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Ben Webster,
Bill Evans,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Michel Legrand,
Miles Davis,
Piano Jazz
Quando si hanno in studio musicisti come come Miles Davis, Bill Evans, John Coltrane, Ben Webster, Art Farmer, Donald Byrd, è difficile che qualcosa vada storto. Ma Michel Legrand, compositore francese di colonne sonore (due premi oscar) è andato oltre, ha impresso in maniera chiara e decisa il suo marchio a questa eccellente registrazione, arrangiando in maniera sublime 11 standard jazz, eseguiti magistralmente da tre diversi gruppi di all-star. Visto il risultato tutto questo lascia un po l'amaro in bocca perche, purtroppo, le escursioni di Legrand nel mondo del jazz sono state troppo poche e distanti tra di loro.
Tracks:
1 The Jitterbug Waltz
2 Nuages
3 A Night in Tunisia
4 Blue And Sentimental
5 Stompin' At The Savoy
6 Django
7 Wild Man Blues
8 Rosetta
9 'Round Midnight
10 Don't Get Around Much Anymore
11 In a Mist
Quando si hanno in studio musicisti come come Miles Davis, Bill Evans, John Coltrane, Ben Webster, Art Farmer, Donald Byrd, è difficile che qualcosa vada storto. Ma Michel Legrand, compositore francese di colonne sonore (due premi oscar) è andato oltre, ha impresso in maniera chiara e decisa il suo marchio a questa eccellente registrazione, arrangiando in maniera sublime 11 standard jazz, eseguiti magistralmente da tre diversi gruppi di all-star. Visto il risultato tutto questo lascia un po l'amaro in bocca perche, purtroppo, le escursioni di Legrand nel mondo del jazz sono state troppo poche e distanti tra di loro. 'Round Midnight
Recorded June 25, 27 and 30, 1958 in New York City.
Personnel: Michel Legrand (conductor-arranger); Phil Woods, Gene Quill (alto saxophone); John Coltrane, Seldon Powell, Ben Webster (tenor saxophone); Jerome Richardson (baritone saxophone, bass clarinet); Teo Macero (baritone saxophone); Frank Rehak, Bill Byers, Jimmy Cleveland, Ernie Royal, Art Farmer, Donald Byrd, Joe Wilder, Miles Davis (trumpet); James Buffington (French horn); Eddie Bert (trombone); Major Holly (tuba, bass); Herbie Mann (flute); Betty Glamann (harp); Eddie Costa, Don Elliot (vibraphone); Barry Galbraith (guitar); Bill Evans, Nat Pierce, Hank Jones (piano); Milt Hinton, Paul Chambers, George Duvivier (bass); Kenny Davis, Osie Johnson, Don Lamond (drums).
Tracks:
1 The Jitterbug Waltz
2 Nuages
3 A Night in Tunisia
4 Blue And Sentimental
5 Stompin' At The Savoy
6 Django
7 Wild Man Blues
8 Rosetta
9 'Round Midnight
10 Don't Get Around Much Anymore
11 In a Mist
Spoiler :
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1967,
Avant-Garde,
Free Jazz,
Jazz,
John Coltrane
Il sublime e misterioso testamento di Coltrane, che lo incise quando era già minato dal male che pochi mesi dopo lo portò alla tomba. Una musica in cui gli slanci e le furie del passato riappaiono solo a tratti, come fantasmi: mentre il clima dominante è di serena congiunzione panica con l'universo e con Dio. Pagina unica nella storia della musica è il diafano To Be, in cui Coltrane suona il flauto, evocando luoghi immaginari di pace assoluta. Un'opera di chi già sente di non essere più di questo mondo.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
To Be
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone, flute); Pharoah Sanders (flute, piccolo, tambourine); Alice Coltrane (piano); Jimmy Garrison (acoustic bass); Rashied Ali (drums).
Tracklist
01. Ogunde
02. To Be
03. Offering
04. Expression
05. Number One
Spoiler :
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1965,
Avant-Garde,
Free Jazz,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Opera infernale e celestiale, segna il punto di rottura del quartetto Coltrane, da cui Tyner ed Elvin Jones si staccarono subito dopo, gettando la spugna. Se si ha il coraggio di oltrepassare il paesaggio sonoro da fantascienza dei primi minuti - un diluvio di fischi e tambureggiamenti in cui nessun essere umano parrebbe potersi addentrare senza timore - si affronta un viaggio tra visioni sulfuree, urlanti, arroventate, e visioni cristalline, mormoranti, fresche e rigeneratrici. Coltrane costruì l'opera come un collage di cinque composizioni distinte, in cui le opposte polarità si alternano in modo sconcertante ma sagacemente pianificato; e i suoi assolo sono di una semplicità ascetica.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Serenity
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone, percussion); Pharoah Sanders (tenor saxophone, tambourine, bells); McCoy Tyner (piano); Jimmy Garrison (acoustic bass); Elvin Jones, Rashied Ali (drums).
Tracklist
01. The Father and The Son and The Holy Ghost
02. Compassion
03. Love
04. Consequences
05. Serenity
Spoiler :
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1965,
Avant-Garde,
Free Jazz,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
"Ascension" è il disco della svolta definitiva, Coltrane abbraccia completamente gli stilemi del free jazz e per l'occasione riunisce attorno al suo storico quartetto (McCoy Tyner, Elvin Jones, Jimmy Garrison), alcuni dei musicisti più importanti dell'avanguardia jazz (Eric Dolphy, Freddie Hubbard, Archie Shepp, Pharoah Sanders, Marion Brown, John Tchicai e altri).
Tracks:
1 Ascension [Edition II]
2 Ascension [Edition I]
"Ascension" è il disco della svolta definitiva, Coltrane abbraccia completamente gli stilemi del free jazz e per l'occasione riunisce attorno al suo storico quartetto (McCoy Tyner, Elvin Jones, Jimmy Garrison), alcuni dei musicisti più importanti dell'avanguardia jazz (Eric Dolphy, Freddie Hubbard, Archie Shepp, Pharoah Sanders, Marion Brown, John Tchicai e altri).
Ha scritto Arrigo Polillo: "Come aveva già fatto Coleman per Free Jazz, egli [Coltrane, N.d.R.] concepì la sua opera-esecuzione-rito come una serie di assoli liberamente improvvisati, raccordati fra loro da passaggi d'assieme preordinati; questi ultimi sono basati su accordi, però opzionali, mentre altre parti sono atonali. La giustapposizione di idee tonali a passaggi atonali, le sovrapposizioni di brandelli melodici a uno sfondo informale, magmatico, ribollente, la grande tensione dei gridanti assoli e il contrasto di questi con la polifonia collettiva, e infine il tempo veloce concorrono a creare un clima di grande eccitazione. Durante la registrazione - assicura chi c'era - le persone presenti in studio non poterono trattenersi dal gridare"[1].
[1] Arrigo Polillo, Jazz. La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana, Mondadori, Milano 2009, pag. 736.
Ascension [Edition II]
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); John Tchicai, Marion Brown (alto saxophone); Freddie Hubbard (tenor saxophone, trumpet); Pharoah Sanders, Archie Shepp (tenor saxophone); Dewey Johnson (trumpet); McCoy Tyner (piano); Elvin Jones (drums).
Tracks:
1 Ascension [Edition II]
2 Ascension [Edition I]
Spoiler :
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1964,
Avant-Garde,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Senza mezzi termini – perché proprio non ce ne possono essere – questo è il capolavoro, uno dei dischi più belli ed importanti di tutti i tempi (e non solo in ambito jazz), il punto più alto raggiunto dalla ricerca spirituale di un musicista per il quale la musica era divenuta un mezzo per elevarsi verso Dio. Così la lunga suite in quattro movimenti non è altro che un’esperienza mistica, un ringraziamento ed un abbandono verso il Creatore che con il suo “amore supremo” l’ha riportato sulla giusta via dopo un periodo di confusione. A love supreme è qualcosa che bisogna vivere, fin dall’invocazione iniziale di un uomo che mette a nudo la propria anima grazie al suo strumento. E dopo il ringraziamento, il proposito di fermezza – Resolution, appunto – con l’energia espressa dal sax e dall’intesa mai così perfetta del quartetto intero, a cui seguono la perseveranza (Pursuance ) e il salmo finale calibrati esempi di integrazione perfetta tra solisti.
Personnel: John Coltrane (vocals, tenor saxophone); Archie Shepp (tenor saxophone); McCoy Tyner (piano); Jimmy Garrison, Art Davis (bass); Elvin Jones (drums).
Senza mezzi termini – perché proprio non ce ne possono essere – questo è il capolavoro, uno dei dischi più belli ed importanti di tutti i tempi (e non solo in ambito jazz), il punto più alto raggiunto dalla ricerca spirituale di un musicista per il quale la musica era divenuta un mezzo per elevarsi verso Dio. Così la lunga suite in quattro movimenti non è altro che un’esperienza mistica, un ringraziamento ed un abbandono verso il Creatore che con il suo “amore supremo” l’ha riportato sulla giusta via dopo un periodo di confusione. A love supreme è qualcosa che bisogna vivere, fin dall’invocazione iniziale di un uomo che mette a nudo la propria anima grazie al suo strumento. E dopo il ringraziamento, il proposito di fermezza – Resolution, appunto – con l’energia espressa dal sax e dall’intesa mai così perfetta del quartetto intero, a cui seguono la perseveranza (Pursuance ) e il salmo finale calibrati esempi di integrazione perfetta tra solisti.Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: John Coltrane (vocals, tenor saxophone); Archie Shepp (tenor saxophone); McCoy Tyner (piano); Jimmy Garrison, Art Davis (bass); Elvin Jones (drums).
Tracks
1. Acknowledgement Part 1
2. Resolution Part 2
3. Pursuance Part 3
4. Psalm Part 4
Spoiler :
flac
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pass: sergingus
1963,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Johnny Hartman,
Saxophone Jazz,
Vocal Jazz
Straordinario e sottovalutato cantante per ogni stagione. La voce di Hartman si esalta col sax volutamente discreto di Coltrane e ne viene fuori un disco morbido , melodico , sentimentale dalla prima all’ultima nota. “ You’re too beautiful “ di Rodgers e Hart e “ The say it’s wonderful “ di Berlin sono uno stordimento , mentre “ Lush life “ sfida a duello la versione di Nat King Cole.
Straordinario e sottovalutato cantante per ogni stagione. La voce di Hartman si esalta col sax volutamente discreto di Coltrane e ne viene fuori un disco morbido , melodico , sentimentale dalla prima all’ultima nota. “ You’re too beautiful “ di Rodgers e Hart e “ The say it’s wonderful “ di Berlin sono uno stordimento , mentre “ Lush life “ sfida a duello la versione di Nat King Cole.100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Track List
1."They Say It's Wonderful"
2."Dedicated to You"
3."My One and Only Love"
4."Lush Life"
5."You Are Too Beautiful"
6."Autumn Serenade"
Personnel
John Coltrane – tenor sax;
Jimmy Garrison – double bass;
Johnny Hartman - vocals
Elvin Jones – drums;
McCoy Tyner – piano;
Spoiler :
mp3 320@kbps
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1960,
Avant-Garde,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Modal Music,
Saxophone Jazz
Quattro brani, quattro standard per un disco storico, sorta di compendio di improvvisazione inciso con 3/4 di quello che sarà il suo quartetto storico; l’anima fortemente ritmica e percussiva che gli è propria prende le mosse dal drumming potente ed innovativo di Elvin Jones che è di continuo stimolo per il saxofonista, e si completa nel pianismo del giovanissimo McCoy Tyner - fino a quel momento non particolarmente conosciuto – che ha un approccio allo strumento molto dinamico e percussivo, con la ripetizione di voicing e di rapide cascate di note. Ulteriore novità è la riscoperta e l’utilizzo da parte di Trane del sax soprano che all’epoca era di fatto uno strumento caduto un po’ in disuso. Si parte dal pezzo forte, ovvero My favorite things , valzer di Rodgers e Hammerstein che Coltrane al sax soprano letteralmente scompone e ricompone a piacere, utilizzandone il tema dalla fragranza orientale come una sorta di mantra ripetuto con ipnotica ossessione, mentre Tyner sostiene il leader con blocchi granitici di accordi e l’improvvisazione si fa sempre più complicata ed avvolgente. Questo brano resterà una specie di marchio di fabbrica del saxofonista tanto che continuerà a riproporlo nei sui concerti, fino a trasfigurarlo e renderlo irriconoscibile come si può ascoltare nell’ultima performance di The Olatunji concert. In Everytime we say goodbye è lo spiccato senso melodico che emerge: Coltrane - sempre al soprano – e ancor più Tyner danno una magistrale prova di lirismo e anche Jones raffedda la sua batteria con un gioco di spazzole. Completano l’album due brani di Gershwin,Summertime che assume una vena decisamente drammatica nel tenore del leader e nel lavoro di Tyner e una solida versione di But not for me. Dalle stesse sedute di registrazione sono stati tratti altri due dischi importanti che vale la pena di ricordare: Coltrane plays the blues e soprattutto Coltrane’s sound con una dolcissima Central Park West e una versione di Body and soul da brividi, grazie soprattutto ad uno splendido Tyner.
Francesco Soliani – jazzer.it
Quattro brani, quattro standard per un disco storico, sorta di compendio di improvvisazione inciso con 3/4 di quello che sarà il suo quartetto storico; l’anima fortemente ritmica e percussiva che gli è propria prende le mosse dal drumming potente ed innovativo di Elvin Jones che è di continuo stimolo per il saxofonista, e si completa nel pianismo del giovanissimo McCoy Tyner - fino a quel momento non particolarmente conosciuto – che ha un approccio allo strumento molto dinamico e percussivo, con la ripetizione di voicing e di rapide cascate di note. Ulteriore novità è la riscoperta e l’utilizzo da parte di Trane del sax soprano che all’epoca era di fatto uno strumento caduto un po’ in disuso. Si parte dal pezzo forte, ovvero My favorite things , valzer di Rodgers e Hammerstein che Coltrane al sax soprano letteralmente scompone e ricompone a piacere, utilizzandone il tema dalla fragranza orientale come una sorta di mantra ripetuto con ipnotica ossessione, mentre Tyner sostiene il leader con blocchi granitici di accordi e l’improvvisazione si fa sempre più complicata ed avvolgente. Questo brano resterà una specie di marchio di fabbrica del saxofonista tanto che continuerà a riproporlo nei sui concerti, fino a trasfigurarlo e renderlo irriconoscibile come si può ascoltare nell’ultima performance di The Olatunji concert. In Everytime we say goodbye è lo spiccato senso melodico che emerge: Coltrane - sempre al soprano – e ancor più Tyner danno una magistrale prova di lirismo e anche Jones raffedda la sua batteria con un gioco di spazzole. Completano l’album due brani di Gershwin,Summertime che assume una vena decisamente drammatica nel tenore del leader e nel lavoro di Tyner e una solida versione di But not for me. Dalle stesse sedute di registrazione sono stati tratti altri due dischi importanti che vale la pena di ricordare: Coltrane plays the blues e soprattutto Coltrane’s sound con una dolcissima Central Park West e una versione di Body and soul da brividi, grazie soprattutto ad uno splendido Tyner.Francesco Soliani – jazzer.it
Track Listing
1. My Favorite Things
2. Every Time We Say Goodbye
3. Summertime
4. But Not For Me
5. My Favorite Things (Part 1) - (single version, bonus track)
6. My Favorite Things (Part 2) - (single version, bonus track)
Personnel:
John Coltrane (soprano & tenor saxophones);
McCoy Tyner (piano); Steve Davis (bass);
Elvin Jones (drums).
Recorded at Atlantic Studios, New York, New York on October 21, 24 & 26, 1960
Spoiler :
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1960,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Schiacciato tra Giant Steps e My Favorite Things, questo disco non può competere con essi, ma contiene alcune pagine graziose, nei loro limiti. Sulla maggior parte dei brani, Coltrane è sostenuto dalla sezione ritmica di Miles Davis costituita da Wynton Kelly al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria.
Track listing
All songs composed by John Coltrane except where noted.
1. "Little Old Lady" (Hoagy Carmichael, Stanley Adams)
2. "Village Blues"
3. "My Shining Hour" (Harold Arlen)
* Johnny Mercer wrote lyrics for this song, but this recording is instrumental.
4. "Fifth House"
5. "Harmonique"
6. "Like Sonny"
7. "I'll Wait and Pray" (George Treadwell, Jerry Valentine)
8. "Some Other Blues"
Personnel
Recorded November 24, 1959, December 2, 1959 and October 21, 1960 in New York City.
* John Coltrane — tenor saxophone/soprano saxophone
* Wynton Kelly — piano (tracks 1, 3-7)
* McCoy Tyner — piano (track 2)
* Paul Chambers — bass (tracks 1, 3-7)
* Steve Davis — bass (track 2)
* Jimmy Cobb — drums (track 1, 3-7)
* Elvin Jones — drums (track 2)
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http://rapidshare.com/files/432812704/JC_C_JAZZ_24_96.part2.rar
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Track listing
All songs composed by John Coltrane except where noted.
1. "Little Old Lady" (Hoagy Carmichael, Stanley Adams)
2. "Village Blues"
3. "My Shining Hour" (Harold Arlen)
* Johnny Mercer wrote lyrics for this song, but this recording is instrumental.
4. "Fifth House"
5. "Harmonique"
6. "Like Sonny"
7. "I'll Wait and Pray" (George Treadwell, Jerry Valentine)
8. "Some Other Blues"
Personnel
Recorded November 24, 1959, December 2, 1959 and October 21, 1960 in New York City.
* John Coltrane — tenor saxophone/soprano saxophone
* Wynton Kelly — piano (tracks 1, 3-7)
* McCoy Tyner — piano (track 2)
* Paul Chambers — bass (tracks 1, 3-7)
* Steve Davis — bass (track 2)
* Jimmy Cobb — drums (track 1, 3-7)
* Elvin Jones — drums (track 2)
Spoiler :
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1959,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Nel 1959, Coltrane aveva già registrato molte volte al fianco di artisti come Miles Davis, Thelonious Monk, Sonny Rollins, Kenny Burrell, e Tadd Dameron, solo per citarne alcuni. Ma l’album “Giant Steps”, oltre a farlo conoscere pienamente come leader oltre che come sideman, ha segnato una svolta nella sua carriera. L'album è un capolavoro che ha imposto Coltrane nella scena jazz del suo tempo e lo ha reso uno delle icone della storia del jazz. “Giant Steps” è la sua prima registrazione in cui tutti i brani presentati portano la sua firma e il suo stile personale appare pienamente sviluppato. «John e musicisti sono entrati senza alcun spartito»: ricorda il produttore della sessione, Nesuhi Ertegun. «Ero preoccupato fino a quando non hanno iniziato a suonare, e ho capito che dovevano avere già provato a lungo. Ho notato che c'era molta meno conversazione che in qualsiasi altro gruppo con cui avevo registrato. John raramente parlava. Semplicemente indicava ai musicisti quello che voleva, e lui sembrava sapere esattamente quello che voleva in ogni momento. Dopo aver terminato la registrazione i musicisti hanno indossato i propri cappotti, raccolto i propri strumenti, e sono andati via».
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Tommy Flanagan, Wynton Kelly, Cedar Walton (piano); Paul Chambers (bass); Art Taylor, Lex Humphries, Jimmy Cobb (drums)
Nel 1959, Coltrane aveva già registrato molte volte al fianco di artisti come Miles Davis, Thelonious Monk, Sonny Rollins, Kenny Burrell, e Tadd Dameron, solo per citarne alcuni. Ma l’album “Giant Steps”, oltre a farlo conoscere pienamente come leader oltre che come sideman, ha segnato una svolta nella sua carriera. L'album è un capolavoro che ha imposto Coltrane nella scena jazz del suo tempo e lo ha reso uno delle icone della storia del jazz. “Giant Steps” è la sua prima registrazione in cui tutti i brani presentati portano la sua firma e il suo stile personale appare pienamente sviluppato. «John e musicisti sono entrati senza alcun spartito»: ricorda il produttore della sessione, Nesuhi Ertegun. «Ero preoccupato fino a quando non hanno iniziato a suonare, e ho capito che dovevano avere già provato a lungo. Ho notato che c'era molta meno conversazione che in qualsiasi altro gruppo con cui avevo registrato. John raramente parlava. Semplicemente indicava ai musicisti quello che voleva, e lui sembrava sapere esattamente quello che voleva in ogni momento. Dopo aver terminato la registrazione i musicisti hanno indossato i propri cappotti, raccolto i propri strumenti, e sono andati via».Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Tommy Flanagan, Wynton Kelly, Cedar Walton (piano); Paul Chambers (bass); Art Taylor, Lex Humphries, Jimmy Cobb (drums)
Track List: 1. Giant Steps 2. Cousin Mary 3. Countdown 4. Spiral 5. Syeeda's Song Flute 6. Naima 7. Mr. P.C
Spoiler :
mp3@220kbps
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1957,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
L’esplorazione del mondo musicale di Coltrane non può che partire da questo disco che – seppur presentando qualche piccola imperfezione – si distingue particolarmente tra la sua produzione del periodo. Il saxofonista sta suonando e riscuotendo finalmente consensi con il gruppo di Davis, ma sta anche iniziando a sperimentare una strada personale che ben presto lo porterà a risultati davvero lontanissimi per concezione armonica e tematica. Qui l’impianto è sostanzialmente hard-bop, a partire proprio dalla formazione comprendente tre fiati e dai cinque brani – tutti scritti dal leader eccetto uno - fortemente permeati dal blues. Il disco si apre in modo perentorio e spettacolare con la title-track nella quale il tema è esposto all’unisono da sax e tromba ai quali si aggiunge il trombone nella seconda strofa per aumentarne l’intensità sonora e timbrica, ad esso segue un assolo di Coltrane di una fluidità strepitosa e lo squillante blues di Morgan. Da ricordare anche l’assolo di Kenny Drew particolarmente ispirato. Moment’s notice e Locomotion sono ancora due blues presi ad un tempo velocissimo – soprattutto il secondo – dove il leader può espandere le sue idee innovative e dove i compagni non sfigurano, sia per gli interventi individuali sia per la notevole coesione di gruppo. I’m old fashioned è una vecchia ballad di Kern e Mercer: il ritmo rallenta e Trane può sfoggiare tutta la liricità del suo tenore in un assolo toccante seguito da quello di Fuller e dall’ottimo Drew. Lazy bird , brano dalla scintillante dinamica, chiude più che degnamente un disco che rappresenta un punto di riferimento non solo per il suo autore, ma per un certo modo di concepire e suonare il jazz.
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Curtis Fuller (trombone); Kenny Drew (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums)
Tracks: 1. Blue Train 2. Moment's Notice 3. Locomotion 4. I'm Old Fashioned 5. Lazy Bird
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Curtis Fuller (trombone); Kenny Drew (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums)
Tracks: 1. Blue Train 2. Moment's Notice 3. Locomotion 4. I'm Old Fashioned 5. Lazy Bird
Spoiler :
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pass: sergingus
pass: sergingus
1957,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Messo sotto contratto per la Prestige da Bob Weinstock, il 31 maggio del 1957 John Coltrane registra il suo primo album da solista con tanto di presentazione sulla copertina originale come “ the new saxophone star “. Nonostante la Prestige preferiva che le sperimentazioni venissero fatte altrove (Coltrane incideva anche per la Savoy e la Blue Note), questo disco risulta uno dei più appetibili per capire l’arte coltraniana : jam sessions bellissimine su arrangiamenti essenziali. Un periodo importante per il sassofonista , il quale era in piena fase di ricerca e, pur possedendo già una tecnica mostruosa, lavorava molto per trovare il proprio stile nonchè l’evoluzione tecnica del cosiddetto “ sheets of sound “, quel fraseggio lungo e veloce fino a miscelare le note in un costante e progressivo innalzamento o abbassamento delle stesse che troverà l’apoteosi qualche mese dopo in “ Blue Train “ .
Mauro Ronconi
* John Coltrane, tenor saxophone
* Johnny Splawn, trumpet (tracks 1,3-6)
* Sahib Shihab, baritone saxophone (tracks 1,4,6)
* Mal Waldron, piano (tracks 4-6)
* Red Garland, piano (tracks 1-3)
* Paul Chambers, bass
* Albert "Tootie" Heath, drums
Track listing:
1. "Bakai"
2. "Violets for Your Furs"
3. "Time Was"
4. "Straight Street"
5. "While My Lady Sleeps"
6. "Chronic Blues"
Spoiler :
mp3@320kbps
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1956,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz,
Sonny Rollins
Tenor Madness rappresenta l’incontro tra i due jazzisti che più di tutti hanno dato forma al suono moderno del sax tenore. Il fatto che Coltrane e Rollins abbiamo registrato insieme solo una volta (solo sulla traccia che dà il nome all’album) dà a questo incontro un’importanza storica ancora maggiore. Rollins e Coltrane avevano già incrociato le loro strade e suonato sullo stesso palco in un paio di occasioni. Inoltre entrambi avevano poi fatto parte di gruppi guidati da Miles Davis ed entrambi avevano sviluppato una voce personalissima sul loro strumento, ispirandosi a vicenda. Tuttavia nel 1956, quando ha avuto luogo la registrazione di Tenor Madness, Rollins era già sulla strada per diventare un grande nome, mentre Trane era ancora in gran parte un sideman. In effetti, questa registrazione prevedeva esclusivamente Rollins in un quartetto formato dalla sezione ritmica di Miles Davis di quel periodo. Coltrane è venuto in studio come ospite, armato con il suo sassofono. Dopo quell’occasione, Coltrane suggerì più volte a Rollins di registrare un album completo insieme, ma purtroppo questo non accaduto.
Sonny Rollins Quartet: Sonny Rollins (tenor saxophone); Red Garland (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums).
Additional personnel: John Coltrane (tenor saxophone).
Tracks: 1. Tenor Madness 2. When Your Lover Has Gone 3. Paul's Pal 4. My Reverie 5. Most Beautiful Girl in the World, The
Tenor Madness rappresenta l’incontro tra i due jazzisti che più di tutti hanno dato forma al suono moderno del sax tenore. Il fatto che Coltrane e Rollins abbiamo registrato insieme solo una volta (solo sulla traccia che dà il nome all’album) dà a questo incontro un’importanza storica ancora maggiore. Rollins e Coltrane avevano già incrociato le loro strade e suonato sullo stesso palco in un paio di occasioni. Inoltre entrambi avevano poi fatto parte di gruppi guidati da Miles Davis ed entrambi avevano sviluppato una voce personalissima sul loro strumento, ispirandosi a vicenda. Tuttavia nel 1956, quando ha avuto luogo la registrazione di Tenor Madness, Rollins era già sulla strada per diventare un grande nome, mentre Trane era ancora in gran parte un sideman. In effetti, questa registrazione prevedeva esclusivamente Rollins in un quartetto formato dalla sezione ritmica di Miles Davis di quel periodo. Coltrane è venuto in studio come ospite, armato con il suo sassofono. Dopo quell’occasione, Coltrane suggerì più volte a Rollins di registrare un album completo insieme, ma purtroppo questo non accaduto.Sonny Rollins Quartet: Sonny Rollins (tenor saxophone); Red Garland (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums).
Additional personnel: John Coltrane (tenor saxophone).
Tracks: 1. Tenor Madness 2. When Your Lover Has Gone 3. Paul's Pal 4. My Reverie 5. Most Beautiful Girl in the World, The
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Pass: sergingus
Pass: sergingus
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