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Un disco che ha svelato poco a poco le sue bellezze. Noto come attestato della modernità di Duke (solo Bechet, Hawkins e Pee Wee Russell, tra i coetanei, hanno inciso con musicisti di stile tanto più avanzato), consente di apprezzarne con ampiezza il pianismo tardo, così puntuto e percussivo. Ma è anche ricco di pagine stupende, alcune delle quali, chissà perchè‚, in origine scartate. Segnaliamo l'arcigno Money Jungle (con Mingus che storce una corda fuori dal manico per l'intero pezzo), la sublime serenità di Warm Valley, l'ipnotico e cullante Fleurette Africaine; tra gli inediti ripescati, il sinuoso A Little Max.

Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)




Very Special




Personnel: Duke Ellington (piano); Charles Mingus (bass); Max Roach (drums).


Tracks:
1. Very Special
2. A Little Max (Parfait)
3. A Little Max (Parfait)
Alternate take.
4. Fleurette Africaine (African Flower)
5. REM Blues
6. Wig Wise
7. Switch Blade
8. Caravan
9. Money Jungle
10. Solitude
Alternate take.
11. Solitude
12. Warm Valley
13. Backward Country Boy Blues



Spoiler :
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pas: sergingus
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Il disco live più famoso nella storia del jazz, battezzato come “The Greatest Concert Ever”, questa incisione del 1953 vede riuniti sullo stesso palco - la Sala Massey di Toronto - alcuni tra i principali fondatori del bebop, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Max Roach e Charles Mingus, eccezionalmente assieme per la prima e unica volta. Come spesso accade in questi incontri di all-stars nessuno dei protagonisti raggiunge i propri livelli della propria attività solista, tuttavia in questo concerto non mancano momenti memorabili, come nell'incredibile versione di Salt Peanuts, in Hot House e Wee. Un disco indinspensabile per ogni appassionato di jazz.






The Quintet: Charlie Parker (alto saxophone); Dizzy Gillespie (trumpet); Bud Powell (piano); Charles Mingus (bass); Max Roach (drums).

Recorded live at Massey Hall, Toronto, Canada on May 15, 1953

Tracks: 1. Perdido 2. Salt Peanuts 3. All The Things You Are/52nd Street Theme 4. Wee 5. Hot House 6. A Night In Tunisia


Spoiler :
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Armstrong, Ellington, Parker attraverso attraverso cinquant'anni di jazz, da New Orleans al free-jazz passando per il be bop ed il gospel. Con questa opera di enorme rilevanza estetica, Mingus raggiunge la conciliazione tra composizione e improvvisazione. [...] The Black Saint And The Sinner Lady è una costante esplorazione  in chiaroscuro immersa dentro le sonorità sospese e rarefatte di un jazz così vasto da non essere ricondotto ad alcuna metodologia critica. Un crescendo di sensazioni infinite e ricche di dettagli, di orchestrazioni a grandi scale. [...]


1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana



Personnel: Charles Mingus (piano); Jay Berliner (guitar); Jerome Richardson (flute, soprano saxophone, baritone saxophone); Dick Hafer (flute, tenor saxophone); Charlie Manano, Charlie Mariano (alto saxophone); Richard Gene Williams , Rolf Ericson (trumpet); Quentin Jackson (trombone); Don Butterfield (tuba); Jaki Byard (piano); Dannie Richmond (drums).


Tracks

01-Track A Solo dancer
02-Track B  Duet solo dancers
03-Track C Group dancers
04-Mode D Trio and group dancers; Mode E Single solos and group dance; Mode F Group and solo dance

Flac
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Pass: sergingus
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La sua musica ormai non lascia scampo ed arriva ovunque decida di arrivare. E' il picco creativo di Mingus con un " small band ". Egli raccoglie intorno a se Eric Dolphy (il partner ideale a quel tempo che sapeva dialogare con spunti e soluzioni alla pari del Maestro), Ted Curson e Dannie Richmond come attorno ad un'idea, ad un'estetica, ad un fare musica dove l'improvvisazione non è casualità ma fonte primaria della creazione e del suo sviluppo. Le registrazioni delle " first takes " furono realizzate in un solo pomeriggio stemperate in un'atmosfera da club notturno. Straordinaria l'apertura di " Folk Forms No. 1 " e il sublime diverbio sonoro di " What love ", dove Dolphy spinge al limite la sua tecnica al clarinetto basso.

Jam n. 66/ Mauro Ronconi




Personnel: Charles Mingus (bass); Eric Dolphy (alto saxophone, bass clarinet); Ted Curson (trumpet); Dannie Richmond (drums)



    Track List
1. Folk Forms, No. 1 
2. Original Faubus Fables 
3. What Love 
4. All The Things You Could Be By Now If Sigmund Freud's Wife Was Your Mother




Spoiler :
mp3@192kbps
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Tra i grandi dischi di Mingus, "Blues And Roots" é quello più popolare e di più immediata presa. Un complesso con sei fiati da vita a un serrato gioco di botte e risposte in parte improvvisato, in parte scritto da Mingus, che però non diede le parti scritte ai musicisti, ma gliele fece imparare a memoria. Ciò spiega in parte il clima sovraeccitato e a tratti quasi convulso delle esecuzioni.








Personnel: Charles Mingus (bass); Jackie McLean, John Handy (alto saxophone); Booker Ervin (tenor saxophone); Pepper Adams (baritone saxophone); Jimmy Knepper, Willie Dennis (trombone); Horace Parlan, Mal Waldron (piano); Dannie Richmond (drums).


Tracks: 1. Wednesday Night Prayer Meeting  2. Cryin' Blues  3. Moanin'  4. Tensions  5. My Jelly Roll Soul  6. E's Flat Ah's Flat Too



Spoiler :
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Charles Mingus è nato in una base militare a Nogales, in Arizona il 22 Aprile del 1922 (morì il 5 Gennaio 1979). Si stabilì a New York negli anni Cinquanta, e lì ha suonato e registrato con i migliori musicisti di quel periodo - Charlie Parker, Miles Davis, Bud Powell, Thelonious Monk e Duke Ellington, Max Roach. Inoltre Mingus si affermò rapidamente come leader, diventando uno dei pochi bassisti jazz ad assumere questo ruolo. Era anche un buon pianista, e avrebbe potuto fare carriera anche su quello strumento. Verso la metà degli anni Cinquanta aveva già fondato le sue case editrice e di registrazione per proteggere e documentare il suo crescente repertorio di musica originale. Aveva anche fondato il "Jazz Workshop", un gruppo che ha consentito a giovani compositori di proporre le loro nuove opere. Dal fermento di quegli anni nasce un album estremamente personale e significativo: Mingus Ah Um. Un album che mette in mostra ancora una volta il talento unico di Mingus e la sua capacità di sondare terreni inesplorati.







Personnel: Charles Mingus (piano, bass); John Handy (alto & tenor saxophones, clarinet); Shafi Hadi (alto & tenor saxophones); Booker Ervin (tenor saxophone); Jimmy Knepper, Willie Dennis (trombone); Horace Parlan (piano); Dannie Richmond (drums).


Tracks
1. Better Get It In Your Soul
2. Goodbye Pork Pie Hat
3. Boogie Stop Shuffle
4. Self-Portrait In Three Colors
5. Open Letter To Duke
6. Bird Calls
7. Fables of Faubus
8. Pussy Cat Dues
9. Jelly Roll
10. Pedal Point Blues
11. Gg Train
12. Girl of My Dreams



Spoiler :
mp3@256
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pass: sergingus
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Un workshop fondamentale per la comprensione del jazz moderno. E’ una via nuova da percorrere nell’ambito dell’improvvisazione collettiva, ma è anche un collegamento strategico tra le direttrici “ Charlie Parker- Ornette Coleman “ e “ Bud Powell-Cecil Taylor “. Qui nascono “ Love Chant “, uno dei primi manifesti completi del free jazz e la mitica title-track dove il sax alto di Jackie McLean e quello tenore di J.R. Montrose si spingono verso registri acuti estremi. Quindi l’apoteosi con la rilettura di “ A Foggy Day “ di Gershwin, vera esplorazione verso delle pure forme avanguardistiche dove si possono ascoltare rumori di ambienti portuali e il traffico metropolitano di un pomeriggio di pioggia sulla settima strada all’incrocio con Broadway.

Mauro Ronconi / Jam n. 66

mingus


A Foggy Day



Personnel
Charles Mingus – Bass
Jackie McLean – Alto Saxophone
J. R. Monterose – Tenor Saxophone
Mal Waldron – Piano
Willie Jones – Drums

Track listing
"Pithecanthropus Erectus"
"A Foggy Day" {George Gershwin}
"Profile of Jackie"
"Love Chant"

All tracks composed by Charles Mingus except where noted. Recorded at Atlantic Studios in New York City.


Spoiler :
mp3@320kbps
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