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1963,
Jazz,
Sarah Vaughan,
Vocal Jazz
Sarah Vaughan torna ad incidere per la Mercury dopo cinque anni passati con la Roulette. Questo CD è la versione integrale dei due concerti tenuti dalla vocalist al teatro Tivoli Garden di Copenaghen il 18 e il 21 luglio 1963. Insieme a lei il trio del pianista Kirk Stuart con Charles Williams al basso , George Hughes alla batteria e la produzione divina di Quincy Jones. Trentadue canzoni cariche di carisma scelte dal suo repertorio migliore tra acrobazie vocali sopra ritmo e melodia con estrema libertà, salti di tempo , ascese sugli acuti, discese sul registro più grave con una fantasia illimitata. Da segnalare “ I Feel Pretty “ il valzer di West Side Story trasformato dopo il refrain d’apertura in un 4/4 strepitoso, “ Sometimes I'm Happy “ dal vertiginoso fraseggio scat, “ Sassy’s Blues “ dove la sua voce sembra uno strumento perfetto, gli sbalzi tonali tra il chiaro e lo scuro nelle ballad “ Lover Man “, “ I Cried For You “ , “ Maria “, lo swing di “ The Lady’s In Love With You “. Un gioiello di arte vocale in un percorso originale che muta e si evolve di volta in volta.
Mauro Ronconi
Sarah Vaughan
Kirk Stuart; Piano
Charles Williams; Bass
George Hughes; Drums
Disc 1
1 I Feel Pretty 2 Misty 3 What Is This Thing Called Love 4 Lover Man 5 Sometimes I'm Happy 6 Won't You Come Home, Bill Bailey 7 Tenderly 8 Sassy's Blues 9 Polka Dots And Moonbeams 10 I Cried For You 11 Poor Butterfly 12 I Could Write A Book 13 Time After Time 14 All Of Me 15 I Hadn't Anyone Till You 16 I Can't Give You Anything But Love Disc 2
1 I'll Be Seeing You 2 Maria 3 Day In, Day Out 4 Fly Me To The Moon 5 Baubles, Bangles And Beads 6 The Lady's In Love With You 7 Honeysuckle Rose 8 What Is This Thing Called Love 9 Lover Man 10 I Cried For You 11 The More I See You 12 Say It Isn't So 13 Black Coffee 14 Just One Of Those Things 15 On Green Dolphin Street 16 Over The RainbowSpoiler :
mp3@256kbps
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1963,
Bill Evans,
Jazz,
Piano Jazz
Una delle teorie-intuizioni più importanti nella storia del jazz moderno. L'improvvisazione con tre pianoforti sovrapposti utilizzando il procedimento tecnico delle sovraincisioni per una sorta di interplay solitario.Conversation with Myself diventa così un vero e proprio interrrogarsi e rispondersi in vari stati d'animo dell'artista. Alla base della geniale idea di realizzare una musica per trio suonata da un unico musicista ci sono gli insegnamenti del grande Lennie Tristano [...] Evans si addentra in questo straordinario universo e lo scruta senza sosta nei più nascosti angoli sonori, catturando l'essenza della sua musica e del suo espressivo pianismo. [...]
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana >
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Una delle teorie-intuizioni più importanti nella storia del jazz moderno. L'improvvisazione con tre pianoforti sovrapposti utilizzando il procedimento tecnico delle sovraincisioni per una sorta di interplay solitario.Conversation with Myself diventa così un vero e proprio interrrogarsi e rispondersi in vari stati d'animo dell'artista. Alla base della geniale idea di realizzare una musica per trio suonata da un unico musicista ci sono gli insegnamenti del grande Lennie Tristano [...] Evans si addentra in questo straordinario universo e lo scruta senza sosta nei più nascosti angoli sonori, catturando l'essenza della sua musica e del suo espressivo pianismo. [...]1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana >
Stella by Starlight
Bill Evans - Conversations with Myself
01-'Round Midnight
02-How About You_
03-Spartacus Love Theme
04-Blue Monk
05-Stella by Starlight
06-Hey, There
07-N Y C 's No Lark
08-Just You, Just Me
09-Bemsha Swing
10-A Sleepin' Bee
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1963,
Bossa Nova,
Brazilian Jazz,
Jazz,
João Gilberto,
Stan Getz
Grazie allo strepitoso successo ottenuto insieme a Charlie Byrd con "Jazz Samba", Stan Getz prosegue la sua ricerca nel mondo della bossa nova. Nel 1963 Getz invita negli States due dei migliori interpreti di questa corrente musicale: il chitarrista/cantante João Gilberto e il compositore/pianista Antonio Carlos Jobim, i tre registrano negli studi A&R di New York il leggendario album "Getz/Gilberto", forse la massima espressione della bossa nova, un disco dalla bellezza universale: uno di quei rari dischi jazz su cui l'elite purista e il pubblico di massa sono in totale accordo. L'album ha un successo planetario, grazie soprattutto a uno degli hit single più venduti della storia del jazz "The Girl From Ipanema", cantata in inglese dalla moglie di João, Astrud Gilberto, che curiosamente fino ad allora non aveva mai cantato a livello professionale.
Personnel:
Stan Getz - sax tenore
João Gilberto - chitarra, voce
Antonio Carlos Jobim - pianoforte
Sebastião Neto - contrabbasso
Milton Banana - batteria
Astrud Gilberto - voce
Tracks:
1 The Girl From Ipanema
2 Doralice
3 Para Machucar Meu Coração
4 Desafinado
5 Corcovado
6 Só Danço Samba
7 O Grande Amor
8 Vivo Sonhando
Grazie allo strepitoso successo ottenuto insieme a Charlie Byrd con "Jazz Samba", Stan Getz prosegue la sua ricerca nel mondo della bossa nova. Nel 1963 Getz invita negli States due dei migliori interpreti di questa corrente musicale: il chitarrista/cantante João Gilberto e il compositore/pianista Antonio Carlos Jobim, i tre registrano negli studi A&R di New York il leggendario album "Getz/Gilberto", forse la massima espressione della bossa nova, un disco dalla bellezza universale: uno di quei rari dischi jazz su cui l'elite purista e il pubblico di massa sono in totale accordo. L'album ha un successo planetario, grazie soprattutto a uno degli hit single più venduti della storia del jazz "The Girl From Ipanema", cantata in inglese dalla moglie di João, Astrud Gilberto, che curiosamente fino ad allora non aveva mai cantato a livello professionale.Personnel:
Stan Getz - sax tenore
João Gilberto - chitarra, voce
Antonio Carlos Jobim - pianoforte
Sebastião Neto - contrabbasso
Milton Banana - batteria
Astrud Gilberto - voce
Tracks:
1 The Girl From Ipanema
2 Doralice
3 Para Machucar Meu Coração
4 Desafinado
5 Corcovado
6 Só Danço Samba
7 O Grande Amor
8 Vivo Sonhando
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1963,
Bop,
Coleman Hawkins,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz,
Sonny Rollins
Un disco la cui descrizione verbale può suonare incredibile a chi non l'ha mai ascoltato. Rollins, sopra un sostegno armonico vago e ambiguo, chiama accanto a se‚ il suo maestro Coleman Hawkins: e Hawkins, in questo contesto d'avanguardia, gli ruba il centro della scena, sospingendolo - per distinguersi - verso scelte estreme: fischi, suoni raschianti, doppie note. Un esaltante dialogo attraverso le generazioni, sul senso stesso e sul destino del jazz.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel: Sonny Rollins, Coleman Hawkins (tenor saxophone); Don Cherry (trumpet); Paul Bley (piano); Bob Cranshaw, Henry Grimes (bass); Roy McCurdy, Billy Higgins (drums).
Tracks:
1. Yesterdays
2. All The Things You Are
3. Summertime
4. Just Friends
5. Lover Man
6. At McKies'
Un disco la cui descrizione verbale può suonare incredibile a chi non l'ha mai ascoltato. Rollins, sopra un sostegno armonico vago e ambiguo, chiama accanto a se‚ il suo maestro Coleman Hawkins: e Hawkins, in questo contesto d'avanguardia, gli ruba il centro della scena, sospingendolo - per distinguersi - verso scelte estreme: fischi, suoni raschianti, doppie note. Un esaltante dialogo attraverso le generazioni, sul senso stesso e sul destino del jazz.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Yesterdays
Personnel: Sonny Rollins, Coleman Hawkins (tenor saxophone); Don Cherry (trumpet); Paul Bley (piano); Bob Cranshaw, Henry Grimes (bass); Roy McCurdy, Billy Higgins (drums).
Tracks:
1. Yesterdays
2. All The Things You Are
3. Summertime
4. Just Friends
5. Lover Man
6. At McKies'
Spoiler :
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1963,
Guitar Jazz,
Jazz,
Kenny Burrell
Kenny Burrel è uno dei chitarristi più bravi e tecnicamente dotati in circolazione, eppure, stranamente, non ha mai raggiunto i livelli di notorietà di altri chitarristi come Wes Montgomery o George Benson. Formatosi alla scuola di Charlie Christian, Burrel dispone di un'eccellente tecnica strumentale abbinata a uno stile raffinato e melodico, predilige le atmosfere bluesy, di cui ne possiede lo spirito. Midnight Blue, del 1963, è il disco più celebre nella sua impressionante discografia personale, considerato ormai un classico dagli appassionati dell'acid jazz e del mondo soul/groove.
Tracks:
1. Chitlins con Carne
2. Mule
3. Soul Lament
4. Midnight Blue
5. Wavy Gravy
6. Gee Baby Ain't I Good to You
7. Saturday Night Blues
8. Kenny's Sound (bonus track)
9. K Twist (bonus track)
Personnel:
Kenny Burrell (guitar)
Stanley Turrentine (tenor saxophone)
Major Holley, Jr. (bass)
Bill English (drums)
Ray Barretto (congas)
Kenny Burrel è uno dei chitarristi più bravi e tecnicamente dotati in circolazione, eppure, stranamente, non ha mai raggiunto i livelli di notorietà di altri chitarristi come Wes Montgomery o George Benson. Formatosi alla scuola di Charlie Christian, Burrel dispone di un'eccellente tecnica strumentale abbinata a uno stile raffinato e melodico, predilige le atmosfere bluesy, di cui ne possiede lo spirito. Midnight Blue, del 1963, è il disco più celebre nella sua impressionante discografia personale, considerato ormai un classico dagli appassionati dell'acid jazz e del mondo soul/groove.Midnight Blue
Tracks:
1. Chitlins con Carne
2. Mule
3. Soul Lament
4. Midnight Blue
5. Wavy Gravy
6. Gee Baby Ain't I Good to You
7. Saturday Night Blues
8. Kenny's Sound (bonus track)
9. K Twist (bonus track)
Personnel:
Kenny Burrell (guitar)
Stanley Turrentine (tenor saxophone)
Major Holley, Jr. (bass)
Bill English (drums)
Ray Barretto (congas)
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1963,
Cool,
Jazz,
Paul Desmond,
Saxophone Jazz
Personnel: Paul Desmond (alto saxophone); Jim Hall (guitar); Gene Cherico, Gene Wright (bass); Connie Kay (drums)
Tracks:
01. Take Ten
02. El Prince
03. Alone Together
04. Embarcadero
05. The Theme From Black Orpheus
06. Nancy
07. Samba De Orpheu
08. The One I Love Belongs To Somebody Else
09. Out Of Nowhere
10. Embarcadero (alternate take)
11. El Prince (alternate take)
No, il titolo di questo disco non è Take Five ma Take Ten. Certamente questa dovrebbe essere presa come una chiara allusione che non fu Dave Brubeck ma Paul Desmond il compositore di quel best-seller che vendette milioni di copie. Durante la registrazione Jim Hall fu più che un sostituto per il piano, contribuì infatti ad un nuovo colore del sound del quartetto mutuando alcune influenze dalla bossa nova. I brani sono ariosi e facilmente fruibili e lasciano spazio alle idee dei solisti. Splendidi i tre brani 'Alone Together', 'Nancy' and 'The One I Love' i cui arrangiamenti creati ad hoc in studio dimostrano quanta familiarità si era stabilita tra i musicisti, quanto si ascoltavano l'un l'altro, si rispondevano e quanto mantenevano fluido il loro dialogo.
Take Ten
Personnel: Paul Desmond (alto saxophone); Jim Hall (guitar); Gene Cherico, Gene Wright (bass); Connie Kay (drums)
Tracks:
01. Take Ten
02. El Prince
03. Alone Together
04. Embarcadero
05. The Theme From Black Orpheus
06. Nancy
07. Samba De Orpheu
08. The One I Love Belongs To Somebody Else
09. Out Of Nowhere
10. Embarcadero (alternate take)
11. El Prince (alternate take)
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1963,
Jazz,
Jazz Blues,
Mose Allison,
Vocal Jazz
Mose Allison è un arista di difficile collocazione, questo “piccolo bianco del sud” (era originario del Mississippi) nella sua lunghissima carriera ha scritto e interpretato i più disparati generi musicali dal blues al boogie–woogie, dal country al jazz passando per la musica pop. Pianista elegantissimo, autore di testi intelligenti, mai banali, sono molti gli artisti che gli devono molto: gli Who, che hanno ripreso la sua “Young man’s Blues”, i Clash che hanno inserito nel loro capolavoro “Sandinista” la celebre “Look Here” e poi ancora Elvis Costello, Ray Davies fino a Van Morrison, che ha dedicato a Mose nientemeno che un disco intero, “Tell Me Something”. Questa raccolta presenta alcune session del periodo Blue Note, registrate tra il 1957 e il 1959, tra i brani spiccano il blues "Seventh Son" di Willie Dixon, Don't Get Around Much Anymore" di Duke Ellington e la sua "Young Man's Blues".
Personnel: Mose Allison (vocals, trumpet, piano); Taylor La Fargue, Addison Farmer (upright bass); Frank Isola, Nick Stabulas, Ronnie Free (drums).
Tracks:
1. Seventh Son, The
2. Eyesight to the Blind
3. Do Nothin' till You Hear From Me
4. Lost Mind
5. I've Got a Right to Cry
6. Baby, Let Me Hold Your Hand
7. Parchman Farm
8. If You Live
9. Don't Get Around Much Anymore
10. One Room Country Shack
11. I Hadn't Anyone till You
12. Young Man's Blues
13. That's Alright
14. Blueberry Hill - (bonus track)
15. Trouble in Mind - (bonus track)
16. Creek Bank - (bonus track)
Mose Allison è un arista di difficile collocazione, questo “piccolo bianco del sud” (era originario del Mississippi) nella sua lunghissima carriera ha scritto e interpretato i più disparati generi musicali dal blues al boogie–woogie, dal country al jazz passando per la musica pop. Pianista elegantissimo, autore di testi intelligenti, mai banali, sono molti gli artisti che gli devono molto: gli Who, che hanno ripreso la sua “Young man’s Blues”, i Clash che hanno inserito nel loro capolavoro “Sandinista” la celebre “Look Here” e poi ancora Elvis Costello, Ray Davies fino a Van Morrison, che ha dedicato a Mose nientemeno che un disco intero, “Tell Me Something”. Questa raccolta presenta alcune session del periodo Blue Note, registrate tra il 1957 e il 1959, tra i brani spiccano il blues "Seventh Son" di Willie Dixon, Don't Get Around Much Anymore" di Duke Ellington e la sua "Young Man's Blues". Personnel: Mose Allison (vocals, trumpet, piano); Taylor La Fargue, Addison Farmer (upright bass); Frank Isola, Nick Stabulas, Ronnie Free (drums).
Tracks:
1. Seventh Son, The
2. Eyesight to the Blind
3. Do Nothin' till You Hear From Me
4. Lost Mind
5. I've Got a Right to Cry
6. Baby, Let Me Hold Your Hand
7. Parchman Farm
8. If You Live
9. Don't Get Around Much Anymore
10. One Room Country Shack
11. I Hadn't Anyone till You
12. Young Man's Blues
13. That's Alright
14. Blueberry Hill - (bonus track)
15. Trouble in Mind - (bonus track)
16. Creek Bank - (bonus track)
Spoiler :
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1963,
Avant-Garde,
Charles Mingus,
Jazz,
Post-Bop
Armstrong, Ellington, Parker attraverso attraverso cinquant'anni di jazz, da New Orleans al free-jazz passando per il be bop ed il gospel. Con questa opera di enorme rilevanza estetica, Mingus raggiunge la conciliazione tra composizione e improvvisazione. [...] The Black Saint And The Sinner Lady è una costante esplorazione in chiaroscuro immersa dentro le sonorità sospese e rarefatte di un jazz così vasto da non essere ricondotto ad alcuna metodologia critica. Un crescendo di sensazioni infinite e ricche di dettagli, di orchestrazioni a grandi scale. [...]
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Armstrong, Ellington, Parker attraverso attraverso cinquant'anni di jazz, da New Orleans al free-jazz passando per il be bop ed il gospel. Con questa opera di enorme rilevanza estetica, Mingus raggiunge la conciliazione tra composizione e improvvisazione. [...] The Black Saint And The Sinner Lady è una costante esplorazione in chiaroscuro immersa dentro le sonorità sospese e rarefatte di un jazz così vasto da non essere ricondotto ad alcuna metodologia critica. Un crescendo di sensazioni infinite e ricche di dettagli, di orchestrazioni a grandi scale. [...]1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Personnel: Charles Mingus (piano); Jay Berliner (guitar); Jerome Richardson (flute, soprano saxophone, baritone saxophone); Dick Hafer (flute, tenor saxophone); Charlie Manano, Charlie Mariano (alto saxophone); Richard Gene Williams , Rolf Ericson (trumpet); Quentin Jackson (trombone); Don Butterfield (tuba); Jaki Byard (piano); Dannie Richmond (drums).
Tracks
01-Track A Solo dancer
02-Track B Duet solo dancers
03-Track C Group dancers
04-Mode D Trio and group dancers; Mode E Single solos and group dance; Mode F Group and solo dance
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1963,
Hard Bop,
Hot Topic,
Jazz,
Joe Henderson,
Saxophone Jazz
Nel suo primo disco inciso come leader, Henderson mostra subito quelle che sono le caratteristiche del suo sax: spiccata propensione per la resa melodica dei brani con una particolare attenzione a mantenere costantemente un suono pulito e cantabile. E’, ovviamente, soprattutto nelle ballad – come la suadente La mesha – che questo si avverte maggiormente, ma anche in un blues veloce come Homestretch dove appare qualche ruvidezza, il sax di Henderson non rinuncia alla scorrevolezza. Il disco contiene sei brani di cui quattro firmati dal leader; gli altri due, il famoso Blue bossa e il già citato La mesha sono di Kenny Dorham e come spesso accade con i brani scritti dal grande trombettista hanno un andamento latineggiante. La sezione ritmica, seppur non molto rodata, svolge un lavoro molto preciso con un McCoy Tyner che, forse per assecondare il leader, lascia da parte i suoi famosi cluster di note privilegiando la melodia. Tra i brani spicca Jinrikisha sia per lo splendido assolo iniziale di Henderson a cui fa eco quello perentorio di Dorham, sia per l’ottima intesa di tutto il quintetto.
Francesco Soliani – jazzer.it
Nel suo primo disco inciso come leader, Henderson mostra subito quelle che sono le caratteristiche del suo sax: spiccata propensione per la resa melodica dei brani con una particolare attenzione a mantenere costantemente un suono pulito e cantabile. E’, ovviamente, soprattutto nelle ballad – come la suadente La mesha – che questo si avverte maggiormente, ma anche in un blues veloce come Homestretch dove appare qualche ruvidezza, il sax di Henderson non rinuncia alla scorrevolezza. Il disco contiene sei brani di cui quattro firmati dal leader; gli altri due, il famoso Blue bossa e il già citato La mesha sono di Kenny Dorham e come spesso accade con i brani scritti dal grande trombettista hanno un andamento latineggiante. La sezione ritmica, seppur non molto rodata, svolge un lavoro molto preciso con un McCoy Tyner che, forse per assecondare il leader, lascia da parte i suoi famosi cluster di note privilegiando la melodia. Tra i brani spicca Jinrikisha sia per lo splendido assolo iniziale di Henderson a cui fa eco quello perentorio di Dorham, sia per l’ottima intesa di tutto il quintetto.Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel:
Joe Henderson, tenor saxophone
Kenny Dorham, trumpet
McCoy Tyner, piano
Butch Warren, bass
Pete La Roca, drums
Tracks:
1 Blue Bossa - Dorham
2 La Mesha - Dorham
3 Homestretch - Henderson
4 Recorda Me - Henderson
5 Jinrikisha - Henderson
6 Out of the Night - Henderson
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1963,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Johnny Hartman,
Saxophone Jazz,
Vocal Jazz
Straordinario e sottovalutato cantante per ogni stagione. La voce di Hartman si esalta col sax volutamente discreto di Coltrane e ne viene fuori un disco morbido , melodico , sentimentale dalla prima all’ultima nota. “ You’re too beautiful “ di Rodgers e Hart e “ The say it’s wonderful “ di Berlin sono uno stordimento , mentre “ Lush life “ sfida a duello la versione di Nat King Cole.
Straordinario e sottovalutato cantante per ogni stagione. La voce di Hartman si esalta col sax volutamente discreto di Coltrane e ne viene fuori un disco morbido , melodico , sentimentale dalla prima all’ultima nota. “ You’re too beautiful “ di Rodgers e Hart e “ The say it’s wonderful “ di Berlin sono uno stordimento , mentre “ Lush life “ sfida a duello la versione di Nat King Cole.100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Track List
1."They Say It's Wonderful"
2."Dedicated to You"
3."My One and Only Love"
4."Lush Life"
5."You Are Too Beautiful"
6."Autumn Serenade"
Personnel
John Coltrane – tenor sax;
Jimmy Garrison – double bass;
Johnny Hartman - vocals
Elvin Jones – drums;
McCoy Tyner – piano;
Spoiler :
mp3 320@kbps
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1963,
Dexter Gordon,
Jazz
Considerato uno dei primi veri sassofonisti tenore del bebop, Dexter Gordon (1923-1990), ha iniziato la sua carriera professionale giovanissimo, suonando nell'orchestre di Lionel Hampton e Billy Eckstine. Ha suonato come freelance praticamente con tutti i grandi nomi del jazz - Louis Armstrong, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Charlie Mingus - ma il suo vero maestro fu Lester Young che ne influenzò fortemente lo stile. Nel 1962 si stabilisce in Europa registrando spesso con musicisti di passaggio. Supportato da Bud Powell, Kenny Clarke e dal contrabbassista francese Pierre Michelot, incide a Parigi, uno dei migliori dischi della storia del jazz "Our Man In Paris", un'autentica pietra miliare dell'hard bop, che conferma la grandezza di questo straordinario musicista.
Personnel:
Dexter Gordon (tenor saxophone);
Bud Powell (piano);
Pierre Michelot (bass);
Kenny Clarke (drums)
Tracks:
1. Scrapple From The Apple
2. Willow Weep For Me
3. Broadway
4. Stairway To The Stars
5. Night In Tunisia, A
6. Our Love Is Here To Stay - (bonus track)
7. Like Someone In Love - (bonus track)
Spoiler :
MP3 | 320kbps
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