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Dave Douglas,
Jazz,
Modal Music,
Post-Bop,
Trumpet Jazz
Dave Douglas, compositore e trombettista, è ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti e originali musicisti americani jazz. Dal 1993 ha registrato ben 21 album realizzando commistioni con i linguaggi musicali più vari dal klezmer, alla musica balcanica, dall’avanguardia più estrema all’elettronica. Dave Douglas discende stilisticamente sia dalla scuola boppistica di Clifford Brown e Booker Little, sia da Miles Davis. Importantissimo è stato il suo incontro con John Zorn, che l’ha chiamato a far parte dell’ormai leggendario quartetto Masada, con Greg Cohen e Joey Baron, protagonista d’innumerevoli tournée mondiali e dischi. Dopo aver collaborato con i gruppi di Myra Melford e Don Byron, Douglas ha privilegiato sempre di più i propri progetti musicali. La consacrazione è avvenuta prima con il disco Sanctuary (1997), poi con Soul on Soul (2000), a seguito del quale si sono moltiplicate le vittorie nei più prestigiosi referendum internazionali.
Fonte http://www.allaradio.org
Tracks:
1 Blue Heaven
2 Ageless
3 Soul On Soul
4 Moon of the West
5 Canticle
6 Aries
7 Mary's Idea
8 Waltz Boogie
9 Multiples
10 Kyrie
11 Zonish
12 Eleven Years Old
13 Play It Momma
Dave Douglas, compositore e trombettista, è ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti e originali musicisti americani jazz. Dal 1993 ha registrato ben 21 album realizzando commistioni con i linguaggi musicali più vari dal klezmer, alla musica balcanica, dall’avanguardia più estrema all’elettronica. Dave Douglas discende stilisticamente sia dalla scuola boppistica di Clifford Brown e Booker Little, sia da Miles Davis. Importantissimo è stato il suo incontro con John Zorn, che l’ha chiamato a far parte dell’ormai leggendario quartetto Masada, con Greg Cohen e Joey Baron, protagonista d’innumerevoli tournée mondiali e dischi. Dopo aver collaborato con i gruppi di Myra Melford e Don Byron, Douglas ha privilegiato sempre di più i propri progetti musicali. La consacrazione è avvenuta prima con il disco Sanctuary (1997), poi con Soul on Soul (2000), a seguito del quale si sono moltiplicate le vittorie nei più prestigiosi referendum internazionali.Fonte http://www.allaradio.org
Blue Heaven
Personnel: Dave Douglas (trumpet); Greg Tardy (tenor saxophone, clarinet, bass clarinet); Chris Speed (tenor saxophone, clarinet); Joshua Roseman (trombone); Uri Caine (piano); James Genus (bass); Joey Baron (drums).
Tracks:
1 Blue Heaven
2 Ageless
3 Soul On Soul
4 Moon of the West
5 Canticle
6 Aries
7 Mary's Idea
8 Waltz Boogie
9 Multiples
10 Kyrie
11 Zonish
12 Eleven Years Old
13 Play It Momma
Spoiler :
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1999,
Jazz,
Michel Petrucciani,
Piano Jazz,
Post-Bop
Quello che quest’uomo sapeva fare con il pianoforte aveva dell’incredibile, così come la quantità di energia positiva che quel fragile corpo poteva contenere, energia che gli consentiva di affrontare prove assai ardue ad esempio un concerto di piano-solo come quello in parte testimoniato da questo disco. Il modo di suonare di Petrucciani rifletteva soprattutto l’intento di impressionare i suoi ascoltatori, non ostentando virtuosismo o sfruttando la sua condizione, ma suscitando emozioni e trasmettendo gioia e positività. Basti un titolo per tutti – Looking up, “guardando verso l’alto” che detto da lui assume un significato del tutto particolare – per capire quanto coinvolgente può essere la sua musica che sapeva andare senza particolari problemi e in maniera convincente dalla nostalgica Besame mucho, alla tellurica Caravan, da divertissement come Little piece in c for u, alla melodia che difficilmente si dimentica di Brazilian like.
Francesco Soliani – jazzer.it
Quello che quest’uomo sapeva fare con il pianoforte aveva dell’incredibile, così come la quantità di energia positiva che quel fragile corpo poteva contenere, energia che gli consentiva di affrontare prove assai ardue ad esempio un concerto di piano-solo come quello in parte testimoniato da questo disco. Il modo di suonare di Petrucciani rifletteva soprattutto l’intento di impressionare i suoi ascoltatori, non ostentando virtuosismo o sfruttando la sua condizione, ma suscitando emozioni e trasmettendo gioia e positività. Basti un titolo per tutti – Looking up, “guardando verso l’alto” che detto da lui assume un significato del tutto particolare – per capire quanto coinvolgente può essere la sua musica che sapeva andare senza particolari problemi e in maniera convincente dalla nostalgica Besame mucho, alla tellurica Caravan, da divertissement come Little piece in c for u, alla melodia che difficilmente si dimentica di Brazilian like.
Francesco Soliani – jazzer.it
Looking Up
Tracks:
1 Looking Up
2 Besame Mucho
3 Rachid
4 Chloe Meets Gershwin
5 Home
6 Brazilian Like
7 Little Piece in C for U
8 Romantic But Not Blue
9 Trilogy In Blois
10 Caravan
11 She Did It Again / Take The A Train / She Did It Again
Spoiler :
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1979,
Jazz,
John Surman,
Post-Bop
Il jazz tinteggiato di elettronica, contemplativo, lirico e semantico dell'unico sax baritono capace di sviluppare con originalità la poetica di Coltrane su uno strumento cosi complesso. Dopo le esperienze con le orchestre di Mike Wesbrook e Chris Mc Gregor e tutto il filone avanguardistico del jazz inglese, Surman arriva alla sua seconda prova solista, la prima per la ECM. Sparito l'alone pioneristico del precedente lavoro, Upon Reflections è un jazz dalla struttura complessa e originale, in cui vengono utilizzate largamente le tecniche della registrazione multipla. Come un vero costruttore di suoni ed atmosfere, il musicista, qui in veste di polistrumentista unico, esplora nuove aree del suo universo musicale accostando l'elettronica delle basi interattive dei sinths con le estensioni acustiche delle tastiere e i cromatismi dei fiati. In questo miracoloso equilibrio di componenti nasce la musica di Surman ed egli stesso entra a far parte della mitologia del jazz moderno. Una bellissima esposizione del suo concetto di jazz nella sua pagina più luminosa.
Track List
Il jazz tinteggiato di elettronica, contemplativo, lirico e semantico dell'unico sax baritono capace di sviluppare con originalità la poetica di Coltrane su uno strumento cosi complesso. Dopo le esperienze con le orchestre di Mike Wesbrook e Chris Mc Gregor e tutto il filone avanguardistico del jazz inglese, Surman arriva alla sua seconda prova solista, la prima per la ECM. Sparito l'alone pioneristico del precedente lavoro, Upon Reflections è un jazz dalla struttura complessa e originale, in cui vengono utilizzate largamente le tecniche della registrazione multipla. Come un vero costruttore di suoni ed atmosfere, il musicista, qui in veste di polistrumentista unico, esplora nuove aree del suo universo musicale accostando l'elettronica delle basi interattive dei sinths con le estensioni acustiche delle tastiere e i cromatismi dei fiati. In questo miracoloso equilibrio di componenti nasce la musica di Surman ed egli stesso entra a far parte della mitologia del jazz moderno. Una bellissima esposizione del suo concetto di jazz nella sua pagina più luminosa.1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Edge Of Illusion
Solo performer: John Surman (soprano saxophone, baritone saxophone, bass clarinet, synthesizer).
Edge Of Illusion / Filigree / Caithness To Kerry / Beyond A Shadow / Prelude And Rustic Dance / The Lamplighter / Followong Behind / Constellation
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1966,
Bobby Hutcherson,
Hard Bop,
Jazz,
Post-Bop
Personnel: Bobby Hutcherson (vibraphone); Joe Henderson (tenor saxophone); McCoy Tyner (piano); Herbie Lewis (bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1 Una Muy Bonita
2 8/4 Beat
3 Summer Nights
4 Black Circle
5 Verse
6 Blues Mind Matter
Fin dall'inizio della sua carriera Bobby Hutcherson, virtuoso del vibrafono, si è distinto per il suo suono pulito, spazioso, che seppur influenzato da Milt Jackson, era estremamente personale e riconoscibile. In questa registrazione del 1966 lo troviamo accompagnato da Joe Henderson al sax tenore, McCoy Tyner al piano, Herbie Lewis al basso e Billy Higgins alla batteria. Musicalmente niente di nuovo ma fra i dischi di stretta osservanza hard bop, questo Stick Up! dice la sua, sia per la bellezza dei dei temi che per l'affinità stilistica tra i solisti.
Una Muy Bonita
Personnel: Bobby Hutcherson (vibraphone); Joe Henderson (tenor saxophone); McCoy Tyner (piano); Herbie Lewis (bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1 Una Muy Bonita
2 8/4 Beat
3 Summer Nights
4 Black Circle
5 Verse
6 Blues Mind Matter
Spoiler :
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1960,
Art Farmer,
Benny Golson,
Cool,
feautered,
Hard Bop,
Jazz,
Post-Bop
Tracks:
1 Serenata
2 It Ain't Necessarily
3 Avalon
4 I Remember Clifford
5 Blues March
6 It's Alright With Me
7 Park Avenue Petite
8 MOX Nix
9 Easy Living
10 Killer Joe
Nel 1959 Benny Golson e Art Farmer formano un sestetto, nel quale alla coppia tradizionale sax-tromba, si aggiunge il trombone di Curtis Fuller. Intitolato semplicemente Jazztet, questo complesso la cui prima versione comprende McCoy Tyner e Addison Farmer è considerato - assieme ai Jazz Messengers di Art Blakey e al quintetto di Horace Silver- il gruppo di hard bop più importante della storia del jazz. Durante i suoi tre anni di esistenza (1959-1962) il Jazztet registra una serie di eccellenti album tra cui questo Meet The Jazztet del 1960, in cui Benny Golson dà vita a straordinari standard come Killer Joe e il classico Remember Clifford, dedicato al grande trombettista Clifford Browne.
Killer Joe
Art Farmer/Benny Golson Jazztet: Art Farmer (trumpet); Benny Golson (tenor saxophone); Curtis Fuller (trombone); McCoy Tyner (piano); Addison Farmer (bass); Lex Humphries (drums).
Tracks:
1 Serenata
2 It Ain't Necessarily
3 Avalon
4 I Remember Clifford
5 Blues March
6 It's Alright With Me
7 Park Avenue Petite
8 MOX Nix
9 Easy Living
10 Killer Joe
Spoiler:
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pass: sergingus
pass: sergingus
1979,
Bill Evans,
Cool,
Jazz,
Post-Bop
Questo è una selezione di brani tratti da una performance dal vivo dell’ultimo trio di Bill Evans registrata a Koblenz, Germania, il 9 Dicembre 1979. Lo stesso anno morì suicida, l'amato fratello Harry, Evans ne fu sconvolto e iniziò un percorso autodistruttivo che lo avrebbe portato fino alla morte. Registrato da uno degli spettatori, questo concerto non è sicuramente impeccabile per quanto riguarda la qualità del suono, ma ci offre la possibilità di ascoltare una performance straordinaria realizzata in uno dei momenti più intensi e travagliati nella carriera di Bill Evans.
Questo è una selezione di brani tratti da una performance dal vivo dell’ultimo trio di Bill Evans registrata a Koblenz, Germania, il 9 Dicembre 1979. Lo stesso anno morì suicida, l'amato fratello Harry, Evans ne fu sconvolto e iniziò un percorso autodistruttivo che lo avrebbe portato fino alla morte. Registrato da uno degli spettatori, questo concerto non è sicuramente impeccabile per quanto riguarda la qualità del suono, ma ci offre la possibilità di ascoltare una performance straordinaria realizzata in uno dei momenti più intensi e travagliati nella carriera di Bill Evans.Personnel
Bill Evans (p)
Marc Johnson (b)
Joe Barbera (ds)
TrackList
01 Midnight mood
02 If You Could See Me Now
03 MASH
04 Turn Out the Stars
05 Sleepin Bee
06 Quiet Now
07 Up With the Lark
08 Re Person I Knew
09 Very Early
10 Peacocks
11 On Green Dolphin Street
12 Solar
13 Laurie
14 Elsa
Spoiler :
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1969,
Guitar Jazz,
Jazz,
Post-Bop,
Wayne Shorter
A giudizio di molti il capolavoro di Shorter. Di sicuro il suo disco più avanzato: uno dei primi che si avventuravano sul terreno dei suoni elettrici, in una fase pionieristica in cui il jazz-rock era spesso assai vicino al free. Lo stesso Shorter non ha mai più osato tanto. Da notare l'uso spregiudicato delle due chitarre elettriche per lanciare schizzi di suono incandescente.
A giudizio di molti il capolavoro di Shorter. Di sicuro il suo disco più avanzato: uno dei primi che si avventuravano sul terreno dei suoni elettrici, in una fase pionieristica in cui il jazz-rock era spesso assai vicino al free. Lo stesso Shorter non ha mai più osato tanto. Da notare l'uso spregiudicato delle due chitarre elettriche per lanciare schizzi di suono incandescente.Supernova
Personnel:
Wayne Shorter - Saxophone, Sax (Soprano)
Chick Corea - Keyboards, Vibraphone
John McLaughlin - Guitar
Sonny Sharrock - Guitar
Walter Booker - Guitar
Miroslav Vitous - Bass
Jack DeJohnette - Drums
Airto Moreira - Percussion
Maria Booker - Vocals
Tracks:
1. Supernova
2. Sweet Pea
3. Dindi
4. Water Babies
5. Capricorn
6. More Than Human
Spoiler :
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1969,
Fusion,
Guitar Jazz,
Jazz,
John McLaughlin,
Post-Bop
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]
Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
Chiunque identifichi John McLaughlin con la fusion elettrica al testosterone della Mahavishnu Orchestra o con gli esperimenti jazz-rock accumulati nella sua lunga carriera dovrà ricredersi ascoltando questo disco,senz’altro il capolavoro del musicista inglese e uno dei dischi più riusciti dell’ultimo trentennio. Non è certo tra i suoi lavori più conosciuti, ma il chitarrista suona qui a livelli paragonabili a quelli da lui raggiunti nei dischi di Miles Davis, forse l’apice della sua carriera. […]Jazz! Come comporre una discoteca di base - Boccadoro Carlo
Extrapolation
Personnel
John McLaughlin – guitar
Brian Odgers (incorrectly named "Odges" on the album notes) - bass
Tony Oxley – drums
John Surman – baritone and soprano saxophones
Track listing
All tracks were composed by John McLaughlin
1. "Extrapolation"
2. "It's Funny"
3. "Arjen's Bag"
4. "Pete the Poet"
5. "This Is for Us to Share"
6. "Spectrum"
7. "Binky's Beam"
8. "Really You Know"
9. "Two for Two"
10. "Peace Piece"
Spoiler :
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pas: sergingus
pas: sergingus
Fusion,
Jazz,
Jazz-Rock,
John McLaughlin,
Larry Young,
Post-Bop,
Tony Williams
Enfant prodige della batteria,Tony Williams, ha esordito a soli diciassette anni nel mitico quintetto di Miles Davis accanto a personaggi del calibro di Ron Carter, Herbie Hancock, e Wayne Shorter. Solista straordinario, dotato di un suono potente e originale ha rivoluzionato il modo di pensare la batteria. Dopo sei anni passati con Miles Davis , un paio di ottimi dischi a suo nome e varie collaborazioni con gli artisti più attivi nell’ambito dell’avanguardia come: Eric Dolphy (Out Of The Lunch), Andrew Hill, Cecil Taylor , John Coltrane ecc. Nel 1969 forma un suo trio con John McLaughlin e Larry Young, chiamato simbolicamente “The Tony Williams Lifetime”. I tre incidono “Emergency”, un disco seminale che di fatto pone le basi per la nascita della fusion.
Tony Williams Lifetime: Tony Williams (drums); Larry Young (organ); John McLaughlin (guitar)
Tracks:
1. Emergency
2. Beyond Games
3. Where
4. Vashkar
5. Via De Spectrum Road
6. Spectrum
7. Sangria For Three
8. Something Spiritual
Enfant prodige della batteria,Tony Williams, ha esordito a soli diciassette anni nel mitico quintetto di Miles Davis accanto a personaggi del calibro di Ron Carter, Herbie Hancock, e Wayne Shorter. Solista straordinario, dotato di un suono potente e originale ha rivoluzionato il modo di pensare la batteria. Dopo sei anni passati con Miles Davis , un paio di ottimi dischi a suo nome e varie collaborazioni con gli artisti più attivi nell’ambito dell’avanguardia come: Eric Dolphy (Out Of The Lunch), Andrew Hill, Cecil Taylor , John Coltrane ecc. Nel 1969 forma un suo trio con John McLaughlin e Larry Young, chiamato simbolicamente “The Tony Williams Lifetime”. I tre incidono “Emergency”, un disco seminale che di fatto pone le basi per la nascita della fusion.Emergency
Tony Williams Lifetime: Tony Williams (drums); Larry Young (organ); John McLaughlin (guitar)
Tracks:
1. Emergency
2. Beyond Games
3. Where
4. Vashkar
5. Via De Spectrum Road
6. Spectrum
7. Sangria For Three
8. Something Spiritual
Spoiler :
flac
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mp3 @320
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1962,
Charles Mingus,
Duke Ellington,
Jazz,
Max Roach,
Piano Jazz,
Post-Bop
Un disco che ha svelato poco a poco le sue bellezze. Noto come attestato della modernità di Duke (solo Bechet, Hawkins e Pee Wee Russell, tra i coetanei, hanno inciso con musicisti di stile tanto più avanzato), consente di apprezzarne con ampiezza il pianismo tardo, così puntuto e percussivo. Ma è anche ricco di pagine stupende, alcune delle quali, chissà perchè‚, in origine scartate. Segnaliamo l'arcigno Money Jungle (con Mingus che storce una corda fuori dal manico per l'intero pezzo), la sublime serenità di Warm Valley, l'ipnotico e cullante Fleurette Africaine; tra gli inediti ripescati, il sinuoso A Little Max.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel: Duke Ellington (piano); Charles Mingus (bass); Max Roach (drums).
Tracks:
1. Very Special
2. A Little Max (Parfait)
3. A Little Max (Parfait)
Alternate take.
4. Fleurette Africaine (African Flower)
5. REM Blues
6. Wig Wise
7. Switch Blade
8. Caravan
9. Money Jungle
10. Solitude
Alternate take.
11. Solitude
12. Warm Valley
13. Backward Country Boy Blues
Un disco che ha svelato poco a poco le sue bellezze. Noto come attestato della modernità di Duke (solo Bechet, Hawkins e Pee Wee Russell, tra i coetanei, hanno inciso con musicisti di stile tanto più avanzato), consente di apprezzarne con ampiezza il pianismo tardo, così puntuto e percussivo. Ma è anche ricco di pagine stupende, alcune delle quali, chissà perchè‚, in origine scartate. Segnaliamo l'arcigno Money Jungle (con Mingus che storce una corda fuori dal manico per l'intero pezzo), la sublime serenità di Warm Valley, l'ipnotico e cullante Fleurette Africaine; tra gli inediti ripescati, il sinuoso A Little Max.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Very Special
Personnel: Duke Ellington (piano); Charles Mingus (bass); Max Roach (drums).
Tracks:
1. Very Special
2. A Little Max (Parfait)
3. A Little Max (Parfait)
Alternate take.
4. Fleurette Africaine (African Flower)
5. REM Blues
6. Wig Wise
7. Switch Blade
8. Caravan
9. Money Jungle
10. Solitude
Alternate take.
11. Solitude
12. Warm Valley
13. Backward Country Boy Blues
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=5NI3MCLR
pas: sergingus
pas: sergingus
1961,
Abbey Lincoln,
Jazz,
Post-Bop,
Vocal Jazz
Il disco più bello della Lincoln: la sua voce si distende maestosa sullo sfondo dei quattro fiati, il cui incedere solenne, talora lugubre, si apparenta a quello delle più alte pagine di Max Roach (all'epoca suo marito): in particolare i dischi Percussion Bitter Sweet e We Insist! Freedom Now Suite, che con questo formano una sorta di trittico dell'impegno civile per la libertà dei neri. Assai toccanti gli assolo di sax tenore del vecchio Coleman Hawkins, che dà il cambio alla cantante quasi impersonando una voce maschile, pacata e saggia. E' uno dei due soli dischi in cui si ascolta Eric Dolphy suonare l'ottavino. Il brano When Malindi Sings è su testo del grande poeta nero Langston Hughes.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Tracks:
1. Straight Ahead
2. When Malindy Sings
3. In the Red
4. Blue Monk
5. Left Alone
6. African Lady
7. Retribution
Il disco più bello della Lincoln: la sua voce si distende maestosa sullo sfondo dei quattro fiati, il cui incedere solenne, talora lugubre, si apparenta a quello delle più alte pagine di Max Roach (all'epoca suo marito): in particolare i dischi Percussion Bitter Sweet e We Insist! Freedom Now Suite, che con questo formano una sorta di trittico dell'impegno civile per la libertà dei neri. Assai toccanti gli assolo di sax tenore del vecchio Coleman Hawkins, che dà il cambio alla cantante quasi impersonando una voce maschile, pacata e saggia. E' uno dei due soli dischi in cui si ascolta Eric Dolphy suonare l'ottavino. Il brano When Malindi Sings è su testo del grande poeta nero Langston Hughes.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Straight Ahead
Personnel: Abbey Lincoln (vocals); Coleman Hawkins, Walter Benton (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Eric Dolphy (reeds); Mal Waldron (piano); Art Davis (bass); Max Roach (drums); Roger Sanders, Robert Whitley (congas)
Tracks:
1. Straight Ahead
2. When Malindy Sings
3. In the Red
4. Blue Monk
5. Left Alone
6. African Lady
7. Retribution
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=VMOK782L
Pass:sergingus
Pass:sergingus
1961,
Bill Evans,
Hot Topic,
Jazz,
Modal Music,
Paul Motian,
Piano Jazz,
Post-Bop,
Scott LaFaro
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Registrato in un indimenticabile esibizione dal vivo il Il 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York, "Sunday At The Village Vanguard" è un album indispensabile per ogni amante del jazz, un ottimo punto di partenza per chi vuole cominciare a conoscere Bill Evans e l'immenso talento dello sfortunato contrabbassista Scott LaFaro. Purtroppo dieci giorni dopo il concerto, LaFaro morì tragicamente in un incidente stradale, ponendo fine al trio jazz "perfetto" nel modo più tragico. In omaggio all'amico-collega scomparso Bill Evans decise di intitolare il disco "Bill Evans Trio, Sunday at the Village Vanguard, Featuring Scott LaFaro."
Gloria's Step (Take 2)
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1961,
Hard Bop,
Jazz,
Oliver Nelson,
Post-Bop,
Progressive Jazz,
Saxophone Jazz
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Track List: 1. Stolen Moments 2. Hoe-Down 3. Cascades 4. Yearnin' 5. Butch and Butch 6. Teenie's Blues
Un supergruppo con Eric Dolphy, un giovane Freddie Hubbard, Paul Chambers, Bill Evans, Roy Haynes e George Barrow per un concentrato di umori e gioia espressiva. La fervida inventiva di Nelson – sassofonista e arrangiatore finissimo – si muove su un territorio di ricerca, recuperando e riattualizzando forme blues e gospel in chiave colta.
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Personnel: Oliver Nelson (alto & tenor saxophones); Eric Dolphy (alto saxophone, flute); George Barrow (baritone saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Bill Evans (piano); Paul Chambers (bass); Roy Haynes (drums)
Track List: 1. Stolen Moments 2. Hoe-Down 3. Cascades 4. Yearnin' 5. Butch and Butch 6. Teenie's Blues
Spoiler :
mp3@320kbps
http://rapidshare.com/files/185184908/olivernelsonabstracttruth320s_-_-_.rar
http://rapidshare.com/files/185184908/olivernelsonabstracttruth320s_-_-_.rar
1961,
Hard Bop,
Jazz,
Max Roach,
Post-Bop
Opera antiparallela alla Freedom Now Suite, nasce nello stesso giro di tempo, e con tre degli stessi protagonisti (Roach, la Lincoln e Little). Ma mentre quella è un'opera incompiuta che enuncia il suo messaggio in modo frontale, quasi didascalico, questa è compiuta e più affidata a metafore musicali: come il vocalizzo fluttuante della Lincoln che evoca il fantasma del leader nero Macus Garvey, o la graduale trasformazione della dolcezza in ferocia in Tender Warriors, dedicato ai militanti della non violenza. In quest'ultimo brano si ascolta il più straziante assolo di Booker Little, e un Eric Dolphy dalla furia sterminatrice.
Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Eric Dolphy (flute, bass clarinet, alto saxophone); Clifford Jordan (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Mal Waldron (piano); Carlos "Patato" Valdes (congas); Carlos Eugenio (cowbells, percussion).
Tracks: 1. Garvey's Ghost 2. Mama 3. Tender Warriors 4. Praise for a Martyr 5. Mendacity 6. Man from South Africa
Opera antiparallela alla Freedom Now Suite, nasce nello stesso giro di tempo, e con tre degli stessi protagonisti (Roach, la Lincoln e Little). Ma mentre quella è un'opera incompiuta che enuncia il suo messaggio in modo frontale, quasi didascalico, questa è compiuta e più affidata a metafore musicali: come il vocalizzo fluttuante della Lincoln che evoca il fantasma del leader nero Macus Garvey, o la graduale trasformazione della dolcezza in ferocia in Tender Warriors, dedicato ai militanti della non violenza. In quest'ultimo brano si ascolta il più straziante assolo di Booker Little, e un Eric Dolphy dalla furia sterminatrice.Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Eric Dolphy (flute, bass clarinet, alto saxophone); Clifford Jordan (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Mal Waldron (piano); Carlos "Patato" Valdes (congas); Carlos Eugenio (cowbells, percussion).
Tracks: 1. Garvey's Ghost 2. Mama 3. Tender Warriors 4. Praise for a Martyr 5. Mendacity 6. Man from South Africa
Spoiler :
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1960,
Bop,
Hard Bop,
Max Roach,
Post-Bop,
Vocal Jazz
Nei giorni caldi della protesta nera nacquero molte opere-manifesto, ma nessuna dai contenuti così espliciti. In origine Roach e il poeta Oscar Brown junior avevano concepito uno spettacolo per il 1963, centenario della fine della schiavitù: gli eventi del 1960 li indussero a pubblicare subito la parte già pronta, che quindi resta come un vigoroso torso incompiuto. L'iniziale Driva' Man è il canto di una schiava frustata; All Africa un'invocazione ai mille popoli del continente in via di risveglio e riscatto, con una fantastica esplosione finale di percussioni. Il disco fu rifiutato da numerosi produttori, e vietato in alcuni paesi.
FreeVideoCoding.com
Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Coleman Hawkins, Walter Benton (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); James Schenck (acoustic bass); Michael Olatunji (congas); Tomas Duvall, Ray Mantilla (percussion).
Tracks: 1. Driva' Man 2. Freedom Day 3. Triptych: Prayer/Protest/Peace 4. All Africa 5. Tears For Johannesburg
Nei giorni caldi della protesta nera nacquero molte opere-manifesto, ma nessuna dai contenuti così espliciti. In origine Roach e il poeta Oscar Brown junior avevano concepito uno spettacolo per il 1963, centenario della fine della schiavitù: gli eventi del 1960 li indussero a pubblicare subito la parte già pronta, che quindi resta come un vigoroso torso incompiuto. L'iniziale Driva' Man è il canto di una schiava frustata; All Africa un'invocazione ai mille popoli del continente in via di risveglio e riscatto, con una fantastica esplosione finale di percussioni. Il disco fu rifiutato da numerosi produttori, e vietato in alcuni paesi.FreeVideoCoding.com
Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Coleman Hawkins, Walter Benton (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); James Schenck (acoustic bass); Michael Olatunji (congas); Tomas Duvall, Ray Mantilla (percussion).
Tracks: 1. Driva' Man 2. Freedom Day 3. Triptych: Prayer/Protest/Peace 4. All Africa 5. Tears For Johannesburg
Spoiler :
mp3@320kbps
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1958,
Ahmad Jamal,
Cool,
Jazz,
Piano Jazz,
Post-Bop
Registrato il 16 gennaio del 1958 presso il Club Pershing di Chicago, At The Pershing / But Not For Me è stato il punto di svolta nella carriera di Ahmad Jamal. Con questo disco Jamal dimostrò di essere un musicista davvero completo e il brano "Poinciana" - uno dei suoi più grandi successi - balzò ai vertici delle classifiche.In questa registrazione il leggendario pianista - a lungo tra i preferiti da Miles Davis - è affiancato da Vernell Fornier (batteria) e Israel Crosby (contrabasso).
Tracklist:
1. But Not for Me
2. Surrey With the Fringe on Top
3. Moonlight in Vermont
4. (Put Another Nickel in) Music Music Music
5. No Greater Love
6. Poinciana
7. Woody'n You
8. What's New
Personnel:
Ahmad Jamal Piano
Israel Crosby Bass
Vernell Fornier Drums
Spoiler :
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1967,
Jazz,
McCoy Tyner,
Piano Jazz,
Post-Bop
McCoy Tyner è senza dubbio uno dei pianisti più influenti e carismatici della scena contemporanea. I suoi accordi sofisticati e il tocco particolarmente delicato fa di lui un erede moderno di Art Tatum. Influenzato in maniera indelebile da John Coltrane con cui ha collaborato in alcuni tra i più importanti dischi della storia jazz come My Favorite Things e A Love Supreme, ha saputo sviluppare in seguito uno stile personale e originale, inventando tra l'altro il modale al pianoforte. "The Real McCoy" inciso nel 1967 per l'etichetta Blue Note è senza dubbio il suo disco migliore, realizzato con la collaborazione di Joe Henderson, Ron Carter e Elvin Jones, Tyner firma i cinque brani contenuti nell'album, i quali diventeranno tutti degli standard.
Personnel:
McCoy Tyner - piano
Joe Henderson - tenor saxophone
Ron Carter - bass
Elvin Jones - drums
Tracklist:
1. Passion Dance
2. Contemplation
3. Four by Five
4. Search for Peace
5. Blues on the Corner
McCoy Tyner è senza dubbio uno dei pianisti più influenti e carismatici della scena contemporanea. I suoi accordi sofisticati e il tocco particolarmente delicato fa di lui un erede moderno di Art Tatum. Influenzato in maniera indelebile da John Coltrane con cui ha collaborato in alcuni tra i più importanti dischi della storia jazz come My Favorite Things e A Love Supreme, ha saputo sviluppare in seguito uno stile personale e originale, inventando tra l'altro il modale al pianoforte. "The Real McCoy" inciso nel 1967 per l'etichetta Blue Note è senza dubbio il suo disco migliore, realizzato con la collaborazione di Joe Henderson, Ron Carter e Elvin Jones, Tyner firma i cinque brani contenuti nell'album, i quali diventeranno tutti degli standard. Personnel:
McCoy Tyner - piano
Joe Henderson - tenor saxophone
Ron Carter - bass
Elvin Jones - drums
Tracklist:
1. Passion Dance
2. Contemplation
3. Four by Five
4. Search for Peace
5. Blues on the Corner
Spoiler :
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1963,
Avant-Garde,
Charles Mingus,
Jazz,
Post-Bop
Armstrong, Ellington, Parker attraverso attraverso cinquant'anni di jazz, da New Orleans al free-jazz passando per il be bop ed il gospel. Con questa opera di enorme rilevanza estetica, Mingus raggiunge la conciliazione tra composizione e improvvisazione. [...] The Black Saint And The Sinner Lady è una costante esplorazione in chiaroscuro immersa dentro le sonorità sospese e rarefatte di un jazz così vasto da non essere ricondotto ad alcuna metodologia critica. Un crescendo di sensazioni infinite e ricche di dettagli, di orchestrazioni a grandi scale. [...]
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Armstrong, Ellington, Parker attraverso attraverso cinquant'anni di jazz, da New Orleans al free-jazz passando per il be bop ed il gospel. Con questa opera di enorme rilevanza estetica, Mingus raggiunge la conciliazione tra composizione e improvvisazione. [...] The Black Saint And The Sinner Lady è una costante esplorazione in chiaroscuro immersa dentro le sonorità sospese e rarefatte di un jazz così vasto da non essere ricondotto ad alcuna metodologia critica. Un crescendo di sensazioni infinite e ricche di dettagli, di orchestrazioni a grandi scale. [...]1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Personnel: Charles Mingus (piano); Jay Berliner (guitar); Jerome Richardson (flute, soprano saxophone, baritone saxophone); Dick Hafer (flute, tenor saxophone); Charlie Manano, Charlie Mariano (alto saxophone); Richard Gene Williams , Rolf Ericson (trumpet); Quentin Jackson (trombone); Don Butterfield (tuba); Jaki Byard (piano); Dannie Richmond (drums).
Tracks
01-Track A Solo dancer
02-Track B Duet solo dancers
03-Track C Group dancers
04-Mode D Trio and group dancers; Mode E Single solos and group dance; Mode F Group and solo dance
Flac
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1964,
Andrew Hill,
Avant-Garde,
Jazz,
Piano Jazz,
Post-Bop
"Point of Departure" é un disco basilare per ogni discoteca jazz che si rispetti. Per quella session del 21 marzo del 1964, la Blue Note mette a disposizione di Andrew Hill un cast che definire stellare potrebbe sembrare riduttivo. Le cinque composizioni (tutte scritte da Hill) del disco originale sono pezzi vulcanici e trascinanti, che travalicano e superano le forme consuete del jazz.
Tratto da Jazz 101 di Flavio Caprera
Tratto da Jazz 101 di Flavio Caprera
Personnel: Andrew Hill (piano); Eric Dolphy (alto saxophone, flute, bass clarinet); Joe Henderson (tenor saxophone); Kenny Dorham (trumpet); Richard Davis (bass); Tony Williams (drums).
Tracks: 1. Refuge 2. New Monastery 3. Spectrum 4. Flight 19 5. Dedication 6. New Monastery - (alternate take, bonus track) 7. Flight 19 - (alternate take, bonus track) 8. Dedication - (alternate take, bonus track)
Spoiler :
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Password: bartel75
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1960,
Avant-Garde,
Charles Mingus,
Jazz,
Post-Bop
La sua musica ormai non lascia scampo ed arriva ovunque decida di arrivare. E' il picco creativo di Mingus con un " small band ". Egli raccoglie intorno a se Eric Dolphy (il partner ideale a quel tempo che sapeva dialogare con spunti e soluzioni alla pari del Maestro), Ted Curson e Dannie Richmond come attorno ad un'idea, ad un'estetica, ad un fare musica dove l'improvvisazione non è casualità ma fonte primaria della creazione e del suo sviluppo. Le registrazioni delle " first takes " furono realizzate in un solo pomeriggio stemperate in un'atmosfera da club notturno. Straordinaria l'apertura di " Folk Forms No. 1 " e il sublime diverbio sonoro di " What love ", dove Dolphy spinge al limite la sua tecnica al clarinetto basso.
Jam n. 66/ Mauro Ronconi
Personnel: Charles Mingus (bass); Eric Dolphy (alto saxophone, bass clarinet); Ted Curson (trumpet); Dannie Richmond (drums)
Jam n. 66/ Mauro Ronconi
Track List
1. Folk Forms, No. 1
2. Original Faubus Fables
3. What Love
4. All The Things You Could Be By Now If Sigmund Freud's Wife Was Your Mother
Spoiler :
mp3@192kbps
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