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Introdotto dalla splendida foto di copertina e forse ascrivibile più a Marcus Miller – che ha scritto quasi tutti i temi e vi ha suonato basso elettrico, synth, sax soprano, clarinetto basso, chitarra e drum machine – Tutu è senza dubbio il canto del cigno del trombettista. Dedicato all’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Nobel per la pace nel 1984 per la sua lotta contro l’apartheid, il disco si presenta come una serie di brani – forse non memorabili ma decisamente accattivanti – nei quali, grazie soprattutto all’elettronica, vengono fusi assieme elementi melodie orecchiabili, beat metropolitani, orchestrazioni ottenute con i synth, rapidi vamp ipnotici. Il tutto è tenuto assieme dal pulsare del basso elettrico di Miller e dal suono evocativo, quasi un lamento, della tromba con sordina di Davis; certo il risultato è poco spontaneo, ma Davis è davvero in buona forma e riesce ancora ad incantare soprattutto in brani come Tomaas, Portia, Full Nelson (Mandela) e la title-track. Disco che mantiene un alto livello e che, pur non essendo l’ultimo in assoluto, chiude la carriera di un musicista che non si è mai guardato indietro, che ha voluto sempre ferocemente trovare nuove strade e che non è sceso a patti con nessuno, per affermare sempre e comunque la sua autonomia e il suo lucido pensiero; considerando anche che non vi è un “giusto o sbagliato” in questo, credo che gli si debba tributare – se non la massima stima – almeno il massimo rispetto.


Francesco Soliani  –  http://www.jazzer.it




Tutu




Personnel: Miles Davis (trumpet); Marcus Miller (various instruments, bass, programming); George Duke (various instruments); Michael Urbaniak (electric violin); Adam Holzman (synthesizer, programming); Bernard Wright (synthesizer); Omar Hakim (drums, percussion); Steve Reid, Paulinho Da Costa (percussion); Jason Miles (programming).

Tracks:
1 Tutu
2 Tomaas
3 Portia
4 splatch
5 Backyard Ritual
6 Perfect Way
7 Don't Lose Your Mind
8 Full Nelson



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Dopo un  periodo di assoluto silenzio, durato quasi dieci anni, Patti Smith “la poetessa del rock”, torna clamorosamente sulle scene musicali e pubblica “Dream Of Life”. Scritto a quattro mani con il marito Fred “Sonic” Smith, chitarrista dei MC5 Dream Of Life è un disco gradevole ma non ha la forza né il fascino dei dischi precedenti (Horses, Radio Ethiopia, Easter, Wave) comunque  l'album contiene una piccola gemma People Have The Power, una delle canzoni di protesta più belle e potenti della storia del rock. In questa canzone Patti Smith ci dice semplicemente: che tutto quello che sogniamo può avvenire attraverso l’unione tra la gente... perche le persone hanno il potere di cambiare il mondo.














Spoiler :
mp3@VBR V0 (251kbps)
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