You are browsing with label:
Visualizzazione post con etichetta Modal Music. Mostra tutti i post
Dave Douglas,
Jazz,
Modal Music,
Post-Bop,
Trumpet Jazz
Dave Douglas, compositore e trombettista, è ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti e originali musicisti americani jazz. Dal 1993 ha registrato ben 21 album realizzando commistioni con i linguaggi musicali più vari dal klezmer, alla musica balcanica, dall’avanguardia più estrema all’elettronica. Dave Douglas discende stilisticamente sia dalla scuola boppistica di Clifford Brown e Booker Little, sia da Miles Davis. Importantissimo è stato il suo incontro con John Zorn, che l’ha chiamato a far parte dell’ormai leggendario quartetto Masada, con Greg Cohen e Joey Baron, protagonista d’innumerevoli tournée mondiali e dischi. Dopo aver collaborato con i gruppi di Myra Melford e Don Byron, Douglas ha privilegiato sempre di più i propri progetti musicali. La consacrazione è avvenuta prima con il disco Sanctuary (1997), poi con Soul on Soul (2000), a seguito del quale si sono moltiplicate le vittorie nei più prestigiosi referendum internazionali.
Fonte http://www.allaradio.org
Tracks:
1 Blue Heaven
2 Ageless
3 Soul On Soul
4 Moon of the West
5 Canticle
6 Aries
7 Mary's Idea
8 Waltz Boogie
9 Multiples
10 Kyrie
11 Zonish
12 Eleven Years Old
13 Play It Momma
Dave Douglas, compositore e trombettista, è ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti e originali musicisti americani jazz. Dal 1993 ha registrato ben 21 album realizzando commistioni con i linguaggi musicali più vari dal klezmer, alla musica balcanica, dall’avanguardia più estrema all’elettronica. Dave Douglas discende stilisticamente sia dalla scuola boppistica di Clifford Brown e Booker Little, sia da Miles Davis. Importantissimo è stato il suo incontro con John Zorn, che l’ha chiamato a far parte dell’ormai leggendario quartetto Masada, con Greg Cohen e Joey Baron, protagonista d’innumerevoli tournée mondiali e dischi. Dopo aver collaborato con i gruppi di Myra Melford e Don Byron, Douglas ha privilegiato sempre di più i propri progetti musicali. La consacrazione è avvenuta prima con il disco Sanctuary (1997), poi con Soul on Soul (2000), a seguito del quale si sono moltiplicate le vittorie nei più prestigiosi referendum internazionali.Fonte http://www.allaradio.org
Blue Heaven
Personnel: Dave Douglas (trumpet); Greg Tardy (tenor saxophone, clarinet, bass clarinet); Chris Speed (tenor saxophone, clarinet); Joshua Roseman (trombone); Uri Caine (piano); James Genus (bass); Joey Baron (drums).
Tracks:
1 Blue Heaven
2 Ageless
3 Soul On Soul
4 Moon of the West
5 Canticle
6 Aries
7 Mary's Idea
8 Waltz Boogie
9 Multiples
10 Kyrie
11 Zonish
12 Eleven Years Old
13 Play It Momma
Spoiler :
http://hotfile.com/dl/87130364/a8ba89a/Douglas-Soul320.rar.html
1988,
Bop,
Jazz,
Miles Davis,
Modal Music,
Trumpet Jazz
Miles Davis era uno straordinario interprete di ballads e alcune delle sue migliori interpretazioni sono raccolte in questa compilation, composta da brani estratti da tre release dei primi anni '60: Seven Steps To Heaven, Quiet Nights e Person Friday Night At The Blackhawk Volume One.
Tracks:
1 Baby Won't You Please Come Home
2 Once Upon A Summertime
3 I Fall in Love Too Easily
4 Song No. 2
5 Bye Bye Blackbird
6 Wait Till You See Her
7 Basin Street Blues
8 Corcovado
Miles Davis era uno straordinario interprete di ballads e alcune delle sue migliori interpretazioni sono raccolte in questa compilation, composta da brani estratti da tre release dei primi anni '60: Seven Steps To Heaven, Quiet Nights e Person Friday Night At The Blackhawk Volume One.I Fall in Love Too Easily
Recorded in Hollywood, California on April 16, 1963; New York, New York on July 27, August 13 & November 6, 1962; live at the Blackhawk, San Francisco, California on April 21, 1961.
Personnel includes: Miles Davis (trumpet); George Coleman, Hank Mobley (tenor saxophone); Victor Feldman, Wynton Kelly (piano); Ron Carter, Paul Chambers (bass); Frank Butler, Jimmy Cobb (drums); Gil Evans and His Orchestra.
Tracks:
1 Baby Won't You Please Come Home
2 Once Upon A Summertime
3 I Fall in Love Too Easily
4 Song No. 2
5 Bye Bye Blackbird
6 Wait Till You See Her
7 Basin Street Blues
8 Corcovado
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=V87NBW7Q
pass: sergingus
pass: sergingus
1962,
Hard Bop,
Herbie Hancock,
Hot Topic,
Jazz,
Modal Music
Il debutto di Herbie Hancock da leader. A capo di una band di tutto rispetto (Freddie Hubbard alla tromba, Dexter Gordon al sax, Butch Warren al contrabasso e Billy Higgins alla batteria), incide nel 1962 per l'etichetta Blue Note l'album "Takin' Off", ed è subito un successo, grazie soprattutto ad un brano semplice ed orecchiabile "Watermelon Man". Pur essendo uno degli album più convenzionali di Hancock, "Takin' Off" rivela in pieno le grandi potenzialità compositive e tecniche dell'allora giovane musicista, ma già straordinariamente maturo per la sua sua età.
Il debutto di Herbie Hancock da leader. A capo di una band di tutto rispetto (Freddie Hubbard alla tromba, Dexter Gordon al sax, Butch Warren al contrabasso e Billy Higgins alla batteria), incide nel 1962 per l'etichetta Blue Note l'album "Takin' Off", ed è subito un successo, grazie soprattutto ad un brano semplice ed orecchiabile "Watermelon Man". Pur essendo uno degli album più convenzionali di Hancock, "Takin' Off" rivela in pieno le grandi potenzialità compositive e tecniche dell'allora giovane musicista, ma già straordinariamente maturo per la sua sua età.Watermelon Man
Personnel
Herbie Hancock — piano
Freddie Hubbard — trumpet
Dexter Gordon — tenor saxophone
Butch Warren — bass
Billy Higgins — drums
Tracks
1. "Watermelon Man"
2. "Three Bags Full"
3. "Empty Pockets"
4. "The Maze"
5. "Driftin'"
6. "Alone and I"
7. "Watermelon Man" (Alternate take)
8. "Three Bags Full" (Alternate take)
9. "Empty Pockets" (Alternate take)
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=CWTFHFEX
1961,
Bill Evans,
Hot Topic,
Jazz,
Modal Music,
Paul Motian,
Piano Jazz,
Post-Bop,
Scott LaFaro
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Registrato in un indimenticabile esibizione dal vivo il Il 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York, "Sunday At The Village Vanguard" è un album indispensabile per ogni amante del jazz, un ottimo punto di partenza per chi vuole cominciare a conoscere Bill Evans e l'immenso talento dello sfortunato contrabbassista Scott LaFaro. Purtroppo dieci giorni dopo il concerto, LaFaro morì tragicamente in un incidente stradale, ponendo fine al trio jazz "perfetto" nel modo più tragico. In omaggio all'amico-collega scomparso Bill Evans decise di intitolare il disco "Bill Evans Trio, Sunday at the Village Vanguard, Featuring Scott LaFaro."
Gloria's Step (Take 2)
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Spoiler :
http://www.megaupload.com/?d=N08HZHOV
pass: sergingus
pass: sergingus
Bill Evans,
Cool,
Early Jazz,
Modal Music,
Piano Jazz,
Scott LaFaro
[...] Portrait in jazz è il primo disco del trio Bill Evans (piano), Scott La Faro (contrabbasso) e Paul Motian (batteria). Inciso nel 1959, il disco rappresentava non solo l’abbandono da parte di Bill Evans del suo ruolo di sideman, ma anche il tentativo di cambiare le regole del trio. Formazione classica nel jazz, il trio pianoforte, contrabbasso e batteria sviluppava il discorso musicale intorno alla leadership del pianista, mentre gli altri componenti del gruppo svolgevano generalmente un ruolo complementare, di accompagnamento. Evans con questo nuovo trio tenta la realizzazione di un nuovo interplay fra i componenti del gruppo, una maggiore libertà individuale che apra la strada a una sorta di improvvisazione collettiva, in cui ogni parte improvvisata sia cellula di origine della successiva, in una logica strutturale che fa della consequenzialità il suo cardine. Emblematica in questo senso è la bellissima versione di “Autumn leaves”, o la cover del classico disneyano “Someday my prince will come”, che Evans trasforma in un valzer, o ancora la bellissima “Spring is here”, in cui la linea melodica lascia trapelare quella che è una delle caratteristiche dell’arte di Bill Evans: lo sguardo introspettivo e sincero. I brani sono standard che Bill Evans ricostruisce e rivitalizza con originalità, fatta eccezione per due sue composizioni: “Peri’s Scope” e “Blue in green”. [...]
Scritto da Paola - BILL EVANS TRIO, Portrait in jazz - http://www.pianosolo.it
Bill Evans Trio:
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Come Rain Or Come Shine
02. Autumn Leaves
03. Witchcraft
04. When I Fall in Love
05. Peri's Scope
06. What Is This Thing Called Love
07. Spring Is Here
08. Someday My Prince Will Come
09. Blue In Green
10. 10. Autumn Leaves (alternate performance - monaural LP version)
[...] Portrait in jazz è il primo disco del trio Bill Evans (piano), Scott La Faro (contrabbasso) e Paul Motian (batteria). Inciso nel 1959, il disco rappresentava non solo l’abbandono da parte di Bill Evans del suo ruolo di sideman, ma anche il tentativo di cambiare le regole del trio. Formazione classica nel jazz, il trio pianoforte, contrabbasso e batteria sviluppava il discorso musicale intorno alla leadership del pianista, mentre gli altri componenti del gruppo svolgevano generalmente un ruolo complementare, di accompagnamento. Evans con questo nuovo trio tenta la realizzazione di un nuovo interplay fra i componenti del gruppo, una maggiore libertà individuale che apra la strada a una sorta di improvvisazione collettiva, in cui ogni parte improvvisata sia cellula di origine della successiva, in una logica strutturale che fa della consequenzialità il suo cardine. Emblematica in questo senso è la bellissima versione di “Autumn leaves”, o la cover del classico disneyano “Someday my prince will come”, che Evans trasforma in un valzer, o ancora la bellissima “Spring is here”, in cui la linea melodica lascia trapelare quella che è una delle caratteristiche dell’arte di Bill Evans: lo sguardo introspettivo e sincero. I brani sono standard che Bill Evans ricostruisce e rivitalizza con originalità, fatta eccezione per due sue composizioni: “Peri’s Scope” e “Blue in green”. [...]Scritto da Paola - BILL EVANS TRIO, Portrait in jazz - http://www.pianosolo.it
Bill Evans Trio:
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Come Rain Or Come Shine
02. Autumn Leaves
03. Witchcraft
04. When I Fall in Love
05. Peri's Scope
06. What Is This Thing Called Love
07. Spring Is Here
08. Someday My Prince Will Come
09. Blue In Green
10. 10. Autumn Leaves (alternate performance - monaural LP version)
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/351235618/Bil_
Evan_PortInJaz_DCC.part1.rar
http://rapidshare.com/files/351239191/Bil_
Evan_PortInJaz_DCC.part2.rar
Evan_PortInJaz_DCC.part1.rar
http://rapidshare.com/files/351239191/Bil_
Evan_PortInJaz_DCC.part2.rar
1965,
Hard Bop,
Herbie Hancock,
Jazz,
Modal Music
Herbie Jeffrey Hancock, insieme a McCoy Tyner, era a quell tempo il più interessante “ house pianist “ della Blue Note. Nel giro di un anno aveva suonato con tutti i jazzisti progressisti della label, da Wayne Shorter a Tony Williams ( interessante la sua collaborazione agli arrangiamenti di “ Life Time “ ), da Sam Rivers a Bobby Hutcherson ( era lui che in “ The Omen “, dall’album “ Happenings “, scuoteva una scatola di sassolini ). Senza dimenticare i giganti del giro, da Sonny Rollins a Wes Montgomery. Erano i tempi delle sperimentazioni sugli impasti timbrici, sulle libertà ritmiche, sull’uso modale e lui, l’ex enfant prodige che suonava Mozart a unidici anni con l’orchestra sinfonica di Chicago, faceva parte del nucleo di musicisti più talentuosi che Miles Davis aveva mai avuto. E proprio insieme al vecchio quintetto davisiano con l’aggiunta di Freddie Hubbard alla tromba, che Hancock realizza questo capolavoro di esplorazione dei modi e di ritmi sovrapposti e sospesi. “ Maiden Voyage “ è un concept album, cinque composizioni ispirate al mare, alle sue profondità, alla sua mutevolezza, ai suoi elementi... Le tracce sono quasi tutte modali e tonali su una struttira chiusa, ma qui c’è un approccio diverso e decisamente nuovo al modale. Per questo “ Maiden Voyage “ è un album pionieristico per quanto riguarda il linguaggio cosiddetto “ neomodale ”: per la prima volta gli accordi diventano l’unico materiale armonico di una composizione diversificando di conseguenza tutta la struttura ritmica. Non a caso la “ title track “ di apertura è da sempre accreditata come l’opera più affascinante di questa nuova forma. Venne fuori durante le sessions di “ E.S.P. “ con Davis ed è la sintesi dell’intero lavoro, specialmente quando compaiono all’unisono sax e tromba e gli accordi ( in settima ) sospesi che regalano un’atmosfera magicamente irrisolta, quasi spaziale… Da ricordare, inoltre, che questo brano fu scritto originariamente per lo spot pubblicitario di un profumo e che solo in secondo tempo Hancock ne realizzò la stesura definitiva. Un brano memorabile che influenzerà tanto il jazz che il rock degli anni Sessanta, fino alal nuova soul music dei Settanta, come fece notare lo stesso Hancock in un’intervista . “ Un esempio d’ispirazione a “ Maiden Voyage “ è “ What’s Going On “ di Marvin Gaye , sia in termini ritmici che di movimento armonico. Comincia con un accordo in settima con l’undicesima sotto – un accordo sale di una terza minore con la quarta sospesa – e quindi l’accordo dale di una terza minore. E’ quello che succede in “ What’s Going On “ . … “ Little One “, registrato due mesi prima e inserito anch’esso in “ E.S.P. “, è un gioiello di abilità descrittiva contrappuntato dai fiati dove Hancock inizia il suo assolo citando “ A Love Supreme “ di Coltrane. Ma tutto il disco è ricco di phatos: basti pensare al blues in fa minore di “ The Eyes Of The Hurricane “ e ai richiami free di “ Survival Of The Fittiest “, dove la sezione ritmica lavora in continui cambi di tempo. In chiusura arriva “ Dolphin Dance “, uno dei brani più belli mai scritti dal tastierista. E’ un tema dal superbo lavoro armonico tutto teso a una delicatezza melodica stupefacente, dove un clima liquido e rarefatto viene intervallato da improvvisazioni al piano tutte sottolineate dalla sezione ritmica: inoltre ricompaiono all’unisono tromba e sax di Hubbard e Coleman, proprio come in “ Maiden Voyage “. Certamente, in questo disco l’influsso di Davis si fa sentire forte soprattutto negli arrangiamenti e nelle sortite pianistiche. Ma il tutto finisce per risultare utile ai fini della resa stilistica e agli spunti che questo lavoro ha offerto per poter tracciare un cammino che, da certe fasi di sviluppo ancora legate al mainstream, condurrà poi il musicista verso nuovi e singolari approdi, compreso il famoso ponte tra il jazz modale di “ Kind Of Blue “ e l’eretica svolta elettrica di “ Bitches Brew “.
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Personnel: Herbie Hancock (piano); George Coleman (tenor saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Ron Carter (bass); Tony Williams (drums)
Tracks: 1. Maiden Voyage 2. Eye of the Hurricane, The 3. Little One 4. Survival of the Fittest 5. Dolphin Dance
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Personnel: Herbie Hancock (piano); George Coleman (tenor saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Ron Carter (bass); Tony Williams (drums)
Tracks: 1. Maiden Voyage 2. Eye of the Hurricane, The 3. Little One 4. Survival of the Fittest 5. Dolphin Dance
Spoiler :
160@kbps
http://rapidshare.com/files/289897839/_1965__Herbie_Hancock_
-_Maiden_Voyage.rar
megaupload
http://www.megaupload.com/?d=KOW8H81D
http://rapidshare.com/files/289897839/_1965__Herbie_Hancock_
-_Maiden_Voyage.rar
megaupload
http://www.megaupload.com/?d=KOW8H81D
1964,
Hard Bop,
Jazz,
Modal Music,
Post-Bop,
Saxophone Jazz,
Wayne Shorter
Wayne Shorter è una figura leggendaria del jazz, è stato direttore musicale dei jazz Messengers di Art Blakey, membro del celebre quintetto di Miles Davis, fondatore dei Weather Report e autore di dischi importanti a suo nome. “Speak No Evil” è considerato uno dei suoi migliori dischi, registrato nel 1964, insieme Frankie Hubbard, Herbie Hancock, Ron Carter e Elvin Jones, è un disco perfetto dal punto di vista della composizione e dell’improvvisazione, sarà un punto di riferimento per moltissimi musicisti Jazz.
Wayne Shorter è una figura leggendaria del jazz, è stato direttore musicale dei jazz Messengers di Art Blakey, membro del celebre quintetto di Miles Davis, fondatore dei Weather Report e autore di dischi importanti a suo nome. “Speak No Evil” è considerato uno dei suoi migliori dischi, registrato nel 1964, insieme Frankie Hubbard, Herbie Hancock, Ron Carter e Elvin Jones, è un disco perfetto dal punto di vista della composizione e dell’improvvisazione, sarà un punto di riferimento per moltissimi musicisti Jazz.Personnel: Wayne Shorter (tenor saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Herbie Hancock (piano); Ron Carter (bass instrument); Elvin Jones (drums).
Tracks: 1. Witch Hunt 2. Fee-Fi-Fo-Fum 3. Dance Cadaverous 4. Speak No Evil 5. Infant Eyes 6. Wild Flower 7. Dance Cadaverous - (previously unreleased, alternate take)
Spoiler :
WavPack
http://rapidshare.com/files/388016136/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part1.rar
http://rapidshare.com/files/388023923/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part2.rar
http://rapidshare.com/files/388031721/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part3.rar
http://rapidshare.com/files/388038930/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part4.rar
Scans
http://rapidshare.com/files/388042242/ws_scans.rar
megaupload
http://www.megaupload.com/?d=XNYJ5N5D
http://rapidshare.com/files/388016136/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part1.rar
http://rapidshare.com/files/388023923/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part2.rar
http://rapidshare.com/files/388031721/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part3.rar
http://rapidshare.com/files/388038930/Wayne_Shorter_-_Speak_No_Evil__1965_.part4.rar
Scans
http://rapidshare.com/files/388042242/ws_scans.rar
megaupload
http://www.megaupload.com/?d=XNYJ5N5D
1959,
Hard Bop,
Jazz,
Miles Davis,
Modal Music,
Trumpet Jazz

Personnel: Miles Davis (trumpet); Cannonball Adderley (alto saxophone); Paul Chambers (double bass); John Coltrane (tenor saxophone); Wynton Kelly, Bill Evans (piano); Jimmy Cobb (drums).
Track List: 1. So What 2. Freddie Freeloader 3. Blue In Green 4. All Blues 5. Flamenco Sketches 6. Flamenco Sketches (Alternate Take)

Kind of blue è uno di quei dischi che non hanno epoca, semplicemente esistono. Sono stati scritti libri per descriverlo, per raccontarlo, per penetrarne i segreti, ma per quanto si tenti di analizzarlo non sarà mai possibile svelarne la magia. Qui tutto è perfetto: l’intesa tra i musicisti, i temi eterei e pregnanti di Davis, gli assoli misurati ed evocativi, ma soprattutto il disco può essere ascoltato a più livelli, dal più superficiale come musica di sottofondo, fino a quello più profondo di musica innovativa. Ma di fronte a tanta bellezza, diventa addirittura secondaria l’importanza storica di questo disco, con il quale praticamente nasce il jazz modale che sarà una importantissima base per tutto il jazz a venire.
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: Miles Davis (trumpet); Cannonball Adderley (alto saxophone); Paul Chambers (double bass); John Coltrane (tenor saxophone); Wynton Kelly, Bill Evans (piano); Jimmy Cobb (drums).
Track List: 1. So What 2. Freddie Freeloader 3. Blue In Green 4. All Blues 5. Flamenco Sketches 6. Flamenco Sketches (Alternate Take)
Spoiler :
mp3@320kbps
http://www.megaupload.com/?d=02FK25BD
Legacy Edition 2cd
http://www.mediafire.com/?dhwefmoel0t
http://www.megaupload.com/?d=02FK25BD
Legacy Edition 2cd
http://www.mediafire.com/?dhwefmoel0t
1960,
Avant-Garde,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Modal Music,
Saxophone Jazz
Quattro brani, quattro standard per un disco storico, sorta di compendio di improvvisazione inciso con 3/4 di quello che sarà il suo quartetto storico; l’anima fortemente ritmica e percussiva che gli è propria prende le mosse dal drumming potente ed innovativo di Elvin Jones che è di continuo stimolo per il saxofonista, e si completa nel pianismo del giovanissimo McCoy Tyner - fino a quel momento non particolarmente conosciuto – che ha un approccio allo strumento molto dinamico e percussivo, con la ripetizione di voicing e di rapide cascate di note. Ulteriore novità è la riscoperta e l’utilizzo da parte di Trane del sax soprano che all’epoca era di fatto uno strumento caduto un po’ in disuso. Si parte dal pezzo forte, ovvero My favorite things , valzer di Rodgers e Hammerstein che Coltrane al sax soprano letteralmente scompone e ricompone a piacere, utilizzandone il tema dalla fragranza orientale come una sorta di mantra ripetuto con ipnotica ossessione, mentre Tyner sostiene il leader con blocchi granitici di accordi e l’improvvisazione si fa sempre più complicata ed avvolgente. Questo brano resterà una specie di marchio di fabbrica del saxofonista tanto che continuerà a riproporlo nei sui concerti, fino a trasfigurarlo e renderlo irriconoscibile come si può ascoltare nell’ultima performance di The Olatunji concert. In Everytime we say goodbye è lo spiccato senso melodico che emerge: Coltrane - sempre al soprano – e ancor più Tyner danno una magistrale prova di lirismo e anche Jones raffedda la sua batteria con un gioco di spazzole. Completano l’album due brani di Gershwin,Summertime che assume una vena decisamente drammatica nel tenore del leader e nel lavoro di Tyner e una solida versione di But not for me. Dalle stesse sedute di registrazione sono stati tratti altri due dischi importanti che vale la pena di ricordare: Coltrane plays the blues e soprattutto Coltrane’s sound con una dolcissima Central Park West e una versione di Body and soul da brividi, grazie soprattutto ad uno splendido Tyner.
Francesco Soliani – jazzer.it
Quattro brani, quattro standard per un disco storico, sorta di compendio di improvvisazione inciso con 3/4 di quello che sarà il suo quartetto storico; l’anima fortemente ritmica e percussiva che gli è propria prende le mosse dal drumming potente ed innovativo di Elvin Jones che è di continuo stimolo per il saxofonista, e si completa nel pianismo del giovanissimo McCoy Tyner - fino a quel momento non particolarmente conosciuto – che ha un approccio allo strumento molto dinamico e percussivo, con la ripetizione di voicing e di rapide cascate di note. Ulteriore novità è la riscoperta e l’utilizzo da parte di Trane del sax soprano che all’epoca era di fatto uno strumento caduto un po’ in disuso. Si parte dal pezzo forte, ovvero My favorite things , valzer di Rodgers e Hammerstein che Coltrane al sax soprano letteralmente scompone e ricompone a piacere, utilizzandone il tema dalla fragranza orientale come una sorta di mantra ripetuto con ipnotica ossessione, mentre Tyner sostiene il leader con blocchi granitici di accordi e l’improvvisazione si fa sempre più complicata ed avvolgente. Questo brano resterà una specie di marchio di fabbrica del saxofonista tanto che continuerà a riproporlo nei sui concerti, fino a trasfigurarlo e renderlo irriconoscibile come si può ascoltare nell’ultima performance di The Olatunji concert. In Everytime we say goodbye è lo spiccato senso melodico che emerge: Coltrane - sempre al soprano – e ancor più Tyner danno una magistrale prova di lirismo e anche Jones raffedda la sua batteria con un gioco di spazzole. Completano l’album due brani di Gershwin,Summertime che assume una vena decisamente drammatica nel tenore del leader e nel lavoro di Tyner e una solida versione di But not for me. Dalle stesse sedute di registrazione sono stati tratti altri due dischi importanti che vale la pena di ricordare: Coltrane plays the blues e soprattutto Coltrane’s sound con una dolcissima Central Park West e una versione di Body and soul da brividi, grazie soprattutto ad uno splendido Tyner.Francesco Soliani – jazzer.it
Track Listing
1. My Favorite Things
2. Every Time We Say Goodbye
3. Summertime
4. But Not For Me
5. My Favorite Things (Part 1) - (single version, bonus track)
6. My Favorite Things (Part 2) - (single version, bonus track)
Personnel:
John Coltrane (soprano & tenor saxophones);
McCoy Tyner (piano); Steve Davis (bass);
Elvin Jones (drums).
Recorded at Atlantic Studios, New York, New York on October 21, 24 & 26, 1960
Spoiler :
http://rapidshare.com/files/360059532/coltrane_favorite_things_japan.part1.rar
http://rapidshare.com/files/359992505/coltrane_favorite_things_japan.part2.rar
http://rapidshare.com/files/359992505/coltrane_favorite_things_japan.part2.rar
-
Grazie allo strepitoso successo ottenuto insieme a Charlie Byrd con "Jazz Samba", Stan Getz prosegue la sua ricerca nel mondo del...
-
Tony Bennett, nome d'arte di Anthony Dominick Benedetto, che poteva vantare il titolo onorifico di cantante preferito da Frank Sinatra,...
-
Registrato in un indimenticabile esibizione dal vivo il Il 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York, "Sunday At The Village Vang...
-
Album d’esordio per uno dei più grandi bassisti elettrici di tutti i tempi. Pubblicato prima di entrare nei mitici Weather Report, questo di...
-
Quello che quest’uomo sapeva fare con il pianoforte aveva dell’incredibile, così come la quantità di energia positiva che quel fragile corp...
Popular Posts
Elenco blog personale
-
Il cavaliere solitario (1958) HD - Buchanan, cavaliere texano errante, arriva in una cittadina, controllata da una potente famiglia corrotta, e salva un ragazzo messicano dal linciaggio. 4°...
-
La stirpe dei dannati (1964) DVD - Sei ragazzi venuti da ogni parte del mondo sono sottoposti a inquietanti test psicologici: hanno un’intelligenza superiore, leggono i pensieri degli altri...
-
test
< a href="http://feeds.feedburner.com/altervista/RLRp" rel="alternate">
< img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/11/c141.png" alt="" />
Iscriviti al Feed RSS < /a>
< a href="TUOFEED" rel="alternate">
< img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/11/c141.png" alt="" />
Iscriviti al Feed RSS < /a>
< img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/11/c141.png" alt="" />
Iscriviti al Feed RSS < /a>
classic
< a href="http://classicmovies.altervista.org/feed/" rel="alternate">
< img src="http://faq.files.wordpress.com/2006/11/c141.png" alt="" />
Iscriviti al Feed RSS < /a>
