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1957,
Bop,
Jazz,
Red Norvo
Il west coast jazz in una delle sue migliori rappresentazioni. Protagonista di questo album è una all stars band guidata dal vibrafonista Red Norvo e comprendente Buddy Collette al flauto, uno degli esponenti della cosiddetta Black California, Bill Smith al clarinetto, Barney Kessel alla chitarra, Red Mitchell al contrabasso e Shelly Manne alla batteria. Musica raffinata, forse un pò levigata, ma tutt'altro che privo di spessore e dinamismo interiore.
Tratto da 100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI
Tracks:
1 Poeme
2 Red Sails
3 The Red Broom
4 Rubricity
5 Paying the Dues Blues
6 Divertimento
Il west coast jazz in una delle sue migliori rappresentazioni. Protagonista di questo album è una all stars band guidata dal vibrafonista Red Norvo e comprendente Buddy Collette al flauto, uno degli esponenti della cosiddetta Black California, Bill Smith al clarinetto, Barney Kessel alla chitarra, Red Mitchell al contrabasso e Shelly Manne alla batteria. Musica raffinata, forse un pò levigata, ma tutt'altro che privo di spessore e dinamismo interiore.Tratto da 100 DISCHI IDEALI PER CAPIRE IL JAZZ - FRANCHI I. (CUR.) - EDITORI RIUNITI
Paying the Dues Blues
Personnel: Red Norvo (vibraphone); Bill Smith (clarinet); Buddy Collette (flute); Barney Kessel (guitar); Red Mitchell (bass); Shelly Manne (drums).
Tracks:
1 Poeme
2 Red Sails
3 The Red Broom
4 Rubricity
5 Paying the Dues Blues
6 Divertimento
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pass: sergingus
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1957,
Jazz,
Nat King Cole,
Vocal Jazz
Love Is The Thing, ovvero il binomio musica-intrattenimento, un tema ricorrente per l'evoluzione artistica di Cole dopo i gloriosi trascorsi jazzistici con il suo trio. Attraverso ispirazioni contaminate da Brodway e Tin Palley, con i suoi climi confidenziali e la ricerca istrionica, King Cole offre ballads dalla melodia arabescata e dalle orchestrazioni esteticamente ineccepibili. [...] Il cantante da intrattenimento, abituato alle mutevoli atmosfere di piccoli e fumosi club non si risparmia nel concedere attimi di trepidazione e i tredici pezzi inclusi in questo album sono una vera discesa nella canzone d'autore, quella fatta di ricordi e ‘tranches de vie’, brani che finiscono troppo presto come la sua vita.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Love Is The Thing, ovvero il binomio musica-intrattenimento, un tema ricorrente per l'evoluzione artistica di Cole dopo i gloriosi trascorsi jazzistici con il suo trio. Attraverso ispirazioni contaminate da Brodway e Tin Palley, con i suoi climi confidenziali e la ricerca istrionica, King Cole offre ballads dalla melodia arabescata e dalle orchestrazioni esteticamente ineccepibili. [...] Il cantante da intrattenimento, abituato alle mutevoli atmosfere di piccoli e fumosi club non si risparmia nel concedere attimi di trepidazione e i tredici pezzi inclusi in questo album sono una vera discesa nella canzone d'autore, quella fatta di ricordi e ‘tranches de vie’, brani che finiscono troppo presto come la sua vita.1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Tracks
01. When I Fall In Love
02. Stardust
03. Stay As Sweet As You Are
04. When Can I Go Without You _
05. Maybe It's Because I Love You Too Much
06. If Love Ain't There
07. Love Letters
08. Someone To Tell It To
09. Ain't Misbehavin'
10. The End Of A Love Affair
11. I Thought About Marie
12. At Last
13. It's All In The Game
14. When Sunny Gets Blue
15. Love Is The Thing
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1957,
Cool,
Jazz,
Miles Davis,
Trumpet Jazz
La prima grande collaborazione Davis-Evans: una stringa di temi melodiosi e di atteggiamento espressivo quanto mai vario, attinti dagli autori più diversi, vestiti dei panni più pregiati, e collegati tra loro da misteriose note lunghe. Sopra questo tappeto multicolore Miles canta le sue melodie ora squillanti ora sommesse, entrando e uscendo a piacimento dall'arazzo orchestrale.
La prima grande collaborazione Davis-Evans: una stringa di temi melodiosi e di atteggiamento espressivo quanto mai vario, attinti dagli autori più diversi, vestiti dei panni più pregiati, e collegati tra loro da misteriose note lunghe. Sopra questo tappeto multicolore Miles canta le sue melodie ora squillanti ora sommesse, entrando e uscendo a piacimento dall'arazzo orchestrale.Miles Ahead
Personnel:
Miles Davis – flugelhorn
Bernie Glow – Lead trumpet
Ernie Royal – Trumpets
Louis Mucci – Trumpets
Taft Jordan – Trumpets
John Carisi – Trumpets
Frank Rehak – Trombones
Jimmy Cleveland – Trombones
Joe Bennett – Trombones
Tom Mitchell – Bass trombone
Willie Ruff – Horns
Tony Miranda – Horns
Bill Barber – Tuba
Lee Konitz – Alto sax
Danny Bank – Bass clarinet
Romeo Penque – Flute and clarinet
Sid Cooper – Flute and clarinet
Paul Chambers – Bass
Art Taylor – Drums
Tracks:
1 Springsville
2 The Maids Of Cadiz
3 The Duke
4 My Ship
5 Miles Ahead
6 Blues For Pablo
7 New Rhumba
8 The Meaning Of The Blues
9 Lament
11 Springsville
12 Blues For Pablo
13 Medley: The Meaning Of The Blues/Lament
14 I Don't Wanna Be Kissed (By Anyone But You)
Spoiler :
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1957,
Bop,
Jazz,
Mainstream Jazz,
Quincy Jones,
West Coast Jazz
Chi pensa a Quincy Jones solo come all’autore di pop hits anni ’80 o come produttore dell'album più venduto della storia, Thriller di Michael Jackson, ascolti questo "This Is How I Feel About Jazz", l'album che ne segnò il debutto discografico. Troverà dell'ottimo jazz orchestrale (composto in parte dallo stesso Jones), impreziosito dalla presenza di musicisti del calibro di: Phil Woods, Hank Jones, Charlie Mingus, Art Farmer. A più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione il disco rimane tuttora godibilissimo.
Chi pensa a Quincy Jones solo come all’autore di pop hits anni ’80 o come produttore dell'album più venduto della storia, Thriller di Michael Jackson, ascolti questo "This Is How I Feel About Jazz", l'album che ne segnò il debutto discografico. Troverà dell'ottimo jazz orchestrale (composto in parte dallo stesso Jones), impreziosito dalla presenza di musicisti del calibro di: Phil Woods, Hank Jones, Charlie Mingus, Art Farmer. A più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione il disco rimane tuttora godibilissimo.Walkin'
Tracks:
1 Walkin'
2 A Sleepin' Bee
3 Sermonette
4 Stockholm Sweetnin'
5 Evening in Paris
6 Boo's Bloos
Spoiler :
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Pass: sergingus
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1957,
Big Band,
Count Basie,
Jazz,
Swing
Uno dei momenti più riusciti e consapevoli della musica jazz. Basie coraggiosamente, si rinnova senza inquinare il suo strepitoso e ossequiato passato. The Complete Atomic Basie è una vera bomba di devastante potenza swingante. L'orchestra di Basie, una delle macchine più perfette del jazz, alle prese con le composizioni di Neal Hefti in un lavoro destinato a fare la storia ed a modificare sostanzialmente il mainstream americano degli anni '60 elevandolo a vertici di assoluta consistenza. [...] Con questo album Basie chiude il cerchio e si mantiene in sintonia con gli scenari moderni regalandoci sequenze orchestrali indimenticabili che esprimono la creatività di un uomo avanti anni luce.
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1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Whirly-Bird
Personnel: Count Basie (piano); Joe Williams (vocals); Wendell Culley, Snooky Young, Thad Jones, Joe Newman (trumpet); Henry Coker, Al Grey, Benny Powell (trombone); Marshall Royal, Frank Wess, Eddie "Lockjaw" Davis, Frank Foster, Charles Fowlkes (reeds); Freddie Green (guitar); Eddie Jones (bass); Sonny Payne (drums).
Count Basie - The Complete Atomic Basie\ (16)
01. The Kid From Red Bank
02. Duet
03. After Supper
04. Flight Of The Foo Birds
05. Double-O
06. Teddy The Toad
07. Whirly-Bird
08. Midnite Blue
09. Splanky
10. Fantail
11. Li'l Darlin'
12. Silks And Satins (Bonustrack)
13. Sleepwalker's Serenade (Alternative Take) Bonustrack
14. Sleepwalker's Serenade (Bonustrack)
15. The Late Late Show (Bonustrack)
16. The Late Late Show (Vocal Version) Bonustrack
Spoiler :
flac
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1957,
Cool,
Guitar Jazz,
Jazz,
Jim Hall,
Jimmy Giuffre,
Ralph Pena
Jimmy Giuffre, polistrumentista, fine compositore dalla personalità schiva e complessa, non gode ancora oggi della considerazione che meriterebbe. Giuffre è stato uno dei musicisti più importanti negli anni ’50 e ’60, avendone attraversato da protagonista tutti i mutamenti stilistici, fu una delle figure di spicco dell’allora emergente cool jazz della west-coast e anticipatore per certi versi del free jazz. Nel 1956, con il chitarrista Jim Hall e il contrabbassista Ralph Pena incide “Jimmy Giuffre 3”, l’album trascinato dalla hit “ The Train And The River” ottiene un clamoroso successo posizionandosi per molte settimane ai vertici delle classifiche. Il brano che incantò non solo gli amatori del genere western, fu scelto dal fotografo e regista Bert Stern come colonna sonora per il suo famoso film documentario “Jazz On A Summer's Day" del 1958.
01. Gotta Dance (J. Giuffre)
02. Two Kinds of Blues (J. Giuffre)
03. The Song Is You (Jerome Kern & Oscar Hammerstein)
04. Crazy She Calls Me (Carl Sigmon & Bob Russell)
05. Woodoo (J. Giuffre)
06. My All (J. Giuffre)
07. That's The Way It Is (J. Giuffre)
08. Crawdad Suite (J. Giuffre)
09. The Train And The Rivers (J. Giuffre)
10. The Green Country (New England Mood) (J. Giuffre)
11. Forty-Second Street (Al Dubin & Harry Warren)
JIMMY GIUFFRE clarinet, tenor sax, baritone sax
JIM HALL guitar
RALPH PEÑA bass
Jimmy Giuffre, polistrumentista, fine compositore dalla personalità schiva e complessa, non gode ancora oggi della considerazione che meriterebbe. Giuffre è stato uno dei musicisti più importanti negli anni ’50 e ’60, avendone attraversato da protagonista tutti i mutamenti stilistici, fu una delle figure di spicco dell’allora emergente cool jazz della west-coast e anticipatore per certi versi del free jazz. Nel 1956, con il chitarrista Jim Hall e il contrabbassista Ralph Pena incide “Jimmy Giuffre 3”, l’album trascinato dalla hit “ The Train And The River” ottiene un clamoroso successo posizionandosi per molte settimane ai vertici delle classifiche. Il brano che incantò non solo gli amatori del genere western, fu scelto dal fotografo e regista Bert Stern come colonna sonora per il suo famoso film documentario “Jazz On A Summer's Day" del 1958.01. Gotta Dance (J. Giuffre)
02. Two Kinds of Blues (J. Giuffre)
03. The Song Is You (Jerome Kern & Oscar Hammerstein)
04. Crazy She Calls Me (Carl Sigmon & Bob Russell)
05. Woodoo (J. Giuffre)
06. My All (J. Giuffre)
07. That's The Way It Is (J. Giuffre)
08. Crawdad Suite (J. Giuffre)
09. The Train And The Rivers (J. Giuffre)
10. The Green Country (New England Mood) (J. Giuffre)
11. Forty-Second Street (Al Dubin & Harry Warren)
JIMMY GIUFFRE clarinet, tenor sax, baritone sax
JIM HALL guitar
RALPH PEÑA bass
Spoiler :
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1957,
Hard Bop,
Jazz,
Johnny Griffin,
Saxophone Jazz
Johnny Griffin, Il "sassofonista più veloce del mondo", dimostra in questa incisione del 1957 che la sua reputazione è ben giustificata. Considerato da molti critici il suo capolavoro, "A Blowin' Session" è una delle più grandi jam session di hard bop che siano mai state registrate, ed è anche l'unica volta che Griffin incide insieme a John Coltrane. Il resto della formazione è completato dal terzo tenore Hank Mobley, il trombettista Lee Morgan, il pianista Wynton Kelly, il bassista Paul Chambers, e il batterista Art Blakey. Da segnalare, per la sorprendente velocità di esecuzione, la splendida e complessa "The Way You Look Tonight".
Personnel: Johnny Griffin (tenor saxophone); Hank Mobley, John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Wynton Kelly (piano); Art Blakey (drums).
Tracks: 1. Way You Look Tonight, The 2. Ball Bearings 3. All the Things You Are 4. Smoke Stack 5. Smoke Stack - (alternate take, bonus track)
Johnny Griffin, Il "sassofonista più veloce del mondo", dimostra in questa incisione del 1957 che la sua reputazione è ben giustificata. Considerato da molti critici il suo capolavoro, "A Blowin' Session" è una delle più grandi jam session di hard bop che siano mai state registrate, ed è anche l'unica volta che Griffin incide insieme a John Coltrane. Il resto della formazione è completato dal terzo tenore Hank Mobley, il trombettista Lee Morgan, il pianista Wynton Kelly, il bassista Paul Chambers, e il batterista Art Blakey. Da segnalare, per la sorprendente velocità di esecuzione, la splendida e complessa "The Way You Look Tonight". Personnel: Johnny Griffin (tenor saxophone); Hank Mobley, John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Wynton Kelly (piano); Art Blakey (drums).
Tracks: 1. Way You Look Tonight, The 2. Ball Bearings 3. All the Things You Are 4. Smoke Stack 5. Smoke Stack - (alternate take, bonus track)
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1957,
Bop,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz,
Sonny Rollins
Immensa lezione di jazz per un fuoriclasse dell’improvvisazione. Registrato a Los Angeles il 7 marzo 1957, questo lavoro è il primo esperimento di Sonny Rollins in trio senza pianoforte con Ray Brown al basso e Shelly manne alal batteria. La foto di copertina è opera del famoso fotografo William Claxton a cui venne l’idea di celebrare il primo “ viaggio “ ad Ovest catturando un’immagine volutamente bizzarra e un po’ kitsch dell’artista nei panni di un cowboy con il classico Stetson, fondina senza pistola, il sax imbracciato come un fucile in un deserto pieno di cactus con tanto di teschio bovino. Oltre ad essere una delle copertine più famose nella storia del jazz è la perfetta introduzione ad un disco dal repertorio inconsueto. In ogni passaggio di questa incisione la personalità di Sonny Rollins umorale, camaleontica, irruenta è in primo piano. Ci sono due brani atipici per un album jazz come il motivetto anonimo di “ Wagon Wheels “ e uno banale come “ I’m An Old Cowhand ( From the Rio Grande ) " tratto dal film del 1936 “ Rhythm On the Range “ con Bing Crosby. Due standard famosissimi, “ Solitude “ di Duke Ellington e “ There Is No Greater Lover “, canzone di Isham Jones portata al successo dalla sua orchestra negli anni Trenta e poi ripresa da Billie Holiday e Dinah Washington. Quindi due composizioni originali di Rollins , “ Way Out West “ con vaghi richiami hillbilly e la caratteristica " Come, Gone " , uno stomp veloce basato su " After You've Gone ", popolare canzone scritta da Turner Layton nel 1918, molto adatta all’improvvisazione. Con questo materiale, Rollins, dall’alto del suo magistero stilistico, crea con il suo sax un flusso sonoro continuo, dalle mille idee. I cambiamenti improvvisi di tempo, le citazioni sono sempre presenti per ricordare che era il miglior sassofono tenore in circolazione e quei pochi che sono riusciti nel tempo a raccogliere il suo messaggio stilistico non hanno mai superato il temperamento, la tecnica e l’arte dell’improvvisazione tematica del maestro. Il brano che rappresenta il clou di questo storico documento è la ballad “ There Is No Greater Lover “ dove il sassofonista ribadisce le sue qualità nello scomporre e rimontare a sua immagine strutture armoniche e melodie, confermandosi un mostro di energia e soluzioni.
Immensa lezione di jazz per un fuoriclasse dell’improvvisazione. Registrato a Los Angeles il 7 marzo 1957, questo lavoro è il primo esperimento di Sonny Rollins in trio senza pianoforte con Ray Brown al basso e Shelly manne alal batteria. La foto di copertina è opera del famoso fotografo William Claxton a cui venne l’idea di celebrare il primo “ viaggio “ ad Ovest catturando un’immagine volutamente bizzarra e un po’ kitsch dell’artista nei panni di un cowboy con il classico Stetson, fondina senza pistola, il sax imbracciato come un fucile in un deserto pieno di cactus con tanto di teschio bovino. Oltre ad essere una delle copertine più famose nella storia del jazz è la perfetta introduzione ad un disco dal repertorio inconsueto. In ogni passaggio di questa incisione la personalità di Sonny Rollins umorale, camaleontica, irruenta è in primo piano. Ci sono due brani atipici per un album jazz come il motivetto anonimo di “ Wagon Wheels “ e uno banale come “ I’m An Old Cowhand ( From the Rio Grande ) " tratto dal film del 1936 “ Rhythm On the Range “ con Bing Crosby. Due standard famosissimi, “ Solitude “ di Duke Ellington e “ There Is No Greater Lover “, canzone di Isham Jones portata al successo dalla sua orchestra negli anni Trenta e poi ripresa da Billie Holiday e Dinah Washington. Quindi due composizioni originali di Rollins , “ Way Out West “ con vaghi richiami hillbilly e la caratteristica " Come, Gone " , uno stomp veloce basato su " After You've Gone ", popolare canzone scritta da Turner Layton nel 1918, molto adatta all’improvvisazione. Con questo materiale, Rollins, dall’alto del suo magistero stilistico, crea con il suo sax un flusso sonoro continuo, dalle mille idee. I cambiamenti improvvisi di tempo, le citazioni sono sempre presenti per ricordare che era il miglior sassofono tenore in circolazione e quei pochi che sono riusciti nel tempo a raccogliere il suo messaggio stilistico non hanno mai superato il temperamento, la tecnica e l’arte dell’improvvisazione tematica del maestro. Il brano che rappresenta il clou di questo storico documento è la ballad “ There Is No Greater Lover “ dove il sassofonista ribadisce le sue qualità nello scomporre e rimontare a sua immagine strutture armoniche e melodie, confermandosi un mostro di energia e soluzioni. Mauro Ronconi
Personnel: Sonny Rollins (tenor saxophone); Ray Brown (bass); Shelly Manne (drums).
Tracks:1. I'm an Old Cowhand 2. I'm an Old Cowhand - (alternate take, bonus track) 3. Solitude 4. Come, Gone 5. Come, Gone - (alternate take, bonus track) 6. Wagon Wheels 7. There Is No Greater Love 8. Way Out West 9. Way Out West - (alternate take, bonus track)
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mp3 192
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pass: www.AvaxHome.ru
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1957,
Anita O'Day,
Vocal Jazz
Anita O’Day, per l’anagrafe Anita Belle Colton O’Day, nasce a Chicago nel lontano 8 ottobre 1919, lasciando la scena musicale, e non solo, il 23 novembre 2006. Cantante jazz di origini irlandesi, la O’Day era ammirata per il suo senso del ritmo e della dinamica: le sue prime apparizioni nei primi anni 40, con l’orchestra di Gene Krupa - con cui raggiunse il suo primo successo, “Let Me Off Uptown” - dissiparono l’immagine tradizionale e aggraziata di “ragazza che canta”.Amava impersonare un personaggio di musicista “hip”, apparendo in scena in giacca e gonna e rifiutando i tradizionali abiti da sera. Anita O'day Sings The Most registrato in studio a Chicago il 31 Gennaio 1957, vede la cantante accompagnata dal leggendario trio del pianista Oscar Peterson (con il chitarrista Herb Ellis e Ray Brown al contrabbasso) e dal suo collaboratore di vecchia data, il batterista John Poole. Quando è stato registrato questo album, Oscar Peterson era ormai una star del mondo del jazz e la sua fama gli permetteva di poter selezionare attentamente le sue poche partecipazioni come sideman. La sua presenza in questo album ha sicuramente spinto la cantante a dare il meglio di sé. La stessa O’Day considerava questa sessione, la sua unica collaborazione con Peterson, uno dei suoi migliori album.
Personnel: Anita O'Day (vocals); Oscar Peterson (piano); Herb Ellis (guitar); Ray Brown (bass); John Poole (drum
Tracks
1. 'S Wonderful / They Can't Take That Away From Me
2. Tenderly
3. Old Devil Moon
4. Love Me or Leave Me
5. We'll Be Together Again
6. Stella by Starlight
7. Taking a Chance on Love
8. Them There Eyes
9. I've Got the World on a String
10. You Turned the Tables on Me
11. Bewitched, Bothered and Bewildered
Anita O’Day, per l’anagrafe Anita Belle Colton O’Day, nasce a Chicago nel lontano 8 ottobre 1919, lasciando la scena musicale, e non solo, il 23 novembre 2006. Cantante jazz di origini irlandesi, la O’Day era ammirata per il suo senso del ritmo e della dinamica: le sue prime apparizioni nei primi anni 40, con l’orchestra di Gene Krupa - con cui raggiunse il suo primo successo, “Let Me Off Uptown” - dissiparono l’immagine tradizionale e aggraziata di “ragazza che canta”.Amava impersonare un personaggio di musicista “hip”, apparendo in scena in giacca e gonna e rifiutando i tradizionali abiti da sera. Anita O'day Sings The Most registrato in studio a Chicago il 31 Gennaio 1957, vede la cantante accompagnata dal leggendario trio del pianista Oscar Peterson (con il chitarrista Herb Ellis e Ray Brown al contrabbasso) e dal suo collaboratore di vecchia data, il batterista John Poole. Quando è stato registrato questo album, Oscar Peterson era ormai una star del mondo del jazz e la sua fama gli permetteva di poter selezionare attentamente le sue poche partecipazioni come sideman. La sua presenza in questo album ha sicuramente spinto la cantante a dare il meglio di sé. La stessa O’Day considerava questa sessione, la sua unica collaborazione con Peterson, uno dei suoi migliori album.Personnel: Anita O'Day (vocals); Oscar Peterson (piano); Herb Ellis (guitar); Ray Brown (bass); John Poole (drum
Tracks
1. 'S Wonderful / They Can't Take That Away From Me
2. Tenderly
3. Old Devil Moon
4. Love Me or Leave Me
5. We'll Be Together Again
6. Stella by Starlight
7. Taking a Chance on Love
8. Them There Eyes
9. I've Got the World on a String
10. You Turned the Tables on Me
11. Bewitched, Bothered and Bewildered
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pass: sergingus
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1957,
Ben Webster,
Jazz,
Mainstream Jazz
Ben Webster (1909-1973) è stato, senza dubbio, uno dei sassofonisti tenore più importanti e influenti della storia del jazz. Questo album contiene una delle sue migliori collaborazioni con Oscar Peterson, che il sassofonista ha spesso indicato come il suo accompagnatore preferito. Hanno registrato per la prima volta assieme nel 1952, nel corso di una all- star jam session organizzata in studio da Norman Granz, che comprendeva alcuni dei migliori musicisti jazz in circolazione, come Charlie Parker, Johnny Hodges, Benny Carter e Flip Phillips. Webster e Peterson registrarono poi molti album insieme durante gli anni Cinquanta, quando entrambi lavoravano per "Jazz at the Philharmonic" di Norman Granz. Dopo di che avrebbero continuato a suonare e registrare insieme in diverse occasioni e in diversi contesti. In una di queste session hanno dato vita a uno dei migliori album in studio di Ben Webster; Soulville, Webster firma due brani, la title track e "Late Date," le altre canzoni sono degli standard, dove spicca la bellissima ballad "Time on My Hands", inoltre in questo CD ci sono tre bonus track, dove curiosamente Webster suona il pianoforte (suo primo strumento).
Personnel: Ben Webster (tenor saxophone, piano); Oscar Peterson (piano); Herb Ellis (guitar); Ray Brown (bass); Stan Levey (drums).
Tracks: 1. Soulville 2. Late Date 3. Time on My Hands 4. Lover, Come Back to Me 5. Where Are You? 6. Makin' Whoopee 7. Ill Wind 8. Who? - (bonus track) 9. Boogie Woogie - (bonus track) 10. Roses of Picardy - (bonus track)
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Personnel: Ben Webster (tenor saxophone, piano); Oscar Peterson (piano); Herb Ellis (guitar); Ray Brown (bass); Stan Levey (drums).
Tracks: 1. Soulville 2. Late Date 3. Time on My Hands 4. Lover, Come Back to Me 5. Where Are You? 6. Makin' Whoopee 7. Ill Wind 8. Who? - (bonus track) 9. Boogie Woogie - (bonus track) 10. Roses of Picardy - (bonus track)
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1957,
Ella Fitzgerald,
Jazz,
Louis Armstrong,
Vocal Jazz
Recorded at Capitol Studios, Hollywood, California on August 16, 1956. Orginally released on Verve (4003). Includes liner notes by John McDonough.
Personnel: Ella Fitzgerald (vocals); Louis Armstrong (vocals, trumpet); Herb Ellis (guitar); Ed Hall (clarinet); Trummy Young (trombone); Oscar Peterson, Billy Kyle (piano); Louie Bellson, Barrett Deems, Buddy Rich (drums)
Tracks:
La carriera di Louis Armstrong è iniziata quasi 15 anni prima di Ella Fitzgerald. Louis è stato uno dei primi idoli musicali di Ella, che nelle fasi iniziali della sua carriera spesso eseguiva una canzone del suo repertorio (di solito "Basin Street Blues") imitando la voce di Louis. Questa abitudine - che può essere ascoltata e vista in diverse performance dal vivo di Ella - era un suo scherzoso omaggio a Louis. Anche se hanno registrato alcuni brani insieme nel corso degli anni Quaranta, le loro collaborazioni più importanti e significative sono state realizzate tra il 1956 e il 1957. In quegli anni infatti Ella Fitzgerald e Louis Armstrong hanno registrato gli album memorabili “Ella & Louis” (qui proposto), il suo sequel “Ella & Louis Again” e la selezione di brani tratti dall’opera Porgy & Bess di George Gershwin. Mentre l'ultimo album vede l’utilizzo di una grande orchestra diretta da Russell Garcia, i primi due sono stati realizzati con piccole band formate dagli incredibili musicisti dell'Oscar Peterson Trio, con Herb Ellis e Ray Brown (che era stato il marito di Ella), con l’aggiunta del batterista Buddy Rich (sul primo album) e Louie Bellson (sul secondo).
Recorded at Capitol Studios, Hollywood, California on August 16, 1956. Orginally released on Verve (4003). Includes liner notes by John McDonough.
Personnel: Ella Fitzgerald (vocals); Louis Armstrong (vocals, trumpet); Herb Ellis (guitar); Ed Hall (clarinet); Trummy Young (trombone); Oscar Peterson, Billy Kyle (piano); Louie Bellson, Barrett Deems, Buddy Rich (drums)
Tracks:
1. Can't We Be Friends?
2. Isn't This A Lovely Day?
3. Moonlight In Vermont
4. They Can't Take That Away From Me
5. Under A Blanket Of Blue
6. Tenderly
7. A Foggy Dayald
8. Stars Fell On Alabama
9. Cheek To Cheek
10. The Nearness Of You
11. April In Paris
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1957,
Jazz,
Piano Jazz,
Thelonious Monk

Thelonious Monk Septet: Thelonious Monk (piano); Gigi Gryce (alto saxophone); Coleman Hawkins, John Coltrane (tenor saxophone); Ray Copeland (trumpet); Wilbur Ware (acoustic bass); Art Blakey (drums).
Dopo esser tornato dal suo viaggio a Philadelphia, verso la metà del 1957, John Coltrane accettò l'offerta di Thelonious Monk di unirsi alla sua band per un periodo di sei mesi. Frutto di questa collaborazione è l’album Monk’s Music che vede anche Coleman Hawkins al sax, Wilbur Ware al basso e Art Blakey alla batteria.
Thelonious Monk Septet: Thelonious Monk (piano); Gigi Gryce (alto saxophone); Coleman Hawkins, John Coltrane (tenor saxophone); Ray Copeland (trumpet); Wilbur Ware (acoustic bass); Art Blakey (drums).
Tracks: 1. Abide With Me 2. Well, You Needn't 3. Ruby, My Dear 4. Off Minor (Take 5) 5. Off Minor (Take 4)6. Epistrophy 7. Crepuscule With Nellie (Take 6)8. Crepuscule With Nellie (Takes 4 And 5)
Spoiler :
MP3 | 160Kbps
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1955,
1957,
Billie Holiday,
Jazz,
Vocal Jazz
Ascoltare ‘Lady Day’ significa scoprire una personalità sempre accesa dall’inquietante problema del divenire e del come essere domani. Questa superba raccolta è il meglio del suo secondo percorso umano e professionale selezionato tra dischi bellissimi del periodo Verve. canzoni che guardano dentro gli occhi del mondo con una sensualità avvolgente e raffinata nonostante una vita triste e burrascosa. […] Questo documento antologico è un vero vademecum del respiro swing, del calore di una interpretazione e soprattutto delle cose che restano e rappresenta una preziosa chiave di lettura di tutta la sua arte.
1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
Ascoltare ‘Lady Day’ significa scoprire una personalità sempre accesa dall’inquietante problema del divenire e del come essere domani. Questa superba raccolta è il meglio del suo secondo percorso umano e professionale selezionato tra dischi bellissimi del periodo Verve. canzoni che guardano dentro gli occhi del mondo con una sensualità avvolgente e raffinata nonostante una vita triste e burrascosa. […] Questo documento antologico è un vero vademecum del respiro swing, del calore di una interpretazione e soprattutto delle cose che restano e rappresenta una preziosa chiave di lettura di tutta la sua arte.1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana
track list
Disc 1
1. Body And Soul
2. Strange Fruit
3. Trav'lin' Light
4. All Of Me
5. There Is No Greater Love
6. I Cover The Waterfront
7. These Foolish Things (Remind Me Of You)
8. Tenderly
9. Autumn In New York
10. My Man
11. Stormy Weather
12. Yesterdays
13. He's Funny That Way
14. What A Little Moonlight Can Do
15. I Cried For You (Now It's Your Turn To Cry Over Me)
16. Too Marvelous For Words
17. I Wished On The Moon
18. I Don't Want To Cry Anymore
19. Prelude To A Kiss
Disc 2
1. Nice Work If You Can Get It (Damsel In Distress )
2. Come Rain Or Come Shine
3. What's New
4. God Bless The Child
5. Do Nothing Till You Hear From Me
6. April In Paris
7. Lady Sings The Blues
8. Don't Explain
9. Fine And Mellow
10. I Didn't Know What Time It Was
11. Stars Fell On Alabama
12. One For My Baby (And One More For The Road)
13. Gee Baby Ain't I Good To You
14. Lover Man
15. All The Way
16. Don't Worry 'Bout Me
Spoiler :
wave
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1957,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
L’esplorazione del mondo musicale di Coltrane non può che partire da questo disco che – seppur presentando qualche piccola imperfezione – si distingue particolarmente tra la sua produzione del periodo. Il saxofonista sta suonando e riscuotendo finalmente consensi con il gruppo di Davis, ma sta anche iniziando a sperimentare una strada personale che ben presto lo porterà a risultati davvero lontanissimi per concezione armonica e tematica. Qui l’impianto è sostanzialmente hard-bop, a partire proprio dalla formazione comprendente tre fiati e dai cinque brani – tutti scritti dal leader eccetto uno - fortemente permeati dal blues. Il disco si apre in modo perentorio e spettacolare con la title-track nella quale il tema è esposto all’unisono da sax e tromba ai quali si aggiunge il trombone nella seconda strofa per aumentarne l’intensità sonora e timbrica, ad esso segue un assolo di Coltrane di una fluidità strepitosa e lo squillante blues di Morgan. Da ricordare anche l’assolo di Kenny Drew particolarmente ispirato. Moment’s notice e Locomotion sono ancora due blues presi ad un tempo velocissimo – soprattutto il secondo – dove il leader può espandere le sue idee innovative e dove i compagni non sfigurano, sia per gli interventi individuali sia per la notevole coesione di gruppo. I’m old fashioned è una vecchia ballad di Kern e Mercer: il ritmo rallenta e Trane può sfoggiare tutta la liricità del suo tenore in un assolo toccante seguito da quello di Fuller e dall’ottimo Drew. Lazy bird , brano dalla scintillante dinamica, chiude più che degnamente un disco che rappresenta un punto di riferimento non solo per il suo autore, ma per un certo modo di concepire e suonare il jazz.
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Curtis Fuller (trombone); Kenny Drew (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums)
Tracks: 1. Blue Train 2. Moment's Notice 3. Locomotion 4. I'm Old Fashioned 5. Lazy Bird
Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: John Coltrane (tenor saxophone); Lee Morgan (trumpet); Curtis Fuller (trombone); Kenny Drew (piano); Paul Chambers (bass); Philly Joe Jones (drums)
Tracks: 1. Blue Train 2. Moment's Notice 3. Locomotion 4. I'm Old Fashioned 5. Lazy Bird
Spoiler :
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pass: sergingus
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1957,
Hard Bop,
Jazz,
John Coltrane,
Saxophone Jazz
Messo sotto contratto per la Prestige da Bob Weinstock, il 31 maggio del 1957 John Coltrane registra il suo primo album da solista con tanto di presentazione sulla copertina originale come “ the new saxophone star “. Nonostante la Prestige preferiva che le sperimentazioni venissero fatte altrove (Coltrane incideva anche per la Savoy e la Blue Note), questo disco risulta uno dei più appetibili per capire l’arte coltraniana : jam sessions bellissimine su arrangiamenti essenziali. Un periodo importante per il sassofonista , il quale era in piena fase di ricerca e, pur possedendo già una tecnica mostruosa, lavorava molto per trovare il proprio stile nonchè l’evoluzione tecnica del cosiddetto “ sheets of sound “, quel fraseggio lungo e veloce fino a miscelare le note in un costante e progressivo innalzamento o abbassamento delle stesse che troverà l’apoteosi qualche mese dopo in “ Blue Train “ .
Mauro Ronconi
* John Coltrane, tenor saxophone
* Johnny Splawn, trumpet (tracks 1,3-6)
* Sahib Shihab, baritone saxophone (tracks 1,4,6)
* Mal Waldron, piano (tracks 4-6)
* Red Garland, piano (tracks 1-3)
* Paul Chambers, bass
* Albert "Tootie" Heath, drums
Track listing:
1. "Bakai"
2. "Violets for Your Furs"
3. "Time Was"
4. "Straight Street"
5. "While My Lady Sleeps"
6. "Chronic Blues"
Spoiler :
mp3@320kbps
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1957,
Art Pepper,
Jazz,
Post-Bop,
Saxophone Jazz,
West Coast Jazz
Un album nato sotto le peggiori premesse. Art Pepper, uno dei nomi di spicco del cool jazz californiano, venne a sapere della sessione solo la mattina stessa delle registrazioni; non suonava da un paio di settimane e il suo sax contralto era in pessime condizioni, come la sua salute minata dagli eccessi, e tra l'altro non conosceva i pezzi che avrebbe dovuto suonare. Lester Koenig, il presidente della Contemporary Records, non voleva lasciarsi sfuggire l'occasione: la sezione ritmica per antonomasia ("The Rhythm Section", con le maiuscole), ovvero quella del quintetto di Miles Davis con John Coltrane, nel gennaio del '57 si trovava a Los Angeles per una serie di concerti, e lui avrebbe finalmente potuto affiancare ad Art musicisti della stessa caratura, e documentare i risultati su disco di un incontro storico tra il cool della West Coast e l'hard bop newyorkese.E i risultati portarono semplicemente alla realizzazione del capolavoro di Art Pepper, l'album riconosciuto come il più rappresentativo, il più importante della sua carriera. Riguardo La Sezione Ritmica, stiamo parlando ovviamente di questi musicisti: Red Garland al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria, tre personaggi che diedero una bella spinta in avanti allo sviluppo della moderna concezione di interplay.I quattro capolavori Prestige del cosiddetto First Great Quintet di Davis, ovvero: "Cookin'", "Relaxin'", "Workin'" e "Steamin'", sono la più vivida testimonianza di questa affermazione, e sono pietre miliari del jazz.Per tutta la durata dell'album sono in evidenza le doti migliori di tutti quanti i partecipanti: il bellissimo timbro e il fraseggio di Art, elegante ma pungente, il tipico pianismo a "block chords" di Garland, lo swing e il solismo (eccezionale con l'archetto) di Chambers e la locomotiva ritmica di Jones, potente, sbuffante e sferragliante ma capace di delicatezza con spazzole e cimbali quando la situazione lo richiede.Uno dei momenti più alti del disco è sicuramente la traccia d'apertura, "You'd Be So Nice To Come Home To" di Cole Porter, dove Pepper suonando a orecchio fa di necessità virtù, e sprigiona una creatività e una spontaneità che sfocia in composizione istantanea di altissimo livello! Ogni nota è al posto giusto, il motore ritmico è a pieni giri e l'euforia del pezzo è contagiosa e rilassante. Un momento magico arriva al termine dell'introduzione, quando Jones passa alle bacchette e lo swing spicca il volo. Seguono i soli di ognuno e un altro momento magico, lo scambio di quarte da manuale tra sax e batteria.Ottima anche la rilettura di "Tin Tin Deo", famoso brano latino di Chano Pozo, arrangiata con intelligenza ed efficacia per renderne il ritmo ancora più trascinante, in grado di far muovere il corpo dell'ascoltatore dall'inizio alla fine. Pepper in questo brano (e in molti altri momenti del disco) sembra quasi un meraviglioso ibrido tra Charlie Parker e Paul Desmond, alternando nel suo assolo improvvise ed energiche accelerazioni a sofisticate raffinatezze lente e calme.Terza perla del disco la spericolata "Straight Life", una caotica cavalcata a rotta di collo che supera ogni ostacolo, vera lezione di maestria strumentale. Si noti l'ironia del titolo, che si potrebbe tradurre come "vita regolare", quella vita che Pepper non ebbe mai; a questo proposito si guardi la sua autobiografia, intitolata, guardacaso e con uguale sarcasmo, "Straight Life".Oltre queste tre punte di diamante, sono presenti anche "Imagination", bellissimo standard di Burke e Van Heusen, e due sentiti omaggi, una "Star Eyes" che ha lo sguardo rivolto al già citato Parker, che ne è stato il più grande interprete, e una "Birks Work" idealmente dedicata al suo compositore, Dizzy Gillespie.Momenti meno ispirati, ma comunque gradevoli e ben eseguiti, sono due piccoli blues composti in fretta e furia per l'occasione, "Red Pepper Blues" di Garland, in realtà una scopiazzatura abbastanza indecorosa della famosissima "Bag's Groove" di Milt Jackson, e "Waltz Me Blues", un innocuo valzerino di Pepper e Chambers. A quell'epoca in cinque ore scarse sfornavano un capolavoro, altri tempi davvero...
Spoiler :
Un album nato sotto le peggiori premesse. Art Pepper, uno dei nomi di spicco del cool jazz californiano, venne a sapere della sessione solo la mattina stessa delle registrazioni; non suonava da un paio di settimane e il suo sax contralto era in pessime condizioni, come la sua salute minata dagli eccessi, e tra l'altro non conosceva i pezzi che avrebbe dovuto suonare. Lester Koenig, il presidente della Contemporary Records, non voleva lasciarsi sfuggire l'occasione: la sezione ritmica per antonomasia ("The Rhythm Section", con le maiuscole), ovvero quella del quintetto di Miles Davis con John Coltrane, nel gennaio del '57 si trovava a Los Angeles per una serie di concerti, e lui avrebbe finalmente potuto affiancare ad Art musicisti della stessa caratura, e documentare i risultati su disco di un incontro storico tra il cool della West Coast e l'hard bop newyorkese.E i risultati portarono semplicemente alla realizzazione del capolavoro di Art Pepper, l'album riconosciuto come il più rappresentativo, il più importante della sua carriera. Riguardo La Sezione Ritmica, stiamo parlando ovviamente di questi musicisti: Red Garland al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria, tre personaggi che diedero una bella spinta in avanti allo sviluppo della moderna concezione di interplay.I quattro capolavori Prestige del cosiddetto First Great Quintet di Davis, ovvero: "Cookin'", "Relaxin'", "Workin'" e "Steamin'", sono la più vivida testimonianza di questa affermazione, e sono pietre miliari del jazz.Per tutta la durata dell'album sono in evidenza le doti migliori di tutti quanti i partecipanti: il bellissimo timbro e il fraseggio di Art, elegante ma pungente, il tipico pianismo a "block chords" di Garland, lo swing e il solismo (eccezionale con l'archetto) di Chambers e la locomotiva ritmica di Jones, potente, sbuffante e sferragliante ma capace di delicatezza con spazzole e cimbali quando la situazione lo richiede.Uno dei momenti più alti del disco è sicuramente la traccia d'apertura, "You'd Be So Nice To Come Home To" di Cole Porter, dove Pepper suonando a orecchio fa di necessità virtù, e sprigiona una creatività e una spontaneità che sfocia in composizione istantanea di altissimo livello! Ogni nota è al posto giusto, il motore ritmico è a pieni giri e l'euforia del pezzo è contagiosa e rilassante. Un momento magico arriva al termine dell'introduzione, quando Jones passa alle bacchette e lo swing spicca il volo. Seguono i soli di ognuno e un altro momento magico, lo scambio di quarte da manuale tra sax e batteria.Ottima anche la rilettura di "Tin Tin Deo", famoso brano latino di Chano Pozo, arrangiata con intelligenza ed efficacia per renderne il ritmo ancora più trascinante, in grado di far muovere il corpo dell'ascoltatore dall'inizio alla fine. Pepper in questo brano (e in molti altri momenti del disco) sembra quasi un meraviglioso ibrido tra Charlie Parker e Paul Desmond, alternando nel suo assolo improvvise ed energiche accelerazioni a sofisticate raffinatezze lente e calme.Terza perla del disco la spericolata "Straight Life", una caotica cavalcata a rotta di collo che supera ogni ostacolo, vera lezione di maestria strumentale. Si noti l'ironia del titolo, che si potrebbe tradurre come "vita regolare", quella vita che Pepper non ebbe mai; a questo proposito si guardi la sua autobiografia, intitolata, guardacaso e con uguale sarcasmo, "Straight Life".Oltre queste tre punte di diamante, sono presenti anche "Imagination", bellissimo standard di Burke e Van Heusen, e due sentiti omaggi, una "Star Eyes" che ha lo sguardo rivolto al già citato Parker, che ne è stato il più grande interprete, e una "Birks Work" idealmente dedicata al suo compositore, Dizzy Gillespie.Momenti meno ispirati, ma comunque gradevoli e ben eseguiti, sono due piccoli blues composti in fretta e furia per l'occasione, "Red Pepper Blues" di Garland, in realtà una scopiazzatura abbastanza indecorosa della famosissima "Bag's Groove" di Milt Jackson, e "Waltz Me Blues", un innocuo valzerino di Pepper e Chambers. A quell'epoca in cinque ore scarse sfornavano un capolavoro, altri tempi davvero...Track listing
"You'd Be So Nice to Come Home To" (Cole Porter) –5:30
"Red Pepper Blues" (Red Garland) –3:39
"Imagination" (Johnny Burke–Jimmy Van Heusen) –5:56
"Waltz Me Blues" (Paul Chambers–Art Pepper) –2:58
"Straight Life" (Art Pepper) –4:02
"Jazz Me Blues" (Delaney) –4:50
"Tin Tin Deo" (Fuller–Pozo) –7:42
"Star Eyes" (DePaul–Raye) –5:12
"Birks Works" (Dizzy Gillespie) –4:15
(Recorded on 19 January 1957.)
Personnel
Art Pepper — alto saxophone
Red Garland — piano
Paul Chambers — bass
Philly Joe Jones — drums
Spoiler :
FLAC | 24bit | 96Khz | Stereo | 907 Mb
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