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Cool,
Jazz,
Lester Young,
Mainstream Jazz,
Oscar Peterson,
Saxophone Jazz
Assieme con Coleman Hawkins Lester Young è stato uno dei grandi precursori ed innovatori del sax; personaggio anticonvenzionale per eccellenza, Young (detto “Pres”, ovvero “President”) aveva una concezione del tutto particolare nel suonare il suo strumento. In contrapposizione proprio ad Hawkins e al suo approccio “muscolare”, il saxofonista del Mississippi presentava un suono etereo e penetrante, sommessamente lirico senza fare ricorso al vibrato; le sue note erano libere da gabbie armoniche e le sue lunghe frasi erano un continuo gioco con il silenzio. In questo disco è possibile ascoltare il sax rarefatto di Young in contrapposizione al densissimo pianoforte di Oscar Peterson in un continuo affascinante gioco di vuoti e pieni. Splendide le ballad come On the sunny side of the street o I can’t give you anything but love, memorabile Tea for two con gli assoli, oltre che di Pres, di Peterson e dell’ottimo Barney Kessel.
Francesco Soliani – jazzer.it
Assieme con Coleman Hawkins Lester Young è stato uno dei grandi precursori ed innovatori del sax; personaggio anticonvenzionale per eccellenza, Young (detto “Pres”, ovvero “President”) aveva una concezione del tutto particolare nel suonare il suo strumento. In contrapposizione proprio ad Hawkins e al suo approccio “muscolare”, il saxofonista del Mississippi presentava un suono etereo e penetrante, sommessamente lirico senza fare ricorso al vibrato; le sue note erano libere da gabbie armoniche e le sue lunghe frasi erano un continuo gioco con il silenzio. In questo disco è possibile ascoltare il sax rarefatto di Young in contrapposizione al densissimo pianoforte di Oscar Peterson in un continuo affascinante gioco di vuoti e pieni. Splendide le ballad come On the sunny side of the street o I can’t give you anything but love, memorabile Tea for two con gli assoli, oltre che di Pres, di Peterson e dell’ottimo Barney Kessel.Francesco Soliani – jazzer.it
Personnel: Lester Young (vocals, tenor saxophone); Oscar Peterson (piano); Barney Kessel (guitar); Ray Brown (bass); J. C. Heard (drums). Tracks: 1 Ad Lib Blues 2 I Can't Get Started 3 Just You, Just 4 Almost Like Being in Love 5 Tea for Two 6 There Will Never Be Another You 7 Indiana, (Back Home Again in) 8 On The Sunny Side Of The Street 9 Stardust 10 I'm Confessin' 11 I Can't Give You Anything But Love 12 These Foolish Things 13 Two To Tango (It Takes) / Two To Tango (It Takes)
Spoiler :
MP3 @ 320 http://rapidshare.com/files/142849300/LYOPm.part1.rar http://rapidshare.com/files/142850862/LYOPm.part2.rar pass: connoc
Benny Golson,
feautered,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz
Benny Golson è conosciuto soprattutto per alcuni suoi temi degli anni '50, legati perlopiù allo storico repertorio dei Jazz Messengers. Solisticamente si tende a sottovalutarlo, già ai tempi del Jazztet il confronto su questo piano lo vinceva Art Farmer: eppure sarebbe sbaglaito considerarlo un personaggio di secondo piano. Golson pur non essendo stato un innovatore da seguire, o un solista dalla spiccata personalità, è riuscito ugualmente con il suo sassofono dal tono caldo e seducente a lasciare un'impronta nell'universo del jazz. Queste sessioni sono tra gli esempi più rappresentativi dei suoi primi lavori. Di particolare interesse è una delle sue versioni di "Whisper Not" uno dei brani più eseguiti del jazz.L’album vede la partecipazione di Art Farmer, Wynton Kelly, Paul Chambers, Charles Persip, Gigi Gryce, Sahib Shihab, James Cleveland e Julius Watkins.
Tracks:
1. Something in B flat
2. Whisper Not
3. Step Lightly
4. Just by Myself
5. Blues It
6. You're Mine You
7. Capri
8. B.G.'s Holiday
Benny Golson è conosciuto soprattutto per alcuni suoi temi degli anni '50, legati perlopiù allo storico repertorio dei Jazz Messengers. Solisticamente si tende a sottovalutarlo, già ai tempi del Jazztet il confronto su questo piano lo vinceva Art Farmer: eppure sarebbe sbaglaito considerarlo un personaggio di secondo piano. Golson pur non essendo stato un innovatore da seguire, o un solista dalla spiccata personalità, è riuscito ugualmente con il suo sassofono dal tono caldo e seducente a lasciare un'impronta nell'universo del jazz. Queste sessioni sono tra gli esempi più rappresentativi dei suoi primi lavori. Di particolare interesse è una delle sue versioni di "Whisper Not" uno dei brani più eseguiti del jazz.L’album vede la partecipazione di Art Farmer, Wynton Kelly, Paul Chambers, Charles Persip, Gigi Gryce, Sahib Shihab, James Cleveland e Julius Watkins.Whisper Not
Personnel: Benny Golson (tenor saxophone); Gigi Gryce (alto saxophone); Sahib Shihab (baritone saxophone); Art Farmer (trumpet); Julius Watkins (French horn); James Cleveland (trombone); Wynton Kelly (piano); Paul Chambers (bass); Charlie Persip (drums).
Tracks:
1. Something in B flat
2. Whisper Not
3. Step Lightly
4. Just by Myself
5. Blues It
6. You're Mine You
7. Capri
8. B.G.'s Holiday
Spoiler :
mp3 @320
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pass: ruskaval
Avant-Garde,
Jazz,
Ornette Coleman,
Saxophone Jazz
Anche se Coleman non fu soddisfatto appieno del risultato finale di questo disco, in quanto non ebbe nemmeno il tempo di provare con l’orchestra se non dopo alcune brevi messe a punto, questo album è una pietra miliare dell’improvvisazione e della musica moderna in generale. Lui, che cercava sempre di far qualcosa di diverso con incisioni curatissime e dai titoli avveniristici come “ Change Of The Century” ( Il cambiamento del secolo ), “ Shape Of Jazz To Come “ ( La forma del jazz che verrà ) oppure “ Something Else “ ( Qualcos’altro ) fatto entrare in fretta e furia in uno studio di registrazione con il tempo contato per metter in pratica quel credo sul quale ha costruito l’intero suo sistema musicale chiamato “ harmolodic system “. Con questo sistema il musicista pone sullo stesso piano le relazioni tra melodia, ritmo e armonia, elementi che in altre musiche non sono mai paritari, uno ha sempre la meglio sugli altri. Coleman cerca di parificarli andando all’essenza del materiale musicale, contemplando il tutto e non privilegiandone solo un aspetto. In questo modo, ritmo, melodia e armonia si allineano e si sviluppano contemporaneamente secondo l’intenzione più adatta a quel momento. Il musicista spiega il perché non si deve modificare un certo approccio secondo accordi predeterminati, secondo tonalità o una chiave. L’intonazione deve essere un fatto naturale, non fatto preordinato. Perché devi leggere in chiave di sol? Devi leggere secondo il desiderio del momento, in modo che l’approccio sia spontaneo, avvicinarti alla musica secondo la tua chiave naturale, solo così si potrà improvvisare spontaneamente. “ Skies Of America “ si sviluppa su questi concetti. 21 movimenti in cui l’improvvisazione diventa composizione istantanea, ovvero autentica improvvisazione naturale. La London Symphony Orchestra che segue le traiettorie del suo sax contralto, mentre la batteria in completa libertà ritmica sottolinea il polso di una fase nuova, nonostante certi sapori che potrebbero far pensare, per il cozzarsi di frasi diverse, alle composizioni di Charles Ives e Bèla Bartòk. L’aggressiva “ The Silver Screen “, le emozionanti “ Love Life “ e “ Sunday in America “ o la bellezza di “ The Men Who Live In The White House “ sono caposaldi di un sistema musicale tra i più intelligenti ed originali nella storia della musica contemporanea.
Anche se Coleman non fu soddisfatto appieno del risultato finale di questo disco, in quanto non ebbe nemmeno il tempo di provare con l’orchestra se non dopo alcune brevi messe a punto, questo album è una pietra miliare dell’improvvisazione e della musica moderna in generale. Lui, che cercava sempre di far qualcosa di diverso con incisioni curatissime e dai titoli avveniristici come “ Change Of The Century” ( Il cambiamento del secolo ), “ Shape Of Jazz To Come “ ( La forma del jazz che verrà ) oppure “ Something Else “ ( Qualcos’altro ) fatto entrare in fretta e furia in uno studio di registrazione con il tempo contato per metter in pratica quel credo sul quale ha costruito l’intero suo sistema musicale chiamato “ harmolodic system “. Con questo sistema il musicista pone sullo stesso piano le relazioni tra melodia, ritmo e armonia, elementi che in altre musiche non sono mai paritari, uno ha sempre la meglio sugli altri. Coleman cerca di parificarli andando all’essenza del materiale musicale, contemplando il tutto e non privilegiandone solo un aspetto. In questo modo, ritmo, melodia e armonia si allineano e si sviluppano contemporaneamente secondo l’intenzione più adatta a quel momento. Il musicista spiega il perché non si deve modificare un certo approccio secondo accordi predeterminati, secondo tonalità o una chiave. L’intonazione deve essere un fatto naturale, non fatto preordinato. Perché devi leggere in chiave di sol? Devi leggere secondo il desiderio del momento, in modo che l’approccio sia spontaneo, avvicinarti alla musica secondo la tua chiave naturale, solo così si potrà improvvisare spontaneamente. “ Skies Of America “ si sviluppa su questi concetti. 21 movimenti in cui l’improvvisazione diventa composizione istantanea, ovvero autentica improvvisazione naturale. La London Symphony Orchestra che segue le traiettorie del suo sax contralto, mentre la batteria in completa libertà ritmica sottolinea il polso di una fase nuova, nonostante certi sapori che potrebbero far pensare, per il cozzarsi di frasi diverse, alle composizioni di Charles Ives e Bèla Bartòk. L’aggressiva “ The Silver Screen “, le emozionanti “ Love Life “ e “ Sunday in America “ o la bellezza di “ The Men Who Live In The White House “ sono caposaldi di un sistema musicale tra i più intelligenti ed originali nella storia della musica contemporanea.Mauro Ronconi
Personnel: Ornette Coleman (alto saxophone); David Measham (conductor); London Symphony Orchestra.
Tracks: 1. Skies of America 2. Native Americans 3. Good Life, The 4. Birthdays and Funerals 5. Dreams 6. Sounds of Sculpture 7. Holiday for Heroes 8. All of My Life 9. Dancers 10. Soul Within Woman, The 11. Artists in America, The 12. New Anthem, The 13. Place in Space 14. Foreigner in a Free Land 15. Silver Screen 16. Poetry 17. Men Who Live in the White House, The 18. Love Life 19. Military, The 20. Jam Session 21. Sunday in America
Spoiler :
mp3 320
http://rapidshare.com/files/111373224/Ornette_Coleman_-_Skies_of_America.zip
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1961,
Dexter Gordon,
Featured,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz
Sebbene sia sempre rimasto nel profondo un musicista bebop, Gordon aveva dentro di se‚ le qualità e le capacità per spingersi su altri terreni; se non lo fece quasi mai, ciò si deve al suo carattere di musicista anti-intellettuale, che non concepisce la musica come ricerca e come sforzo. Così, un brano come Modal Mood compare isolato nella sua produzione, e ci giunge come una completa sorpresa.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Modal Mood
Personnel
Dexter Gordon - tenor saxophone
Kenny Drew - piano
Paul Chambers - bass
Philly Joe Jones - drums
Tracks
1 "Soul Sister"
2 "Modal Mood"
3 "I Want More"
4 "The End of a Love Affair"
5 "Clear the Dex"
6 "Ernie's Tune"
7 "Smile"
8 "Landslide"
Spoiler :
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1967,
Hank Mobley,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz
La discografia di Mobley è confinata in ambiti di tempo, luogo e stile assai ristretti. Tutti i suoi dischi sono inni all'estetica nera dell'hard bop, con una lieve evoluzione nel tempo verso il modalismo. Ma sono anche tutti dischi di solido e positivo artigianato, in cui non si toccano le vette del sublime, ma si è costantemente investiti da un fiotto di musica piena di energia e convinzione.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Personnel: Hank Mobley (tenor saxophone); Hank Mobley; Jackie McLean (alto saxophone); Bob Cranshaw (double bass); Billy Higgins (drums); Blue Mitchell (trumpet); John Hicks (piano).
Tracks:
1 High Voltage
2 Two And One
3 No More Goodbys
4 Advance Notion
5 Bossa de Luxe
6 Flirty Gerty
La discografia di Mobley è confinata in ambiti di tempo, luogo e stile assai ristretti. Tutti i suoi dischi sono inni all'estetica nera dell'hard bop, con una lieve evoluzione nel tempo verso il modalismo. Ma sono anche tutti dischi di solido e positivo artigianato, in cui non si toccano le vette del sublime, ma si è costantemente investiti da un fiotto di musica piena di energia e convinzione.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
High Voltage
Personnel: Hank Mobley (tenor saxophone); Hank Mobley; Jackie McLean (alto saxophone); Bob Cranshaw (double bass); Billy Higgins (drums); Blue Mitchell (trumpet); John Hicks (piano).
Tracks:
1 High Voltage
2 Two And One
3 No More Goodbys
4 Advance Notion
5 Bossa de Luxe
6 Flirty Gerty
Spoiler :
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1964,
below featured,
Dexter Gordon,
feautered,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz
Personnel:
Donald Byrd (trumpet)
Dexter Gordon (tenor sax)
Kenny Drew (Piano)
Niels-Henning Orsted Pedersen (bass)
Art Taylor (drums)
Tracks:
Tanya, Coppin’ The Haven, Darn That Dream, Kong Neptune
Dopo il successo di “Our Man In Paris” con Bud Powell (pianoforte), Pierre Michelot (basso) e Kenny Clarke (batteria), Dexter Gordon, dall'esilio parigino, concede il bis con "One Flight Up". Per l'occasione recluta Donald Byrd (tromba) Kenny Drew (piano) Art Taylor (batteria) e il giovane contrabbassista danese Niels-Henning Ørsted Pedersen (18 anni), conosciuto semplicemente come NHØP . Tra le quattro splendide tracce che compongono l'album, spicca tra tutte la bellissima Tanya, una composizione di Donald Byrd.
Tanya
Personnel:
Donald Byrd (trumpet)
Dexter Gordon (tenor sax)
Kenny Drew (Piano)
Niels-Henning Orsted Pedersen (bass)
Art Taylor (drums)
Tracks:
Tanya, Coppin’ The Haven, Darn That Dream, Kong Neptune
Spoiler :
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1969,
Avant-Garde,
Free Jazz,
Jazz,
Pharoah Sanders,
Saxophone Jazz
Uno dei capolavori del movimento free-jazz. Il primo album registrato da Sanders dopo la morte del suo maestro John Coltrane a cui collaborano fra gli altri Lonnie Liston Smith, ex pianista di Gato Barbieri e il cantante e percussionista Leon Thomas che in seguito farà parte della band di Carlos Santana. Nato nel 1940 a Little Rock, Arkansas, Farrell Sanders inizia a studiare pianoforte , clarino e batteria per poi dedicarsi al sax tenore con il quale comincia a suonare con dei gruppi all’Università di Oakland. Dopo qualche anno si trasferì a New York e grazie all’interessamento di Don Cherry ottenne il suo primo ingaggio da professionista. Lì conobbe prima Sun Ra, con il quale lavorò a stretto contatto ( fu lui a soprannominarlo “ Pharoah “ cioè il “ Faraone “ ) e poi John Coltrane, la sua influenza musicale più importante , suonando nei suoi dischi di sperimentazione free-jazz " Ascension " e " Meditations ". Musicista geniale, estroso e creativo , Sanders realizzò due dischi “ Pharoah “ e “ Tauhid “, quest’ultimo considerato la sua vera opera prima , lavoro dove metteva in risalto l’interesse per la religione Hindu e le divinità egiziane. Musica coraggiosa diretta conseguenza del misticismo e la spiritualità dei lavori di Coltrane. Era il tempo che l’artista dichiarava : “ Più cerco dentro di me e più posso conoscere ciò che io sono e quali sono le radici dell’esistenza, perché Dio è uomo e perché l’uomo è Dio ”. L’autentico momento di partenza di questi concetti è “ Karma “, un viaggio di magnifico free-jazz o come coniato al tempo di spiritual-jazz costruito su due composizioni ” The Creator Has A Master Plan “ e “ Colors “, ma soprattutto la prima con le liriche di Leon Thomas, è una pietra miliare di musicalità libera dove il senso del ritmo e della melodia dell’artista viene intervallato da suoni frenetici, assolo di sax infuocati, il pianoforte di Liston Smith nervoso ed ammaliante. Sono quasi 33 minuti di sofferenza, di travaglio interiore, esplosioni di suoni, oasi di tranquillità e speranza, in un climax misterioso, spirituale, quasi insostenibile . Canta Thomas : " C’era una volta, quando la pace era sulla terra e le gioia e la felicità regnavano. Ogni uomo conosceva il suo valore. Nel mio cuore come desidero ardentemente il ritorno di quello spirito; e piango, mentre il tempo vola. C’è un posto dove l’amore splende in continuazione, e l’arcobaleno è l’ombra di una presenza divina, e il calore del suo amore illumina il cielo, e libera. Vieni con me, non ti accorgi. Il Creatore ha un piano supremo: pace e felicità per ogni uomo. Il Creatore ha fatto una sola preghiera: felicità su tutta la terra. “ E il sax suona con calma poi con impeto, l’assolo di flauto e le percussioni sono un magico fluire e rifluire, poi il piano si allarga melodioso e il basso determina il tempo e queste parole si spargono nell’aria. Questa composizione diventerà uno standand del jazz ripresa felicemente da gente come Don Cherry e Louis Armstrong. La seguente “ Colors “ con il contrabbasso di Ron Carter sono 5 minuti di meditazione, di pace, di liberazione e non poteva essere altrimenti, dopo aver ascoltato le suggestioni visionarie e cosmiche di quelle urla verso il cielo dove la risposta è solo nel cielo.
Uno dei capolavori del movimento free-jazz. Il primo album registrato da Sanders dopo la morte del suo maestro John Coltrane a cui collaborano fra gli altri Lonnie Liston Smith, ex pianista di Gato Barbieri e il cantante e percussionista Leon Thomas che in seguito farà parte della band di Carlos Santana. Nato nel 1940 a Little Rock, Arkansas, Farrell Sanders inizia a studiare pianoforte , clarino e batteria per poi dedicarsi al sax tenore con il quale comincia a suonare con dei gruppi all’Università di Oakland. Dopo qualche anno si trasferì a New York e grazie all’interessamento di Don Cherry ottenne il suo primo ingaggio da professionista. Lì conobbe prima Sun Ra, con il quale lavorò a stretto contatto ( fu lui a soprannominarlo “ Pharoah “ cioè il “ Faraone “ ) e poi John Coltrane, la sua influenza musicale più importante , suonando nei suoi dischi di sperimentazione free-jazz " Ascension " e " Meditations ". Musicista geniale, estroso e creativo , Sanders realizzò due dischi “ Pharoah “ e “ Tauhid “, quest’ultimo considerato la sua vera opera prima , lavoro dove metteva in risalto l’interesse per la religione Hindu e le divinità egiziane. Musica coraggiosa diretta conseguenza del misticismo e la spiritualità dei lavori di Coltrane. Era il tempo che l’artista dichiarava : “ Più cerco dentro di me e più posso conoscere ciò che io sono e quali sono le radici dell’esistenza, perché Dio è uomo e perché l’uomo è Dio ”. L’autentico momento di partenza di questi concetti è “ Karma “, un viaggio di magnifico free-jazz o come coniato al tempo di spiritual-jazz costruito su due composizioni ” The Creator Has A Master Plan “ e “ Colors “, ma soprattutto la prima con le liriche di Leon Thomas, è una pietra miliare di musicalità libera dove il senso del ritmo e della melodia dell’artista viene intervallato da suoni frenetici, assolo di sax infuocati, il pianoforte di Liston Smith nervoso ed ammaliante. Sono quasi 33 minuti di sofferenza, di travaglio interiore, esplosioni di suoni, oasi di tranquillità e speranza, in un climax misterioso, spirituale, quasi insostenibile . Canta Thomas : " C’era una volta, quando la pace era sulla terra e le gioia e la felicità regnavano. Ogni uomo conosceva il suo valore. Nel mio cuore come desidero ardentemente il ritorno di quello spirito; e piango, mentre il tempo vola. C’è un posto dove l’amore splende in continuazione, e l’arcobaleno è l’ombra di una presenza divina, e il calore del suo amore illumina il cielo, e libera. Vieni con me, non ti accorgi. Il Creatore ha un piano supremo: pace e felicità per ogni uomo. Il Creatore ha fatto una sola preghiera: felicità su tutta la terra. “ E il sax suona con calma poi con impeto, l’assolo di flauto e le percussioni sono un magico fluire e rifluire, poi il piano si allarga melodioso e il basso determina il tempo e queste parole si spargono nell’aria. Questa composizione diventerà uno standand del jazz ripresa felicemente da gente come Don Cherry e Louis Armstrong. La seguente “ Colors “ con il contrabbasso di Ron Carter sono 5 minuti di meditazione, di pace, di liberazione e non poteva essere altrimenti, dopo aver ascoltato le suggestioni visionarie e cosmiche di quelle urla verso il cielo dove la risposta è solo nel cielo. Mauro Ronconi
Track listing: 1. "The Creator Has a Master Plan" Part 1(Sanders, Thomas) 2. "The Creator Has a Master Plan" Part 2(Sanders, Thomas) 3. "Colors" (Sanders, Thomas)
Personnel: * Pharoah Sanders - Sax (Tenor) * Leon Thomas - Percussion / Vocals * Julius Watkins - French Horn * James Spaulding - Flute (on track 1) * Lonnie Liston Smith - Piano * Reggie Workman - Bass * Richard Davis - Bass (on track 1) * Ron Carter - Bass (on track 3) * Billy Hart - Drums (on track 1) * Freddie Waits - Drums (on track 3) * Nathaniel Bettis - Percussion (on track 1)
Spoiler :
vinyl rip flac
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