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1961,
Dexter Gordon,
Featured,
Hard Bop,
Jazz,
Saxophone Jazz
Sebbene sia sempre rimasto nel profondo un musicista bebop, Gordon aveva dentro di se‚ le qualità e le capacità per spingersi su altri terreni; se non lo fece quasi mai, ciò si deve al suo carattere di musicista anti-intellettuale, che non concepisce la musica come ricerca e come sforzo. Così, un brano come Modal Mood compare isolato nella sua produzione, e ci giunge come una completa sorpresa.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Modal Mood
Personnel
Dexter Gordon - tenor saxophone
Kenny Drew - piano
Paul Chambers - bass
Philly Joe Jones - drums
Tracks
1 "Soul Sister"
2 "Modal Mood"
3 "I Want More"
4 "The End of a Love Affair"
5 "Clear the Dex"
6 "Ernie's Tune"
7 "Smile"
8 "Landslide"
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1961,
Crossover Jazz,
feautered,
Herbie Mann,
Jazz,
Soul Jazz
Herbert Jay Solomon, meglio noto come Herbie Mann (Brooklyn, 16 aprile 1930 – 1 luglio 2003), è stato uno dei più grandi flautisti nel campo jazzistico, nonché un importante pioniere nel campo della world music. In questo live del 1961 lo possiamo ascoltare in uno dei suoi più grandi successi "Comin' Home Baby" e in due classici di Gershwin "Summertime" e "It Ain't Necessarily So", eseguiti magistralmente con il suo inconfondibile stile.
Herbert Jay Solomon, meglio noto come Herbie Mann (Brooklyn, 16 aprile 1930 – 1 luglio 2003), è stato uno dei più grandi flautisti nel campo jazzistico, nonché un importante pioniere nel campo della world music. In questo live del 1961 lo possiamo ascoltare in uno dei suoi più grandi successi "Comin' Home Baby" e in due classici di Gershwin "Summertime" e "It Ain't Necessarily So", eseguiti magistralmente con il suo inconfondibile stile.Comin' Home Baby
Personnel:
Herbie Mann (Flutes)
Hagood Hardy (Vibraharp)
Ahmad Abdul-Malik (Double Bass)
Ray Mantilla (Congas and Percussion)
Chief Bey (African Drum and Percussion)
Rudy Collins (Drums)
Ben Tucker (Double Bass) - on 1st track only
Tracks:
1. Comin' Home Baby (Ben Tucker/Bob Dorough) 8:39
2. Summertime (Duboise Heyward/George Gershwin/Ira Gershwin) 10:24
3. It Ain't Necessarily So (George Gershwin/Ira Gershwin) 19:55
Recorded live 17, Novemberm 1961 in At Village Gate (New York City)
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pass: sergingus
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1961,
Hard Bop,
Jazz,
Piano Jazz,
Sonny Clark
Come Fats Navarro e Charlie Parker prima di lui, la vita di Sonny Clark è stata breve ma particolarmente intensa. Minato dall'alcool e dalla droga muore nel 1963 a soli 31 anni, tuttavia produce una decina di ottimi dischi a suo nome e una serie di eccellenti collaborazioni con alcuni dei più grandi artisti dell'epoca come Sonny Rollins, Dexter Gordon, LeeMorgan ecc. Oltre a Cool Struttin', ritenuto un classico dell'hard bop, e degno di attenzione anche questo Leapin' And Lopin' registrato nel 1961 in cui suonano due musicisti di spessore come Tommy Turrentine (fratello di Stanley) alla tromba e Charlie Rouse, membro del gruppo di Monk, al sax tenore.
Personnel: Sonny Clark (piano); Ike Quebec, Charlie Rouse (tenor saxophone); Tommy Turrentine (trumpet); Butch Warren (acoustic bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1. Somethin' Special
2. Deep In A Dream
3. Melody For C
4. Eric Walks
5. Voodoo
6. Midnight Mambo
Come Fats Navarro e Charlie Parker prima di lui, la vita di Sonny Clark è stata breve ma particolarmente intensa. Minato dall'alcool e dalla droga muore nel 1963 a soli 31 anni, tuttavia produce una decina di ottimi dischi a suo nome e una serie di eccellenti collaborazioni con alcuni dei più grandi artisti dell'epoca come Sonny Rollins, Dexter Gordon, LeeMorgan ecc. Oltre a Cool Struttin', ritenuto un classico dell'hard bop, e degno di attenzione anche questo Leapin' And Lopin' registrato nel 1961 in cui suonano due musicisti di spessore come Tommy Turrentine (fratello di Stanley) alla tromba e Charlie Rouse, membro del gruppo di Monk, al sax tenore.Somethin' Special
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Personnel: Sonny Clark (piano); Ike Quebec, Charlie Rouse (tenor saxophone); Tommy Turrentine (trumpet); Butch Warren (acoustic bass); Billy Higgins (drums).
Tracks:
1. Somethin' Special
2. Deep In A Dream
3. Melody For C
4. Eric Walks
5. Voodoo
6. Midnight Mambo
Spoiler :
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1961,
Abbey Lincoln,
Jazz,
Post-Bop,
Vocal Jazz
Il disco più bello della Lincoln: la sua voce si distende maestosa sullo sfondo dei quattro fiati, il cui incedere solenne, talora lugubre, si apparenta a quello delle più alte pagine di Max Roach (all'epoca suo marito): in particolare i dischi Percussion Bitter Sweet e We Insist! Freedom Now Suite, che con questo formano una sorta di trittico dell'impegno civile per la libertà dei neri. Assai toccanti gli assolo di sax tenore del vecchio Coleman Hawkins, che dà il cambio alla cantante quasi impersonando una voce maschile, pacata e saggia. E' uno dei due soli dischi in cui si ascolta Eric Dolphy suonare l'ottavino. Il brano When Malindi Sings è su testo del grande poeta nero Langston Hughes.
Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Tracks:
1. Straight Ahead
2. When Malindy Sings
3. In the Red
4. Blue Monk
5. Left Alone
6. African Lady
7. Retribution
Il disco più bello della Lincoln: la sua voce si distende maestosa sullo sfondo dei quattro fiati, il cui incedere solenne, talora lugubre, si apparenta a quello delle più alte pagine di Max Roach (all'epoca suo marito): in particolare i dischi Percussion Bitter Sweet e We Insist! Freedom Now Suite, che con questo formano una sorta di trittico dell'impegno civile per la libertà dei neri. Assai toccanti gli assolo di sax tenore del vecchio Coleman Hawkins, che dà il cambio alla cantante quasi impersonando una voce maschile, pacata e saggia. E' uno dei due soli dischi in cui si ascolta Eric Dolphy suonare l'ottavino. Il brano When Malindi Sings è su testo del grande poeta nero Langston Hughes.Marcello Piras - Il jazz, I dischi, i musicisti, gli stili - Editori Riuniti (01 novembre 1998)
Straight Ahead
Personnel: Abbey Lincoln (vocals); Coleman Hawkins, Walter Benton (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Eric Dolphy (reeds); Mal Waldron (piano); Art Davis (bass); Max Roach (drums); Roger Sanders, Robert Whitley (congas)
Tracks:
1. Straight Ahead
2. When Malindy Sings
3. In the Red
4. Blue Monk
5. Left Alone
6. African Lady
7. Retribution
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1961,
Bill Evans,
Hot Topic,
Jazz,
Modal Music,
Paul Motian,
Piano Jazz,
Post-Bop,
Scott LaFaro
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Registrato in un indimenticabile esibizione dal vivo il Il 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York, "Sunday At The Village Vanguard" è un album indispensabile per ogni amante del jazz, un ottimo punto di partenza per chi vuole cominciare a conoscere Bill Evans e l'immenso talento dello sfortunato contrabbassista Scott LaFaro. Purtroppo dieci giorni dopo il concerto, LaFaro morì tragicamente in un incidente stradale, ponendo fine al trio jazz "perfetto" nel modo più tragico. In omaggio all'amico-collega scomparso Bill Evans decise di intitolare il disco "Bill Evans Trio, Sunday at the Village Vanguard, Featuring Scott LaFaro."
Gloria's Step (Take 2)
Personnel
Bill Evans (piano)
Scott LaFaro (bass)
Paul Motian (drums)
Tracks:
01. Gloria's Step (Take 2)
02. Gloria's Step (Take 3)
03. My Man's Gone Now
04. Solar
05. Alice In Wonderland (Take 2)
06. Alice In Wonderland (Take 1)
07. All Of You (Take 2)
08. All Of You (Take 3)
09. Jade Visions (Take 2)
10. Jade Visions (Take 1)
Spoiler :
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pass: sergingus
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1961,
Hard Bop,
Jazz,
Oliver Nelson,
Post-Bop,
Progressive Jazz,
Saxophone Jazz
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Track List: 1. Stolen Moments 2. Hoe-Down 3. Cascades 4. Yearnin' 5. Butch and Butch 6. Teenie's Blues
Un supergruppo con Eric Dolphy, un giovane Freddie Hubbard, Paul Chambers, Bill Evans, Roy Haynes e George Barrow per un concentrato di umori e gioia espressiva. La fervida inventiva di Nelson – sassofonista e arrangiatore finissimo – si muove su un territorio di ricerca, recuperando e riattualizzando forme blues e gospel in chiave colta.
100 dischi ideali per capire il jazz / Mauro Ronconi / Editori Riuniti
Personnel: Oliver Nelson (alto & tenor saxophones); Eric Dolphy (alto saxophone, flute); George Barrow (baritone saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Bill Evans (piano); Paul Chambers (bass); Roy Haynes (drums)
Track List: 1. Stolen Moments 2. Hoe-Down 3. Cascades 4. Yearnin' 5. Butch and Butch 6. Teenie's Blues
Spoiler :
mp3@320kbps
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1961,
Freddie Hubbard,
Hard Bop,
Jazz,
Trumpet Jazz
Freddie Hubbard è stato indiscutibilmente uno dei più grandi trombettisti che la storia del jazz abbia mai avuto. Potenza, velocità di esecuzione impressionante, un grande virtuoso, che ancora oggi pochissimi artisti hanno saputo eguagliare. Nel corso della sua lunghissima carriera ha collaborato e partecipato alle incisioni di alcuni tra i più grandi capolavori del jazz quali: Ascension con John Coltrane, l'album manifesto Free Jazz di Ornette Coleman, Blues and the Abstract Truth di Oliver Nelson, Maiden Voyage di Herbie Hancock, Speak No Evil di Wayne Shorter e Out to Lunch di Eric Dolphy. Fa parte dei Jazz Messengers di Art Blakey dal 1961 al 1964 e collaborò con figure del calibro di Thelonious Monk, Miles Davis, Cannonball Adderley, Max Roach e Sonny Rollins. Negli anni '70 s’interessa alla fusion al rock e alla disco. Dal 1980 ritorna a un jazz più classico con: McCoy Tyner, Ron Carter ed Elvin Jones (1980), Joe Henderson, Chick Corea (1981), Woody Shaw (1984) finche gravi problemi al labbro ne hanno in pratica interrotto la carriera. Nel 1961, accompagnato da musicisti del calibro di: Wayne Shorter, McCoy Tyner, Elvin Jones e Art Davis “sforna” “Ready For Freddie”, un album straordinario, carico di energia, ricco d’idee e brani bellissimi che pur essendo armonicamente avanzati, arrivano al pubblico immediatamente.
Personnel: Freddie Hubbard (trumpet); Wayne Shorter (tenor saxophone); Bernard McKinney (euphonium); McCoy Tyner (piano); Elvin Jones (drums).
Freddie Hubbard è stato indiscutibilmente uno dei più grandi trombettisti che la storia del jazz abbia mai avuto. Potenza, velocità di esecuzione impressionante, un grande virtuoso, che ancora oggi pochissimi artisti hanno saputo eguagliare. Nel corso della sua lunghissima carriera ha collaborato e partecipato alle incisioni di alcuni tra i più grandi capolavori del jazz quali: Ascension con John Coltrane, l'album manifesto Free Jazz di Ornette Coleman, Blues and the Abstract Truth di Oliver Nelson, Maiden Voyage di Herbie Hancock, Speak No Evil di Wayne Shorter e Out to Lunch di Eric Dolphy. Fa parte dei Jazz Messengers di Art Blakey dal 1961 al 1964 e collaborò con figure del calibro di Thelonious Monk, Miles Davis, Cannonball Adderley, Max Roach e Sonny Rollins. Negli anni '70 s’interessa alla fusion al rock e alla disco. Dal 1980 ritorna a un jazz più classico con: McCoy Tyner, Ron Carter ed Elvin Jones (1980), Joe Henderson, Chick Corea (1981), Woody Shaw (1984) finche gravi problemi al labbro ne hanno in pratica interrotto la carriera. Nel 1961, accompagnato da musicisti del calibro di: Wayne Shorter, McCoy Tyner, Elvin Jones e Art Davis “sforna” “Ready For Freddie”, un album straordinario, carico di energia, ricco d’idee e brani bellissimi che pur essendo armonicamente avanzati, arrivano al pubblico immediatamente.Personnel: Freddie Hubbard (trumpet); Wayne Shorter (tenor saxophone); Bernard McKinney (euphonium); McCoy Tyner (piano); Elvin Jones (drums).
Tracks: 1. Arietis 2. Weaver of Dreams 3. Marie Antoinette 4. Birdlike 5. Crisis 6. Arietis - (alternate take, bonus track) 7. Marie Antoinette - (alternate take, bonus track)
Spoiler :
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1961,
Hard Bop,
Jazz,
Max Roach,
Post-Bop
Opera antiparallela alla Freedom Now Suite, nasce nello stesso giro di tempo, e con tre degli stessi protagonisti (Roach, la Lincoln e Little). Ma mentre quella è un'opera incompiuta che enuncia il suo messaggio in modo frontale, quasi didascalico, questa è compiuta e più affidata a metafore musicali: come il vocalizzo fluttuante della Lincoln che evoca il fantasma del leader nero Macus Garvey, o la graduale trasformazione della dolcezza in ferocia in Tender Warriors, dedicato ai militanti della non violenza. In quest'ultimo brano si ascolta il più straziante assolo di Booker Little, e un Eric Dolphy dalla furia sterminatrice.
Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Eric Dolphy (flute, bass clarinet, alto saxophone); Clifford Jordan (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Mal Waldron (piano); Carlos "Patato" Valdes (congas); Carlos Eugenio (cowbells, percussion).
Tracks: 1. Garvey's Ghost 2. Mama 3. Tender Warriors 4. Praise for a Martyr 5. Mendacity 6. Man from South Africa
Opera antiparallela alla Freedom Now Suite, nasce nello stesso giro di tempo, e con tre degli stessi protagonisti (Roach, la Lincoln e Little). Ma mentre quella è un'opera incompiuta che enuncia il suo messaggio in modo frontale, quasi didascalico, questa è compiuta e più affidata a metafore musicali: come il vocalizzo fluttuante della Lincoln che evoca il fantasma del leader nero Macus Garvey, o la graduale trasformazione della dolcezza in ferocia in Tender Warriors, dedicato ai militanti della non violenza. In quest'ultimo brano si ascolta il più straziante assolo di Booker Little, e un Eric Dolphy dalla furia sterminatrice.Personnel: Max Roach (drums); Abbey Lincoln (vocals); Eric Dolphy (flute, bass clarinet, alto saxophone); Clifford Jordan (tenor saxophone); Booker Little (trumpet); Julian Priester (trombone); Mal Waldron (piano); Carlos "Patato" Valdes (congas); Carlos Eugenio (cowbells, percussion).
Tracks: 1. Garvey's Ghost 2. Mama 3. Tender Warriors 4. Praise for a Martyr 5. Mendacity 6. Man from South Africa
Spoiler :
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