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Con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. È stato l’ingresso del sassofonista, arrangiatore e compositore Bob Mintzer a far compiere agli Yellowjackets il definitivo salto di qualità da eccellente band di fusion al perfetto ingranaggio di jazz elettro-acustico quali sono oggi. Ormai il loro sound e il loro stesso nome sono molto più di un marchio di fabbrica e, attraverso l’evoluzione della loro musica, rappresentano piuttosto un certificato di garanzia. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. Questo nuovo, lavoro a due anni dal precedente sempre su Heads Up, vede la presenza di Mike Stern alla chitarra, al posto di Robben Ford, uno dei fondatori del gruppo. Mike Stern è inoltre autore di due fra i brani più belli di tutto l’album che come nello stile al quale ci hanno abituato gli Yellowjackets lascia spazio alla scrittura a ciascun componente del gruppo ma con una particolare predilezione per Bob Mintzer. La musica degli Yellowjackets è diventata oggi un meccanismo sempre più perfetto, nel quale tutti gli strumenti si incastrano con precisione assoluta. Ma, lungi dal risultare un mero esercizio di virtuosismo, mantiene una freschezza innegabile, grazie alle capacità di scrittura e improvvisazione dei cinque musicisti, tutti egualmente responsabili del risultato finale.


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Falken’s Maze




Yellowjackets: Bob Mintzer (clarinet, bass clarinet, soprano saxophone, tenor saxophone, EWI); Russell Ferrante (piano, keyboards, percussion); Jimmy Haslip (electric bass, programming, sequencer); Marcus Baylor (drums, percussion).



Track List:
1. Falken’s Maze
2. Country Living
3. Double Nickel
4. Dreams Go
5. Measure Of A Man
6. Yahoo
7. I Wonder
8. 3 Circles
9. Claire’s Closet
10. Lazaro




Spoiler :
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Agli inizi degli anni novanta circolavano voci circa lo scioglimento degli U2, la band contemporaneamente più amata e odiata degli anni ottanta. Toccò a Bono precisare: << E’ soltanto … che dobbiamo sparire per un po … e ricominciare a sognare tutto da capo>>. Il gruppo percepisce che con il nuovo decennio la band deve rigenerarsi, trovare nuovi stimoli per andare avanti, e lo fa registrando, fra Dublino e gli studi Hansa Ton di Berlino, gli stessi che ospitarono le session della trilogia berlinese di David Bowie, Achtung Baby. Un disco che spiazzerà fan e critica, per la massiccia presenza di elettronica che dà all’album un sound totalmente diverso da quello classico degli U2. Il punto di svolta dell’album è One, nata per caso, lavorando su un riff di The Edge per un pezzo dal titolo Ultraviolet. One come tutte le cose belle è semplice, è una splendida ballata che parla d’amore, di fratellanza e rispetto per le diversità, dice: << Siamo una cosa sola, ma non la stessa cosa>>, dobbiamo andare avanti assieme se vogliamo sopravvivere e la canzone ci ricorda che non abbiamo scelta.



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Le canzoni dei Beatles non ebbero mai lo spessore di quelle di Bob dylan, ne l’aggressività di quelle dei Rolling Stones, ma non furono mai prese meno seriamente, perche si è sempre ritenuto che le canzoni dei Beatles avessero “qualcosa da dire”. Hey Jude è una di queste, uscita il 30 agosto del 1968, con i suoi sette minuti e undici secondi è il singolo più lungo pubblicato fino a quel momento e in una settimana arriva al numero uno in Inghilterra  e poi in America. I Beatles la registrano in due giorni negli studi di Abbey Road accompagnati da un’orchestra di trentasei elementi, che alla fine del pezzo accetta , in cambio di una paga, di battere le mani e cantare nel trascinante coro finale. Hey Jude è una bellissima storia di amicizia e di affetto, Paul Mc Cartney l’ha scritta pensando a Julian , il figlio di John, per confortarlo del divorzio tra la madre Cinthia Powell e  il padre John Lennon. La leggenda racconta che Paul tornando a casa in macchina, dopo aver passato un intero pomeriggio con il piccolo Julian, gli viene in mente una canzone, che scrive per lui che inizia dicendo: Hey Jules, non prenderla male, prendi una canzone triste e trasformala in qualcosa di bello....










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Nel 1972 esce uno degli album più importanti della storia del rock “Harvest”. Neil Young è l’artista che insieme a Bob Dylan ha definito il suono della musica nord americana passando dal folk al blues e al rock. Come Dylan Neil Young ha dato al rock una dimensione politica e ha affrontato tutti i temi sociali e le contraddizioni dell’America, il paese più ricco  e potente del mondo. Ma se Bob Dylan è un’intellettuale, un poeta, Neil Young è un uomo della strada, sempre in viaggio con il cappello in testa e la chitarra in mano a raccontare storie d’amore disperato e a  gridare contro le ingiustizie. La sua carriera inizia nel 1966 quando a bordo di una Pontiac attraversa le frontiere tra il Canada e gli Stati Uniti arriva a Los Angeles e fonda i Buffalo Springfield che in due anni diventano la band più importante della scena folk-rock californiana. Nel 1968 Neil Young forma i Crazy Horse e pubblica due classici: Everybody Knows This is Nowhere e After the Gold Rush. Nel frattempo comincia a suonare con la superband composta da David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash con loro registra nel 1970 uno dei capolavori assoluti del rock americano, Déjà vu. Negli anni successivi Neil Young non si ferma continua a suonare con Crosby, Stills e Nash e pubblica un altro classico, After the Gold Rush. Nel 1972 arriva la svolta dopo anni passati a fare rock Neil Young riprende la chitarra acustica in mano entra in studio registra una manciata di canzoni folk piene di malinconia e di atmosfera blues che parlano di donne perdute e ritrovate e della necessità dell’amore nella vita di tutti, con lui in studio c’è una nuova band gli Stray Gators e un gruppo di amici, Crosby, Stills e Nash, James Taylor e Linda Ronstadt. Il risultato è il capolavoro Harvest, l’album di maggior successo della sua carriera che contiene l'unico numero uno di Neil Young nelle classifiche degli Stati Uniti; Heart Of Gold.

Beppa Giosef










Spoiler :
Posted By : Dr. Robert
Vinyl rip in 24-bit/96kHz | FLAC (5% Recovery) | m3u, no cue or log (vinyl) | Full LP Artwork
730 MB (24/96) + 221 MB (16/44) | RS + Hot File | Genre: Rock | 1972
16/44.1 Redbook version

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24/96 HR Version

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