore stesso della musica, della melodia, della singola nota. Lo sappiamo: Monk non eccelle nella tecnica, quella che si vorrebbe accademica, ma ogni sua nota ha un significato, ogni suo passaggio è perfetto per l’economia del brano, ogni sua scelta è precisa e fondamentale, come quella di non effettuare alcun assolo in Everything happens to me, ma di ripeterne praticamente tre volte il tema “semplicemente” variandone la struttura melodica. Splendidi anche il classico Blue Monk, scarnificato fin nella profonda innervatura blues, Ruby my dear con suo swing trattenuto, la free-form di Round lights e la struttura quasi matematica di Pannonica, i finti tentennamenti di Bluehawk, fino alla poetica ripresa del classico anni ’20 There’s danger in your eyes, Cherie mai più registrato. Un disco non facile, come non è facile la musica di Monk, ma davvero fondamentale nella sua discografia.Francesco Soliani – jazzer.it
Solo performer: Thelonious Monk (piano)
Tracks:
1. Blue Monk
2. Ruby, My Dear
3. Round Lights
4. Everything Happens to Me
5. You Took the Words Right Out of My Heart
6. Bluehawk
7. Pannonica
8. Remember
9. There's Danger in Your Eyes, Cherie - (Take 2)
10. There's Danger in Your Eyes, Cherie - (Take 1, bonus track)
11. Reflections
Spoiler :
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1957,
Jazz,
Piano Jazz,
Thelonious Monk

Thelonious Monk Septet: Thelonious Monk (piano); Gigi Gryce (alto saxophone); Coleman Hawkins, John Coltrane (tenor saxophone); Ray Copeland (trumpet); Wilbur Ware (acoustic bass); Art Blakey (drums).
Dopo esser tornato dal suo viaggio a Philadelphia, verso la metà del 1957, John Coltrane accettò l'offerta di Thelonious Monk di unirsi alla sua band per un periodo di sei mesi. Frutto di questa collaborazione è l’album Monk’s Music che vede anche Coleman Hawkins al sax, Wilbur Ware al basso e Art Blakey alla batteria.
Thelonious Monk Septet: Thelonious Monk (piano); Gigi Gryce (alto saxophone); Coleman Hawkins, John Coltrane (tenor saxophone); Ray Copeland (trumpet); Wilbur Ware (acoustic bass); Art Blakey (drums).
Tracks: 1. Abide With Me 2. Well, You Needn't 3. Ruby, My Dear 4. Off Minor (Take 5) 5. Off Minor (Take 4)6. Epistrophy 7. Crepuscule With Nellie (Take 6)8. Crepuscule With Nellie (Takes 4 And 5)
Spoiler :
MP3 | 160Kbps
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1956,
Jazz,
Piano Jazz,
Thelonious Monk
Nel 1955 Thelonious Monk passa dalla Prestige alla Riverside e nel dicembre del 1956 registra "Brilliant Corners", il terzo per la nuova casa discografica. Il disco è composto da quattro brani originali, scritti dallo stesso Monk, più uno standard. Il gruppo di musicisti che prese parte alla registrazione sono tutti di altissimo livello; Sonny Rollins al sax tenore, Hernie Henry al sax alto, Oscar Pettiford al contrabasso e Max Roach alla batteria, più Clark Terry alla tromba e Paul Chambers al contrabasso che suonarono in Bemshia Swing. Musicalmente il disco è fatto di repentini cambi di tempo e dissonanze melodiche che danno all'album, ancora oggi, un suono moderno e trascinante.
Track listing
All compositions by Thelonious Monk unless otherwise indicated.
- "Brilliant Corners" – 7:42
- "Ba-lue Bolivar Ba-lues-are" – 13:24
- "Pannonica" – 8:50
- "I Surrender Dear" (Harry Barris) – 5:25
- "Bemsha Swing" (Thelonious Monk, Denzil Best) – 7:42
Personnel
- Musicians
- Thelonious Monk — piano; celeste on Pannonica
- Ernie Henry — alto saxophone on Brilliant Corners, Ba-lue Bolivar Ba-lues-are and Pannonica
- Sonny Rollins — tenor saxophone
- Oscar Pettiford — double bass on Brilliant Corners, Ba-lue Bolivar Ba-lues-are and Pannonica
- Max Roach — drums; timpani on Bemsha Swing
- Clark Terry — trumpet on Bemsha Swing
- Paul Chambers — double bass on Bemsha Swing
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/264703849/Thelonious_Monk_-_Brilliant_Corners_-_1956_-_VBR.rar
1947,
1952,
Bop,
Hard Bop,
Jazz,
Piano Jazz,
Post-Bop,
Thelonious Monk
L'uomo misterioso del be bop, il genio di un jazz che è sempre qualcos'altro. Un pianista tecnicamente limitato che scrive come un impressionista classico.Venerato da tutti i giganti del jazz moderno,Thelonious Monk è la maggiore influenza che invade il pianoforte degli ultimi 40 anni. [...] Monk con queste due raccolte dona una musica che scorre, fila via come immagini in movimento, mentre noi siamo fermi da anni a ringraziare.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/ Mauro Ronconi/ Arcana
track list
disc 1
01. Humph
02. Evonce (Alternate Take)
03. Evonce
04. Suburban Eyes
05. Suburban Eyes (Alternate Take)
06. Thelonious
07. Nice Work If You Can Get It (Alternate Take)
08. Nice Work If You Can Get It
09. Ruby My Dear (Alternate Take)
10. Ruby My Dear
11. Well You Needn't
12. Well You Needn't (Alternate Take)
13. April In Paris (Alternate Take)
14. April In Paris
15. Off Minor
16. Introspection
17. In Walked Bud
18. Monk's Mood
19. Who Knows?
20. 'Round Midnight
21. Who Knows? (Alternate Take)
disc 2
01. Four in One Listen
02. Four in One Listen
03. Criss Cross Listen
04. Criss Cross Listen
05. Eronel Listen
06. Straight, No Chaser Listen
07. Ask Me Now Listen
08. Ask Me Now Listen
09. Willow Weep For Me Listen
10. Skippy Listen
11. Skippy Listen
12. Hornin' In Listen
13. Hornin' In Listen
14. Sixteen [First Take] Listen
15. Sixteen [Second Take] Listen
16. Carolina Moon Listen
17. Let's Cool One Listen
18. I'll Follow You
Spoiler :
Qualità: Wave
code: disc 1
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code: disc 2
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