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Questo doppio cd - uscito nel 1999 - ripropone fedelmente il memorabile concerto che Duke Ellington tenne al festival di Newport nel 1956, ovvero nel periodo in cui sostenere una formazione ampia come quella della sua big band stava iniziando a rivelarsi difficile. Quella sua partecipazione gli donò una nuova popolarità e lo stesso Ellington era solito dire di essere rinato a Newport '56. Da quell'anno in poi è diventato un ospite fisso del festival (così come per molti altri festival simili che cominciavano a nascere in quegli anni). Tra le performance migliori da segnalare il leggendario  assolo di Paul Gonsalves in Diminuendo e Crescendo in Blue.






Take The A Train






Personnel: Duke Ellington (piano); Ray Nance (vocals, trumpet); Jimmy Grisson (vocals); Russell Procope (alto saxophone, clarinet); Johnny Hodges (alto saxophone); Paul Gonsalves (tenor saxophone); Jimmy Hamilton (tenor saxophone, clarinet); Harry Carney (baritone saxophone); John Cook, Clark Terry, William "Cat" Anderson (trumpet); John Sanders, Quentin Jackson, Britt Woodman (trombone); Jimmy Woode (bass); Sam Woodyard (drums).



Track Title Disc 1

01 Star Spangled Banner
02 Father Norman O'Connor Introduces Duke & The Orchestra, Duke Introduces
03 Black And Tan Fantasy
04 Duke Introduces Cook & Tune
05 Tea For Two
06 Duke & Band Leave Stage, Father Norman O'Connor Talks About The Festival
07 Take The A Train
08 Duke Announces Strayhorn's A Train & Nance, Duke Introduces...
09 Part I, Festival Junction
10 Duke Announces Soloists: Introduces Part II
11 Part II, Blues To Be There
12 Duke Announces Nance & Procope: Introduces Part III
13 Part III, Newport Up
14 Duke Announces Hamilton, Gonsalves, & Terry, Duke Introduces Carney & Tune
15 Sophisticated Lady
16 Duke Announces Grissom & Tune
17 Day In, Day Out
18 Duke Introduces Tune(S) And Paul Gonsalves Interludes
19 Diminuendo In Blue And Crescendo In Blue (Live)
20 Announcements, Pandemonium
21 Pause

Track Title Disc 2

01 Duke Introduces Johnny Hodges
02 I Got It Bad (and That Ain't Good)
03 Jeep's Blues
04 Duke Calms Crowd; Introduces Nance & Tune
05 Tulip or Turnip
06 Riot Prevention
07 Skin Deep
08 Mood Indigo
09 Studio Concert (excerpts)
10 Father Norman O'Connor Introduces Duke Ellington, Duke Introduces New Work, Part I and Hamilton
11 Part I, Festival Junction (Production)
12 Duke Announces Soloists: Introduces Part II
13 Part II, Blues To Be There (Production)
14 Duke Announces Nance & Procope: Introduces Part III
15 Part III, Newport Up (Production)
16 Duke Announces Hamilton, Gonsalves and Terry, Pause, Duke Introduces Johnny Hodges
17 I Got It Bad (And That Ain't Good) (Production)
18 Jeep's Blues (Studio)
19 Pause Track






Spoiler :
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Il miglior disco di Tyner, quello che più lo ha rappresentato nel tempo. Il pianista di Philadelphia mette a punto qui dentro certe lezioni di sonorità etniche dell’ex partner John Coltrane con il quale ha condiviso episodi esaltanti come “ A Love Supreme “, “ Ascension “ e i leggendari concerti al Village Vanguard. Col lui un gruppo formato dal sassofonista Sonny Fortune , seguace di Coltrane, che farà parte poi della banda elettrica di Miles Davis, il batterista Alphonze Mouzon già collaboratore dei Weather Report e il bassista Calvin Hill . Quattro musicisti dotati con un grande impatto ritmico e slancio solistico incredibile. La title track è una lunga suite circa 23 minuti dove c’ tutto il mondo dell’artista e il suo punto di arrivo: flauti etnici, ampi arpeggi di pianoforte che diventano imperiosi, tappeto incessante di percussioni , assolo al sax soprano di Fortune, trame ritmiche che esplodono letteralmente nel finale. Due temi intimi e toccanti sono “ Ebony Queen “ dedicata alla moglie Aisha mentre “ A Prayer For My Family “ un ringraziamento alla sua famiglia che l’aveva sostenuto come uomo. “ Valley Of Life “ è un brano ipnotico che vede Tyner al koto, uno strumento a corde giapponese con cui è ritratto in copertina, mentre gli altri musicisti variano spesso i loro moduli specialmente Sonny Fortune al flauto . Il mood si fa emozionate in” Rebirth “ col pianoforte in tensione di Tyner è il sax contralto rovente di Fortune. Da sottolineare in questo album il grande lavoro di Mouzon che, oltre alla batteria, è qui in veste di trombettista, sassofonista e percussionista.

Mauro Ronconi







Personnel: McCoy Tyner (piano, koto, flute, percussion); Sonny Fortune (soprano & alto saxophones, flute); Alphonse Mouzon (trumpet, reeds, drums, percussion); Calvin Hill (reeds, bass, percussion).

Tracks: 1. Ebony Queen 2. Prayer for My Family, A 3. Valley of Life 4. Rebirth 5. Sahara



Spoiler :
mp3@320
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Kenton nel pieno della sua parabola creativa. Imitato ma inimitabile. Stan Kenton interagisce con qualsiasi struttura creando nuove forme e nuovo contenuti per il jazz. Dotato di una innata ecletticità , Kenton è un punto di riferimento indiscusso nella musica contemporanea. […] In questo CD arricchito da tre bonus-tracks, Kenton è un’esteta impareggiabile che nel creare nuovi colori sviluppa nuovi concetti armonici e ritmici assimilibali con straordinaria facilità. Siamo fuori dal limbo delle idee e finalmente all’applicazione sistematica del nuovo corso.
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1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana





Artristy In Rhythm




Personnel: Stan Kenton (piano), Skeets Herfurt, Lennie Niehaus (alto saxophones), Billy Perkins, Spence Sinatra, Vido Musso (tenor saxophones), Jack Nimitz (baritone saxophone), Maynard Ferguson, Pete Candoli, Sam Noto, Ed Leddy, Vinnie Tanno, Don Paladino (trumpets), Jim Amlotte, Kenny Shroyer (trombones), Bud Shank (flutes), Dan Lube, Nathan Ross, Paul Shure, Marshall Sosson, Erno Neufeld, Israel Baker, Lou Raderman, Murray Kellner, Lew Klass, Benny Gill, Al Lustgarten, David Frisina (violins), Sanford Schonbach, Alex Neimann, Virginia Majewski, David Sterkin (violas), Armand Kaproff, Kurt Reher, Joseph Saxon, Eleanor Slatkin, Robert La Marcina (cellos), Ralph Blaze, Laurinda Almeida (guitars), Don Kelly, Milt Bernhart, Carl Fontana, Bob Fitzpatrick, Milt Berhart, Bob Fitzpatrick, Kent Larsen, Don Bagley, Red Mitchell, Joe Mondragon (bass), Mel Lewis (drums), Chico Guerrero, Larry Bunker, Shelly Manne, Frank Flynn (percussion).


Tracks:
1. Artistry Jumps
2. Interlude
3. Intermission Riff
4. Minor Riff
5. Minor Riff (alt. Take)
6. Collaboration
7. Painted Rhythm
8. Southern Scandal
9. Peanut Vendor
10. Eager beaver
11. Concert To End
12. Artistry In Boogie
13. Lover
14. Unison Riff
15. Opus In Pastels
16. Machito
17. Artristy In Rhythm



Spoiler :
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Un supergruppo con Eric Dolphy, un giovane Freddie Hubbard, Paul Chambers, Bill Evans, Roy Haynes e George Barrow per un concentrato di umori e gioia espressiva. La fervida inventiva di Nelson – sassofonista e arrangiatore finissimo – si muove su un territorio di ricerca, recuperando e riattualizzando forme blues e gospel in chiave colta.


100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti








Personnel: Oliver Nelson (alto & tenor saxophones); Eric Dolphy (alto saxophone, flute); George Barrow (baritone saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Bill Evans (piano); Paul Chambers (bass); Roy Haynes (drums)


Track List: 1. Stolen Moments 2. Hoe-Down 3. Cascades 4. Yearnin' 5. Butch and Butch 6. Teenie's Blues




Spoiler :
mp3@320kbps
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Charles Mingus è nato in una base militare a Nogales, in Arizona il 22 Aprile del 1922 (morì il 5 Gennaio 1979). Si stabilì a New York negli anni Cinquanta, e lì ha suonato e registrato con i migliori musicisti di quel periodo - Charlie Parker, Miles Davis, Bud Powell, Thelonious Monk e Duke Ellington, Max Roach. Inoltre Mingus si affermò rapidamente come leader, diventando uno dei pochi bassisti jazz ad assumere questo ruolo. Era anche un buon pianista, e avrebbe potuto fare carriera anche su quello strumento. Verso la metà degli anni Cinquanta aveva già fondato le sue case editrice e di registrazione per proteggere e documentare il suo crescente repertorio di musica originale. Aveva anche fondato il "Jazz Workshop", un gruppo che ha consentito a giovani compositori di proporre le loro nuove opere. Dal fermento di quegli anni nasce un album estremamente personale e significativo: Mingus Ah Um. Un album che mette in mostra ancora una volta il talento unico di Mingus e la sua capacità di sondare terreni inesplorati.







Personnel: Charles Mingus (piano, bass); John Handy (alto & tenor saxophones, clarinet); Shafi Hadi (alto & tenor saxophones); Booker Ervin (tenor saxophone); Jimmy Knepper, Willie Dennis (trombone); Horace Parlan (piano); Dannie Richmond (drums).


Tracks
1. Better Get It In Your Soul
2. Goodbye Pork Pie Hat
3. Boogie Stop Shuffle
4. Self-Portrait In Three Colors
5. Open Letter To Duke
6. Bird Calls
7. Fables of Faubus
8. Pussy Cat Dues
9. Jelly Roll
10. Pedal Point Blues
11. Gg Train
12. Girl of My Dreams



Spoiler :
mp3@256
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pass: sergingus